Esperienze di insegnamento dell’italiano Ls – L2: Samanta da Rimini

Ecco una nuova testimonianza che ci ha scritto Samanta Mancini da Rimini.

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Dopo diverse esperienze, Samanta ora insegna a Rimini Academy  www.riminiacademy.it  , la scuola dove UN TUFFO nell’AZZURRO è nato!

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“Mi chiamo Samanta Mancini e dopo la laurea magistrale in Lingue e Letterature Straniere all’Università di Bologna ho conseguito il Master in didattica dell’italiano L2/LS “Insegnare italiano a stranieri: scuola, università, impresa” all’Università degli Studi di Urbino.

Ora insegno italiano L2 a Rimini, presso il centro di lingua e cultura italiana RIMINI ACADEMY, una scuola che accoglie studenti di ogni età e nazionalità dal 1994.

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Ho conosciutoUn tuffo nell’azzurro proprio in questa scuola, dove il libro è nato ed è tuttora adottato come testo di riferimento.

Un tuffo nell’azzurro” è apprezzato sia da studenti adolescenti sia da studenti adulti, che amano in particolare le chiare schede grammaticali e i molti riferimenti culturali.

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Il libro  è inoltre ricco di esercizi utili per fissare gli obiettivi linguistici e comunicativi. Credo che queste caratteristiche lo rendano un ottimo testo per classi  eterogenee dal punto di vista dell’età, della  provenienza e della motivazione degli studenti e che spesso hanno  a disposizione poco tempo per studiare l’italiano!

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Una gentile lettera dal Brasile!

Questa nuova testimonianza ci arriva da una professoressa che collabora con noi da diversi anni per la revisione del nuovo materiale didattico, Maria do Carmo Franceschini Ekman.  Brasile 7

Maria do Carmo vive a Taubaté, vicino a San Paolo e pubblichiamo con molto piacere la lettera con il racconto della sua esperienza.

“Mi chiamo Maria do Carmo Franceschini Ekman e sono italo-brasiliana. Faccio l’insegnante di italiano da moltissimi anni.

Mi piacerebbe raccontare una piccola storia a tutti quelli che leggeranno queste righe.

brasile 5Parlare di “Un Tuffo nell’Azzurro” è come parlare di un caro amico che ho conosciuto quando ho vissuto in Svezia a Gotemburgo.

Lì ho aperto il Comitato di Gotemburgo della “Società Dante Alighieri” del quale sono stata presidente e ho lavorato come insegnante di italiano in due scuole di lingue. Ma avevo un problema: non riuscivo a trovare in tutta Scandinavia un libro di italiano solo in italiano. C’erano parecchi libri ma con tanta traduzione in svedese o inglese. E gli allievi, di ogni nazionalità non riuscivano a memorizzare i vocaboli italiani, guardavano sui libri soltanto la loro madrelingua.

Ero praticamente disperata quando un’amica italiana, anche lei insegnante di italiano, mi ha dato il recapito di Patrizia Bacci. E da quel momento in poi il mio problema è stato risolto con “Un Tuffo nell’Azzurro”.

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Può sembrare un libro semplice, però ideato e scritto da due linguisti pieni di competenza grammaticale e pedagogica. E la cosa più bella, è tutto in italiano!

Subito ho cominciato a usarlo e siccome è stato gradito dai miei allievi, non ho più smesso di indicarlo. In Svezia è stato, ed è ancora un vero successo e lo è pure qui in Brasile.

Nel 2011 ho finalmente conosciuto gli autori di persona perché sono stati qui da me a Taubaté dove abito. Mi è sembrato di conoscerli da sempre! 

 

Adesso impartisco lezioni private sempre con il loro materiale didattico.

E questo libro si è anche rivelato come un prezioso strumento di lavoro sia nelle lezioni di presenza che nelle lezioni on-line che impartisco ad allievi sparsi in diversi paesi europei. Spiegazioni chiare, note culturali, un glossario che è un vero gioiello, giochi, esercizi che funzionano, ecco alcuni pregi di questo lavoro.

 

Desidero che il libro non cambi molto, però gli esercizi con gli articoli determinativi potrebbero essere molti di più. Se potessi chiedere ancora qualche altra cosa, allora penserei al CD che potrebbe diventare un USB, giacché i nuovi computer non hanno più con il lettore CD. E il libro cartaceo potrebbe diventare virtuale. Bene, sarebbe una cosa a cui pensare, no?

 

Auguro a tutti gli insegnanti di italiano che siano tanto felici utilizzando questo libro per i loro corsi come lo sono io fino ad oggi  Un grande saluto a tutti dal Brasile! “

Grazie di cuore, Maria do Carmo!  

