Esperienze di insegnamento dell’ITALIANO LS – L2: Giada Minotti

giada 21.jpegAbbiamo ricevuto una nuova testimonianza e tantissime foto, un vero reportage dalla Cina: ecco Giada Minotti di Frosinone che ci racconta la sua esperienza.

“Ciao, sono Giada e sono una giovane laureata magistrale in Lingue e civiltà orientali dell’Università L’Orientale di Napoli. La mia lingua di studio è principalmente il cinese, della quale ho competenza e padronanza. Durante il percorso universitario e lavorativo ho avuto la possibilità di specializzarmi nel settore dell’istruzione e della formazione per lo sviluppo della conoscenza della lingua italiana all’estero, riuscendo persino a trattare una tesi sperimentale riguardo la crescita dell’interesse da parte degli studenti cinesi di ampliare la loro esperienza formativa in Italia, spinti soprattutto dalla “moda” del flusso migratorio.

  1. Qual è l’interesse verso la lingua e la cultura italiana in Cina?

In generale, vi è una certa omogeneità nella percezione che i cinesi hanno dell’Italia, della cultura, delle abitudini e della lingua italiana: l’Italia come il Paese del buon cibo, patria dell’arte, della musica e della moda. Sono questi gli aspetti che più appassionano gli studenti cinesi e che potrebbero essere alla base del loro interesse verso la lingua e la cultura italiana.giada 2

  1. Per quali motivi i tuoi studenti sono interessati a studiare italiano?

Studiare in Italia è un programma di vita entusiasmante, perché permette loro di capire e di approfondire ciò che in Cina non c’è: apprendere la cultura, l’arte, la storia, la musica senza filtri né censure. Scelgono l’Italia, in primo luogo, perché la vita degli italiani appare rilassante e consente un migliore stile di vita rispetto al loro. In secondo luogo, è un’esperienza che permette di accrescere la visuale e aprire la mente a nuovi orizzonti, anche se la maggioranza dei giovani non vede nel proprio futuro esistenziale e lavorativo la permanenza e la stabilizzazione in Italia, desiderando piuttosto di ritornare in Cina a costruire la propria vita.

  1. Quali sono le difficoltà maggiori che incontrano i tuoi studenti durante lo studio?

Dell’italiano, la cosa che risulta loro più difficile è studiare, capire ed applicare le regole della grammatica. Difatti, tra le “quattro abilità linguistiche”, “capire” è la parte più difficile nello studio dell’italiano. Gran parte degli studenti affermano di sentirsi più capaci nella lettura e meno nell’ascolto, che, indubbiamente, è la parte più ostica nell’apprendimento di qualsiasi lingua. Si comprende, allora, come, durante le ore di corso di lingua italiana, quando gli studenti non capiscono una parte della spiegazione, molti di loro vorrebbero che l’insegnante rispiegasse in cinese piuttosto che in italiano. Quando, invece, in fase di apprendimento o autoapprendimento, non conoscono un vocabolo, per pigrizia chiedono al compagno di banco o, per velocizzare i tempi, utilizzano volentieri un dizionario elettronico anziché il classico vocabolario bilingue.

  1. Che cosa credi che manchi per una maggiore diffusione dello studio della lingua italiana?

Secondo me è la non consapevolezza che rallenta la diffusione. Parlo di mancanza di consapevolezza dell’importanza del nostro patrimonio artistico, linguistico e culturale. Dico sempre, a malincuore, che noi italiani siamo un concentrato di ricchezze e bellezze, sotto molteplici aspetti, e ne vado fiera, fierissima, soprattutto quando ne parlo ai miei studenti. Abbiamo un tesoro di inestimabile valore che molti invidiano, ma che non sappiamo sfruttare a nostro vantaggio, se di vantaggio si può parlare. A livello editoriale, invece, mi piacerebbe che ci fossero altre pubblicazioni. Le scuole italiane in Cina sono carenti di testi per la didattica della lingua italiana pensati apposta per gli studenti sinofoni. Detto questo, è facile comprendere quali siano le difficoltà, soprattutto da parte dell’insegnante di italiano L2/LS, quindi specializzato, di trasmettere una parte della propria identità nazionale ai suoi discenti.

Le foto sono state scattate da Giada a Guangzhou, Pechino e Harbin.

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Esperienze di insegnamento dell’ITALIANO LS – L2: Edoardo Natale

edoEdoardo Natale è docente di lingua e cultura italiana presso la Chongqing University in Cina dal 2014: è Dottore di ricerca presso l’Università di Modena e Reggio con approfondimento tematico in pragmatica linguistica.cina

Laureatosi in Lingue straniere presso l’università di Napoli Orientale nel 2002, ha proseguito il suo percorso professionale in Francia come assistente linguistico nella città di Marsiglia. In seguito ha proseguito i suoi studi con un Master di ricerca all’università di Padova nel 2004 lavorando sul binomio dell’identità italiana e dell’immigrazione. In seguito ha lavorato in Tunisia presso l’Università di Nabeul e presso la Città della Scienza di Tunisi per un periodo di due anni.

Da più di due anni si occupa di pragmatica contrastiva tra parlanti italofoni e francofoni in una prospettiva di tipo sociopragmatica incentrata sul ruolo della persona all’interno di vari laboratori in Francia.

Ha tenuto seminari sul tema della cortesia linguistica e sulla didattica delle lingue in Cina, Libia e nel Regno Unito. Qui di seguito è possibile leggere alcuni sui articoli in diversi siti internet: 

http://www.luigiboschi.it/rubriche/edoardo-natale
http://www.altritaliani.net/spip.php?auteur6901
http://unimore.academia.edu/EdoardoNatale

Qui invece è possibile ascoltare Edoardo in due presentazioni del proprio lavoro, durante il suo soggiorno in Cina:

http://v.youku.com/v_show/id_XMTUyMzQ4NTEwNA==.html?from=s1.8-1-1.2

http://v.youku.com/v_show/id_XMTUyNDA2OTEzMg==.html?from=s1.8-1-1.2

Ed ecco infine la testimonianza dell’esperienza di Edoardo in Cina:

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1. Qual è l’interesse verso la lingua e la cultura italiana nel tuo paese o nel paese dove vivi e lavori?

In Cina l’Italia rappresenta una metà accademica importante per studenti di arte e musica. Quelli che studiano italiano per studiare in facoltà non artistiche non sempre sono studenti di buon livello per il modo di concepire l’istruzione in Cina.cina 3

2. Per quali motivi i tuoi studenti sono interessati a studiare l’italiano?

Per ottenere il visto e l’ingresso nelle università italiane serve una certificazione linguistica. Pertanto la loro motivazione è di tipo funzionale.

3. Quali sono le difficoltà maggiori che incontrano i tuoi studenti durante lo studio?

Difficoltà molto ardue per fare parlare oralmente gli studenti, difficoltà nella sintassi della frase, le doppie, le preposizioni.

4. Che cosa credi che manchi per una maggiore diffusione dello studio della lingua italiana?

cina 2Mancano i dipartimenti strutturati di italianistica in Cina e manca una consapevolezza del ruolo essenziale della lingua per creare il legame commerciale con la Cina.