Webinar sul cinema italiano

ekaterinaLa professoressa Ekaterina Kramkova  vive a San Pietroburgo e cura il sito e la pagina Facebook di diffusione della lingua e cultura italiana in Russia:

Nonsoloitaliano – НЕкурсы итальянского языка

Ekaterina insieme ad una collega hanno ideato un progetto online per insegnare italiano ai gruppi di russofoni e offrono una serie di webinar su diversi temi culturali

Il prossimo incontro sarà in diretta lunedì prossimo 18 giugno alle ore 21 di Mosca (ore 20 in Italia) e avrà come tema il cinema. La lezione  sarà tenuta completamente in italiano con partecipazione gratuita e si svolgerà nella scuola Rimini Academy – Lingua e cultura italiana a Rimini.logo 

Per informazioni e per seguire il webinar, registrarsi su

http://nonsoloitaliano.tilda.ws/cinemaitaliano

Ecco il tema del webinar:

Federico Fellini e il cinema italiano dal secondo dopoguerra fino ai giorni d’oggi

– un viaggio alla scoperta dei principali capolavori della settima arte nel Bel Paese –

Presenteremo alcuni fra i tanti registi italiani celebri nel mondo (Rossellini, De Sica, Visconti, Monicelli, Moretti, Benigni, Sorrentino, Garrone), le attrici e gli attori (Sophia Loren, Claudia Cardinale, Marcello Mastroianni, solo per citarne alcuni), gli sceneggiatori e i musicisti che hanno reso indimenticabile il cinema di questi ultimi 70 anni in Italia:  sarà la scoperta di un mondo di sogni, desideri, luci ed ombre.

E sopra tutti, la figura magica ed onirica del regista italiano più premiato e conosciuto, Federico Fellini: i tanti aspetti autobiografici, l’inquietudine, la fantasia che permeano i suoi capolavori sono solo alcune delle caratteristiche che hanno reso il regista riminese celebre a livello nazionale e mondiale con opere indimenticabili come Amarcord, che prenderemo brevemente in esame.

Esperienze di insegnamento dell’ITALIANO LS – L2: Patrizia Ronchetti

patrizia leedsPatrizia Ronchetti ci scrive da Leeds dove lavora come Tutor di Lingua Italiana e PGCHE Fellow presso la Leeds Beckett University dal 2005; Patrizia è anche una valida collaboratrice da molti anni per la stesura e la revisione delle nuove ristampe di UN TUFFO nell’AZZURRO. Ecco la sua testimonianza:

1. Qual è l’interesse verso la lingua e la cultura italiana a Leeds? 

Esiste molto interesse per la lingua e cultura italiana a Leeds. I miei studenti sono principalmente adulti e studenti post graduate che hanno un legame con il nostro Bel Paese. Studenti che vogliono approfondire la lingua per lavoro, perché hanno casa in Italia o solo per amore per lo studio. Questo interesse lo esprimono venendo alle classi ma anche partecipando a workshop e incontri di conversazione che organizzo al di fuori del discorso universitario. E vi assicuro che la partecipazione è sempre alta e piena di entusiasmo.leeds

2. Per quali motivi i tuoi studenti sono interessati a studiare l’italiano? 

Come accennato sopra, amano la storia e soprattutto la cultura del nostro Paese. Molti sono professionisti che per lavoro hanno la necessità di parlare italiano e quindi frequentano corsi di Business Italian, altri hanno una casa in Italia e molto spesso in località dove non si parla inglese e quindi vogliono comunicare in maniera efficace con la gente del posto e conoscere meglio il luogo in cui vivono.                                                Molti studenti scelgono l’italiano per la musicalità della lingua o anche perché hanno radici italiane e desiderano consolidare il loro senso di appartenenza. Ho molti studenti che hanno nonni o addirittura bisnonni che vengono dall’Italia.

3. Quali sono le difficoltà maggiori che incontrano gli studenti durante lo studio? 

Lo studio della grammatica è uno scoglio per alcuni, gli studenti inglesi hanno una concezione dello studio grammaticale molto lontano da noi. In Italia abbiamo una pratica e una conoscenza superiore dei termini grammaticali e di come è strutturata una frase. Quando uno studente si ritrova a studiare una lingua, soprattutto una lingua come l’italiano, viene messo di fronte a terminologie e a schemi che a volte fatica a comprendere. Ma quando si entra nel meccanismo (e il tutor deve essere bravo in questo) poi lo studio diventa un piacere e una conquista.

4. Che cosa credi che manchi per una maggiore diffusione dello studio della lingua italiana?

leeds 10Come insegnante, trovo difficile trovare testi e materiale aggiornati e al passo con i tempi. Vorrei vedere più entusiasmo e anche più inventiva e creatività negli strumenti da offrire oggi agli studenti. I social media e la tecnologia ormai sono pane quotidiano e mi piacerebbe vedere più stimoli in questo ambito. Inoltre mi piacerebbe uno sviluppo maggiore di momenti di incontro come conferenze e workshop per insegnanti di lingua italiana e anche per studenti. Un network di idee che possa dare più vita alla nostra lingua, metterla al passo coi tempi e farla conoscere sempre di più.