19° Settimana della Lingua Italiana nel Mondo

‘L’italiano in palcoscenico’ è il tema a cui è dedicata quest’anno                                       la Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, giunta alla sua 19° edizione.settimana 6

Il Pinocchio di Collodi, il Mistero buffo’ di Dario Fo, le opere di Ludovico Ariosto sono solo alcuni dei capolavori che saranno rappresentati nel mondo dal 21 al 27 ottobre presso la rete diplomatico-consolare e gli Istituti Italiani di Cultura. 

 

Oltre mille tra eventi, incontri e rappresentazioni in più di 110 Paesi per mostrare la ricchezza della nostra lingua, tra le più studiate nel mondo, caratterizzano la settimana promossa come ogni anno dalla Farnesina.

 


Tra gli appuntamenti in programma c’è ad esempio il percorso linguistico dell’italiano che dai lavori di Ludovico Ariosto arriva a quelli di Dario Fo, messo in scena all’Istituto di Cultura di Addis Abeba. Inoltre l’incontro per svelare ‘i segreti della Traviata’ ospitato dall’Ambasciata d’Italia a Washington e  ancora, la rappresentazione di ‘Mistero buffo’ all’Istituto di Cultura di Monaco in Germania, ma anche l’esibizione del pianista Paolo Restani a Stoccolma o infine, a Tokyo l’ormai consueta giornata dell’aggiornamento didattico, grazie alla collaborazione tra l’Istituto Italiano di Cultura e Reggio Children.

 

A Roma, invece, gli studenti internazionali dell’Università Roma 3 leggeranno brani teatrali e operistici sullo storico palcoscenico del teatro Palladium.

 


La Settimana della Lingua Italiana nel Mondo anche quest’anno ha l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, ed è organizzata dal Ministero degli Esteri in collaborazione con il MIUR, il MiBACT, la RAI, l’Accademia della Crusca, il Consiglio Generale per gli Italiani all’Estero e la Società Dante Alighieri, oltre che dalla rete diplomatico-consolare della Confederazione Elvetica.

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News

UN TUFFO in ARGENTINA!

Lo scorso mese la casa editrice Panozzo ha presentato il corso di lingua e cultura italiana UN TUFFO nell’AZZURRO

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in diverse scuole e istituti in Argentina, a Buenos Aires e a Rosario.

Lo studio della lingua italiana in Argentina riveste un ruolo di  fondamentale importanza: questo grande paese del Sud America è stato per decenni meta di emigrazione di migliaia di famiglie italiane, per cui si stima che gli argentini di origine italiana siano circa  20/25 milioni di persone e più del 50% della popolazione argentina riconoscerebbe una certa discendenza da avi italiani.

In effetti l’italiano in Argentina è la seconda lingua più parlata. Secondo uno studio condotto da Ethnelogue.com ci sarebbero 1.500.000 persone che lo parlano correntemente, mentre innumerevoli sono quelli che lo studiano.

Ringraziamo i tanti insegnanti e direttori di corsi che ci hanno accolto con grande gentilezza e simpatia, in effetti in Argentina ci si sente un po’ come a casa!

In particolare, un sentito ringraziamento:

  • alla Società  Dante Alighieri che offre corsi di ogni livello del Quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue e la possibilità di sostenere l’esame per ottenere il certificato “PLIDA”(Progetto Lingua Italiana Dante Alighieri).  La Dante di Buenos Aires, fondata nel 1896, è una delle più prestigiose e tradizionali istituzioni private nell’insegnamento della lingua e della cultura italiana in Argentina: la sede centrale è a Tucumán 1646 dove si trova anche una libreria specializzata in testi di lingua italiana e una biblioteca considerata tra le più importanti dell’America Latina. Ma nel grande territorio di Buenos Aires sono attive altre sedi, come ad esempio  quella  di Ramos Mejía e Ituzaingó presso la quale i corsi di italiano sono frequentati da più di 500 persone che studiano per piacere ed entusiasmo, sia per le loro radici italiane sia perché vogliono approfondire la loro conoscenza della cultura, cucina e abitudini italiane: ogni settimana infatti si svolgono interessanti laboratori  di teatro, cucina e opera lirica.                                                                                                                                  

  • all’Istituto Italiano di Cultura a Buenos Aires dove le lezioni sono impartite da docenti madrelingua altamente qualificati, che propone anche una serie di attività culturali interessanti per approfondire l’approccio con il nostro paese. L’Istituto mette a disposizione degli studenti un’ampia offerta di borse di studio e bandi di concorso per studiare in Italia ed è sede  degli esami CILS (Università per Stranieri di Siena) e CELI (Università per Stranieri di Perugia).                                                           
  • al Centro Culturale Italiano di Olivos che offre corsi tutto l’anno presso la loro sede di Olivos, in Via Roma 636. L’Istituto, che include anche la scuola “Alessandro Manzoni” di Villa Adelina, attualmente conta più di 1.000 alunni dalla scuola materna al liceo ed offre un programma educativo completamente biculturale e trilingue, avendo inserito anche l’insegnamento della lingua inglese.

