“L’italiano giuridico e il «Lessico pratico» in un’ottica europea” di M.C. Coccoluto

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Maria Cristina Coccoluto è professoressa di italiano lingua straniera e giornalista accreditata alle Istituzioni europee a Bruxelles dal 2003. Ha scritto questo interessante articolo in cui ci racconta la sua esperienza:

“Di formazione giuridica, nel 2007 ho avviato il primo corso di italiano giuridico di gruppo all’Istituto Italiano di Cultura. Interpreti, traduttori, avvocati, giuristi linguisti, funzionari di aziende che lavorano con l’Italia: un’iniziativa di successo, proseguita fino a oggi. Quando, nel 2013, uno studente di Giurisprudenza di Gent, che doveva partire per l’Erasmus in Italia, ci comunica che non poteva venire a Bruxelles con facilità, ci siamo inventati i corsi a distanza, via skype, che continuo a dare con frequenza in diversi Paesi europei.

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Nel 2014 vengono attivati i corsi di italiano nella sede di Bruges del Collège d’Europe dove, a gran richiesta degli studenti, tengo anche seminari di italiano giuridico e politico.

Comincia nel 2015 la collaborazione con AIIC Belgio, Associazione Internazionale Interpreti di Conferenza, con la direzione della formazione per gli interpreti al Parlamento europeo e alla Corte di Giustizia dell’UE: i primi seminari di italiano giuridico tenuti all’interno dell’Istituzione di Lussemburgo!

Sono del 2016 i primi corsi intensivi allo SCIC, il Servizio Comune Interpretazione e Conferenze della Commissione europea.

CollègeEuropeBrugesIn pochi anni, dunque, le esigenze della formazione linguistica nell’Unione europea cambiano. La contestualizzazione, l’apprendimento dell’italiano tecnico diventano necessari per ben interpretare e tradurre. Per usare i termini giusti bisogna conoscere a fondo il significato dei corrispondenti.

Chi sa spiegare la differenza tra il GIP e il GUP? E tra impresa, azienda e ditta? Cosa è l’incidente probatorio? Il PM è un giudice o un avvocato?

E perché c’è chi traduce il whistleblower inglese nell’italiano “informatore” – parola del linguaggio comune che non rende certo l’idea del “segnalante di fatti illeciti”, come correttamente lo definisce la legge italiana?

maria coccolutoNasce così il «Lessico pratico di italiano giuridico per stranieri» (Istituto Armando Curcio University Press), presentato al Parlamento europeo di Bruxelles, in un evento dal titolo «L’italiano lingua di lavoro in un’ottica europea».

Un Lessico pratico, perché vuole essere uno strumento di lavoro utile nel concreto. In cabina (per gli interpreti), in aula (per i professori) o in studio (per i professionisti), è strutturato in ordine alfabetico per favorire una facile consultazione, ed è arricchito dalla comparazione per guidare la comprensione anche di chi – italiano o straniero – giurista non è.

E, soprattutto, europeo, nell’ottica di una auspicata futura collocazione dell’italiano – a pieno titolo – tra le lingue di lavoro dell’UE.”

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www.italianodeldiritto.com

Esperienze di tirocinio e insegnamento nell’ITALIANO LS – L2: Janka Rajcherová

Ecco una nuova testimonianza che ci arriva da Trnava in Slovacchia,  dalla professoressa Janka Rajcherová che gestisce il centro ITALIAmente – corsi  di italiano e collabora anche con noi da molto tempo per la stesura e la revisione del nuovo materiale didattico.

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Intervista con Maria Grazia Valentini :

LA MIA ESPERIENZA DI TIROCINIO in janka-1SLOVACCHIA (Trnava)

a cura di Janka Rajcherová.

Maria Grazia è venuta in Slovacchia poco dopo essersi laureata in Management e Comunicazione d´impresa presso l´Universita di Teramo. I nostri studenti e anche tutti i colleghi e collaboratori di ITALIAmente – corsi  di italiano si sono trovati subito molto bene con lei. Maria ha passato da noi solo 2 mesi ed è stata la prima stagista nella nostra piccola scuola di lingua italiana. L´abbiamo accolta e coccolata calorosamente, così ha potuto lasciarci questa bella intervista.