 

Una gentile lettera dal Brasile!

Questa nuova testimonianza ci arriva da una professoressa che collabora con noi da diversi anni per la revisione del nuovo materiale didattico, Maria do Carmo Franceschini Ekman.  Brasile 7

Maria do Carmo vive a Taubaté, vicino a San Paolo e pubblichiamo con molto piacere la lettera con il racconto della sua esperienza.

“Mi chiamo Maria do Carmo Franceschini Ekman e sono italo-brasiliana. Faccio l’insegnante di italiano da moltissimi anni.

Mi piacerebbe raccontare una piccola storia a tutti quelli che leggeranno queste righe.

brasile 5Parlare di “Un Tuffo nell’Azzurro” è come parlare di un caro amico che ho conosciuto quando ho vissuto in Svezia a Gotemburgo.

Lì ho aperto il Comitato di Gotemburgo della “Società Dante Alighieri” del quale sono stata presidente e ho lavorato come insegnante di italiano in due scuole di lingue. Ma avevo un problema: non riuscivo a trovare in tutta Scandinavia un libro di italiano solo in italiano. C’erano parecchi libri ma con tanta traduzione in svedese o inglese. E gli allievi, di ogni nazionalità non riuscivano a memorizzare i vocaboli italiani, guardavano sui libri soltanto la loro madrelingua.

Ero praticamente disperata quando un’amica italiana, anche lei insegnante di italiano, mi ha dato il recapito di Patrizia Bacci. E da quel momento in poi il mio problema è stato risolto con “Un Tuffo nell’Azzurro”.

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Può sembrare un libro semplice, però ideato e scritto da due linguisti pieni di competenza grammaticale e pedagogica. E la cosa più bella, è tutto in italiano!

Subito ho cominciato a usarlo e siccome è stato gradito dai miei allievi, non ho più smesso di indicarlo. In Svezia è stato, ed è ancora un vero successo e lo è pure qui in Brasile.

Nel 2011 ho finalmente conosciuto gli autori di persona perché sono stati qui da me a Taubaté dove abito. Mi è sembrato di conoscerli da sempre! 

Adesso impartisco lezioni private sempre con il loro materiale didattico.

E questo libro si è anche rivelato come un prezioso strumento di lavoro sia nelle lezioni di presenza che nelle lezioni on-line che impartisco ad allievi sparsi in diversi paesi europei. Spiegazioni chiare, note culturali, un glossario che è un vero gioiello, giochi, esercizi che funzionano, ecco alcuni pregi di questo lavoro.

Desidero che il libro non cambi molto, però gli esercizi con gli articoli determinativi potrebbero essere molti di più. Se potessi chiedere ancora qualche altra cosa, allora penserei al CD che potrebbe diventare un USB, giacché i nuovi computer non hanno più con il lettore CD. E il libro cartaceo potrebbe diventare virtuale. Bene, sarebbe una cosa a cui pensare, no?

Auguro a tutti gli insegnanti di italiano che siano tanto felici utilizzando questo libro per i loro corsi come lo sono io fino ad oggi  Un grande saluto a tutti dal Brasile! “

Grazie di cuore, Maria do Carmo!  

Esperienze di insegnamento dell’ITALIANO LS – L2: Raffaella Mencherini

Pubblichiamo oggi una nuova testimonianza che ci arriva da Pavia:

“Mi chiamo Raffaella Mencherini, vivo e lavoro a Pavia. Sono laureata in Lingue e Letterature Straniere, ma dal 2001 mi dedico esclusivamente all’insegnamento dell’italiano a stranieri dopo aver conseguito la Certificazione Ditals di II livello e il Master Itals in Progettazione avanzata dell’insegnamento di lingua e cultura italiane per stranieri dell’Università di Venezia. Dal 2013 sono diventata uno dei tutor di questo Master. In questi anni ho lavorato con moltissime tipologie di apprendenti: bambini e adolescenti nelle scuole pubbliche, universitari, richiedenti asilo, adulti liberi professionisti. Al momento collaboro con l’Università di Pavia come insegnante di italiano per studenti Erasmus o provenienti da paesi extraeuropei.

1. Qual è l’interesse verso la lingua e la cultura italiana nel tuo paese / nella tua città?

Pavia è una piccola città universitaria con una lunga tradizione, in particolare per le facoltà scientifiche. E’ definita a “misura d’uomo”, ma proprio per questo è apprezzata dagli studenti, che riescono a conoscerla e viverla in tutti i suoi aspetti. Trascorrere un periodo di studio a Pavia è anche l’occasione per visitare alcune delle città italiane più note (Milano è a mezz’ora da qui) o di scoprire delle bellezze inaspettate anche in piccoli centri; in questi viaggi i miei studenti ci tengono ad esprimersi in italiano, riconoscendo l’importanza della lingua “viva”. Negli ultimi anni è aumentato anche il numero di chi mi chiede consigli su libri e film italiani da leggere e vedere in lingua originale, così come quello di chi, una volta tornato a casa, rimane in contatto attraverso i social con me o con i compagni di corso per continuare a usare l’italiano.