Grazie inoltre alle professoresse Carmen Melluso e Ingrid Mrhal per la loro disponibilità al progetto di future collaborazioni.

E infine un saluto e un ringraziamento speciale alle fantastiche amiche di Rosario, un gruppo di bravissime studentesse che lo scorso autunno hanno frequentato un corso di lingua e cultura italiana presso la scuola Rimini Academy e ci hanno accolto con calore, affetto e simpatia.

A presto per nuovi incontri in Italia e Argentina!

Esperienze di insegnamento dell’ITALIANO LS – L2: Giada Minotti

giada 21.jpegAbbiamo ricevuto una nuova testimonianza e tantissime foto, un vero reportage dalla Cina: ecco Giada Minotti di Frosinone che ci racconta la sua esperienza.

“Ciao, sono Giada e sono una giovane laureata magistrale in Lingue e civiltà orientali dell’Università L’Orientale di Napoli. La mia lingua di studio è principalmente il cinese, della quale ho competenza e padronanza. Durante il percorso universitario e lavorativo ho avuto la possibilità di specializzarmi nel settore dell’istruzione e della formazione per lo sviluppo della conoscenza della lingua italiana all’estero, riuscendo persino a trattare una tesi sperimentale riguardo la crescita dell’interesse da parte degli studenti cinesi di ampliare la loro esperienza formativa in Italia, spinti soprattutto dalla “moda” del flusso migratorio.

  1. Qual è l’interesse verso la lingua e la cultura italiana in Cina?

In generale, vi è una certa omogeneità nella percezione che i cinesi hanno dell’Italia, della cultura, delle abitudini e della lingua italiana: l’Italia come il Paese del buon cibo, patria dell’arte, della musica e della moda. Sono questi gli aspetti che più appassionano gli studenti cinesi e che potrebbero essere alla base del loro interesse verso la lingua e la cultura italiana.giada 2

  1. Per quali motivi i tuoi studenti sono interessati a studiare italiano?

Studiare in Italia è un programma di vita entusiasmante, perché permette loro di capire e di approfondire ciò che in Cina non c’è: apprendere la cultura, l’arte, la storia, la musica senza filtri né censure. Scelgono l’Italia, in primo luogo, perché la vita degli italiani appare rilassante e consente un migliore stile di vita rispetto al loro. In secondo luogo, è un’esperienza che permette di accrescere la visuale e aprire la mente a nuovi orizzonti, anche se la maggioranza dei giovani non vede nel proprio futuro esistenziale e lavorativo la permanenza e la stabilizzazione in Italia, desiderando piuttosto di ritornare in Cina a costruire la propria vita.

  1. Quali sono le difficoltà maggiori che incontrano i tuoi studenti durante lo studio?

Dell’italiano, la cosa che risulta loro più difficile è studiare, capire ed applicare le regole della grammatica. Difatti, tra le “quattro abilità linguistiche”, “capire” è la parte più difficile nello studio dell’italiano. Gran parte degli studenti affermano di sentirsi più capaci nella lettura e meno nell’ascolto, che, indubbiamente, è la parte più ostica nell’apprendimento di qualsiasi lingua. Si comprende, allora, come, durante le ore di corso di lingua italiana, quando gli studenti non capiscono una parte della spiegazione, molti di loro vorrebbero che l’insegnante rispiegasse in cinese piuttosto che in italiano. Quando, invece, in fase di apprendimento o autoapprendimento, non conoscono un vocabolo, per pigrizia chiedono al compagno di banco o, per velocizzare i tempi, utilizzano volentieri un dizionario elettronico anziché il classico vocabolario bilingue.

  1. Che cosa credi che manchi per una maggiore diffusione dello studio della lingua italiana?

Secondo me è la non consapevolezza che rallenta la diffusione. Parlo di mancanza di consapevolezza dell’importanza del nostro patrimonio artistico, linguistico e culturale. Dico sempre, a malincuore, che noi italiani siamo un concentrato di ricchezze e bellezze, sotto molteplici aspetti, e ne vado fiera, fierissima, soprattutto quando ne parlo ai miei studenti. Abbiamo un tesoro di inestimabile valore che molti invidiano, ma che non sappiamo sfruttare a nostro vantaggio, se di vantaggio si può parlare. A livello editoriale, invece, mi piacerebbe che ci fossero altre pubblicazioni. Le scuole italiane in Cina sono carenti di testi per la didattica della lingua italiana pensati apposta per gli studenti sinofoni. Detto questo, è facile comprendere quali siano le difficoltà, soprattutto da parte dell’insegnante di italiano L2/LS, quindi specializzato, di trasmettere una parte della propria identità nazionale ai suoi discenti.

Le foto sono state scattate da Giada a Guangzhou, Pechino e Harbin.

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