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Qual è l’interesse verso la lingua e la cultura italiana in Slovacchia?

Ci sono studenti di tutte le età e ognuno ha la sua curiosità e il suo interesse. La maggior parte degli studenti è molto stimolata ad apprendere la lingua e la cultura italiana perché ama l’Italia, i suoi mille colori, il cibo italiano, la musica italiana, le tante sfaccettature che questo Paese ha e questo l’ha resa  più affascinante anche per me. Mi è capitato di cercare articoli su usi, costumi e credenze popolari sull’Italia per gli studenti e ho scoperto tantissime cose che non sapevo e che non avrei mai imparato, se non grazie a loro.

Per quali motivi i tuoi studenti sono interessati a studiare l’italiano?

Alcuni studenti vogliono imparare l’italiano perché vogliono poter parlare con gli italiani durante i numerosi viaggi nel nostro Paese (gli italiani non conoscono, o conoscono poco, altre lingue eccetto la loro!). Altri ragazzi lavorano per imprese italiane e hanno bisogno di questa lingua a lavoro.

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Quali sono le difficoltà maggiori che incontrano i tuoi studenti durante lo studio?

Negli ultimi giorni della mia permanenza a Trnava ho imparato che il vocabolario slovacco  è più ricco di quello italiano, c’è una parola per ogni cosa. Solo per fare un esempio, i gemelli nati da un parto trigemellare sono definiti con un vocabolo diverso da quelli nati in un parto quadrigemellare e così via. A volte è difficile trovare l’esatta traduzione di una singola parola. D’altra parte ci sono parole o perifrasi (o anche modi di dire) italiani che sono difficili da spiegare in un’altra lingua.

Che cosa credi che manchi per una maggiore diffusione dello studio della lingua italiana?

Probabilmente serve una maggiore collaborazione tra le scuole per stranieri in Italia e le scuole di italiano all’estero. Se gli studenti fossero incentivati a poter apprendere la lingua in un corso, anche breve, in Italia, sicuramente più persone si avvicinerebbero allo studio dell’italiano.

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Perché hai deciso di fare il tirocinio?

Sono interessata a qualsiasi aspetto della comunicazione e non so ancora quale sia la strada giusta per me, per questo voglio sfruttare tutte le possibilità che mi si presentano, e quella di fare un tirocinio all’estero è stata una bellissima opportunità che mi è stata data dall’Università nella quale ho frequentato il corso di laurea specialistica.

Quali sono state le tue mansioni? Di che cosa ti sei occupata?

Mi sono occupata della gestione delle relazioni con le scuole partner, ma principalmente ho aiutato la titolare della scuola, Janka, nelle lezioni e nello sviluppo dei materiali di studio.14089092_1031690030284499_7501029185248334715_n

Consiglieresti a un neolaureato di svolgere un’esperienza di tirocinio all’estero? Se sì, perché?

Assolutamente sì. Il dover contare solo su sé stessi e l’aprirsi a una cultura che supera i propri confini nazionali non è facile, ma è indispensabile per chi ha grandi aspirazioni e per chi ha bisogno di aprire i propri orizzonti. Porterò sempre con me dei bellissimi ricordi della mia esperienza. La suggerisco a chiunque voglia arricchire il proprio bagaglio professionale, ma soprattutto quello umano.

 Concluso il tirocinio consideri utile questa esperienza?

Questa esperienza mi ha aiutato a conoscere a fondo me stessa, a saper gestire situazioni di stress, a saper organizzare in modo ottimale il mio tempo.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Mi piacerebbe continuare a formarmi nell’ambito del management e della comunicazione. Sicuramente continuerò a inseguire le mie aspirazioni e i miei sogni senza smettere mai di imparare 😉

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ITALIAmente – kurzy taliančiny Paulínska 20

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