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2. Per quali motivi i tuoi studenti sono interessati a studiare l’italiano?

I motivi che spingono i miei studenti a scegliere l’italiano sono diversi: il principale è che la maggior parte di loro segue corsi di laurea in italiano e sente con urgenza il bisogno di migliorare la lingua per sostenere esami e seguire le lezioni; molti, una volta tornati nel loro Paese, sperano di lavorare mantenendo rapporti con l’Italia. Poi ci sono ragazzi attratti dalle nostre arti: c’è chi frequenta un’accademia nella vicina Milano o il conservatorio cittadino. Ci sono studenti che avevano già visitato l’Italia come turisti e hanno poi deciso di seguire uno/due semestri qui affascinati dal paesaggio, dalla cultura e dal calore della gente.

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3. Quali sono le difficoltà maggiori che incontrano gli studenti durante lo studio?

I corsi universitari accolgono studenti di madrelingua diversa, ma in generale, le difficoltà maggiori sono sulla pronuncia e l’ortografia (le doppie, per esempio, che a seconda delle regioni sono più o meno riconoscibili nel parlato e quindi difficili da trasferire nello scritto). Anche la grammatica ha le sue complessità, per esempio penso alla scelta dell’ausiliare nella formazione del passato prossimo. Io parlo inglese, tedesco e un po’ di spagnolo, ma mi piace interessarmi delle particolarità delle lingue di tutti i miei studenti per cercare di capire dove potrebbero incontrare maggiori problemi.

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4. Che cosa credi che manchi per una maggiore diffusione dello studio della lingua italiana?

Da quando ho iniziato a lavorare ho notato una proposta sempre maggiore e diversificata di materiali e ausili per la didattica. E’ anche vero che gli apprendenti e i loro interessi cambiano velocemente e sono sempre necessari strumenti aggiornati e accattivanti. Da questo punto di vista credo che internet e i social network possano darci un grande aiuto: sono facilmente fruibili e rendono insegnanti e studenti più vicini. Nelle lezioni in presenza però io non sostituirei del tutto il libro cartaceo: molti studenti lo chiedono, per avere in un unico strumento grammatica ed esercizi.”

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Esperienze di insegnamento dell’ITALIANO LS – L2: Fiorenza Cevidalli

Ecco una nuova testimonianza che ci arriva da Israele,  una professoressa che ha insegnato in diverse scuole ed attualmente lavora all’Università: Fiorenza Cevidalli insegna da più di 20 anni all’Istituto Culturale Italiano di Tel Aviv e collabora  anche con noi da molto tempo per la stesura e la revisione del nuovo materiale didattico.

 Views of the waterfront and beaches of Tel Aviv

Pubblichiamo con molto piacere l’ interessante resoconto della sua esperienza in Israele.
  1. Qual è l’interesse verso la lingua e la cultura italiana nel tuo paese?

In Israele, l’Italia è molto amata ed è una delle principali mete turistiche.                                   La sede dell’ Istituto Culturale Italiano di Tel Aviv è frequentata, inoltre, da un folto gruppo di studenti della terza età con una buona preparazione culturale e sinceramente interessato ad approfondire le proprie conoscenze su arte e cultura italiana.

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  1. Per quali motivi i tuoi studenti sono interessati a studiare l’italiano?

Molti studenti giovani vogliono frequentare le Università  italiane perché più accessibili e spesso meno costose.

Molti altri hanno relazioni di lavoro con l’Italia e devono imparare la lingua per superare l’inglese, spesso incomprensibile, degli italiani.

Un gruppo numeroso studia l’italiano per poterlo impiegare da turisti o per mantenere attive le capacità mentali e mnemoniche

  1. Quali sono le difficoltà maggiori che incontrano i tuoi studenti durante lo studio?

La mancanza di schematicità e regolarità della grammatica italiana.La lingua ebraica moderna è stata programmata  a  tavolino con regole ben precise. Direi che il problema maggiore siano le preposizioni.

Le classi, poi, sono spesso poco omogenee perché comprendono studenti di diverse origini. Accanto a israeliani di origine rumena o francese, ci sono altri di origine marocchina o irachena che non hanno conoscenza di base delle lingue latine e quindi questo livello diverso genera sia problemi di insegnamento che di apprendimento.tel aviv 2

  1. Che cosa credi che manchi per una maggiore diffusione dello studio della lingua italiana?

-Libri  di attualità e letture adattati ai vari livelli dei  corsi di conversazione.

– Mancano attività extrascolastiche  tipo riunioni o gite in cui si parli esclusivamente italiano.

– Maggiore  pubblicità  e sponsorizzazione.

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