Studia l’italiano in estate con  UN TUFFO nell’AZZURRO!

A tutti coloro che desiderano studiare l’italiano questa estate, anche in modo autonomo, Panozzo Editore propone i suoi sussidi didattici:

i LIBRI di testo UN TUFFO nell’AZZURRO 1 e 2,

i QUADERNI degli ESERCIZI 1 e 2,

le CHIAVI degli ESERCIZI e

CD 1 e 2 (in vendita abbinata con il libro di testo)

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Ecco i pacchetti che vi consigliamo:

corso tuffo 1LIBRO di testo UN TUFFO nell’AZZURRO 1 (livello A1 – A2) + CHIAVI degli ESERCIZI

LIBRO di testo UN TUFFO nell’AZZURRO 1 +  CHIAVI degli ESERCIZI e il CD

QUADERNO degli ESERCIZI 1 (livello A1 – A2 – B1) + CHIAVI degli ESERCIZI 

LIBRO di testo UN TUFFO nell’AZZURRO 2 (livello B1 – B2)+ CHIAVI degli ESERCIZI

LIBRO di testo UN TUFFO nell’AZZURRO 2CHIAVI degli ESERCIZI e il CD

QUADERNO degli ESERCIZI 2 (livello B1 – B2 – C1) CHIAVI degli ESERCIZI 

In particolare:

  • le CHIAVI degli ESERCIZI I di ogni volume permettono un lavoro individuale di autovalutazione e correzione e contengono anche una breve guida per l’insegnante, la lista delle tracce del CD con le attività di produzione orale, la guida alle fotografie, una tabella di autoverifica finale per lo studente; 

  • i QUADERNI degli ESERCIZI contengono approfondimenti di grammatica e lessico (fino al livello C1 – C2 nel secondo volume), giochi, schede di cultura italiana, schede per la pronuncia e l’ortografia, tavole dei verbi regolari e irregolari.

Per ordini e preventivi potete rivolgervi all’ufficio di Panozzo editore

Buona estate e buono studio a tutti!

Suggerimenti e impressioni di Raffaella Mencherini

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Mi chiamo Raffaella Mencherini, vivo a Pavia e sono laureata in Lingue e Letterature Straniere. Ho lavorato con moltissime tipologie di apprendenti: bambini e adolescenti nelle scuole pubbliche, universitari, richiedenti asilo, adulti liberi professionisti e al momento collaboro con l’Università di Pavia come insegnante di italiano per studenti Erasmus o provenienti da paesi extraeuropei.

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Del manuale Un Tuffo nell’azzurro A1- A2 apprezzo diversi aspetti, per esempio il questionario iniziale che può essere compilato in più lingue (utile per far capire all’insegnante fin dalle prime lezioni le motivazioni e gli obiettivi della classe) e il glossario finale in ordine alfabetico: infatti, in molti testi, i termini sono divisi per unità e non costituiscono un glossario unico.

Anche l’idea di far indicare agli studenti il genere delle parole può essere un aiuto in più per memorizzare questo aspetto, complesso per molti apprendenti che riscontrano grandi differenze tra l’italiano e la loro L1.19024775_10212487378634581_921438391_o

Le immagini rendono a mio avviso il testo adatto a diverse tipologie di studenti: adolescenti, giovani adulti, adulti.

La grammatica è affrontata con gradualità e con schemi chiari e consultabili in ogni momento del corso.

L’unica cosa che posso rilevare, pensando alla mia esperienza con studenti universitari, è che si potrebbero aggiungere ulteriori stimoli alla produzione scritta di testi via via più complessi.”

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Grazie Raffaella, buon lavoro e a presto!

Esperienze di insegnamento dell’ITALIANO LS – L2: Marika Romano

Abbiamo ricevuto una nuova testimonianza da parte di una docente d’italiano L2/LS, che ci racconta la sua interessante esperienza, grazie Marika!

Ciao a tutti, sono Marika Romano, laureata in Lingue e Letterature Straniere con indirizzo linguistico e didattico all’Università di Cà Foscari, Venezia.

Da sei anni sono docente d’italiano in un College inglese, nel Dorset. Inoltre preparo gli studenti d’interscambio per gli esami d’italiano e di tanto in tanto sono esaminatrice.

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Dal 2012 insegno online, su Skype o FirstTutor (/www.firsttutors.com/uk/languages/teacher/marika.italian/) e devo dire che è un mercato in continua crescita.

La flessibilità e la comodità di raggiungere parlanti nativi senza muoversi da casa offre innumerevoli vantaggi sia allo studente che al docente. È bellissimo poter insegnare e imparare in pigiama! 🙂

Dal 2017 ho iniziato a collaborare con un sito web per la creazione di materali didattici (https://onlineitalianclub.com/ ) e ho scritto alcuni articoli sull’insegnamento dell’italiano (https://italianoxstranieri.com/)

A breve usciranno due letture graduate digitali (B1 e C1) in italiano per studenti stranieri, sempre per il sito web con cui collaboro.

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  • Qual è l’interesse verso la lingua e la cultura italiana nel tuo paese? Per quali motivi i tuoi studenti sono interessati a studiare l’italiano?

La maggior parte dei miei studenti appartiene alla terza età e ha una buona preparazione culturaleLe motivazioni primarie sono la passione per la lingua e la cultura del nostro paese. Altri studenti vorrebbero poter essere autonomi quando viaggiano in Italia, da turisti. Una piccola fetta consiste in figli d’immigrati italiani che vogliono imparare la lingua dei genitori e riconnettersi con le loro radici.

Vorrei aggiungere che lo studio dell’italiano come LS/L2 nelle scuole statali inglesi è piuttosto limitato e la concorrenza di altre lingue come lo spagnolo e il francese è schiacciante. Quindi l’apprendimento avviene principalmente tra adulti nei corsi privati.

  • Quali sono le difficoltà maggiori che incontrano i tuoi studenti durante lo studio?

Senza ombra di dubbio la difficoltà della grammatica italiana congiunta a una totale mancanza di base grammaticale da parte degli inglesi. L’insegnante si trova quasi sempre a dover spiegare prima la grammatica in inglese e poi in italiano.

Inoltre con l’avanzare degli anni gli studenti perdono molte delle loro capacità mnemoniche, quindi il docente deve ripetere molte volte (a questo proposito ho scritto anche degli articoli sulla terza età e insegnamento).

In aggiunta, la mancanza di esposizione alla lingua, al suo contesto extralinguistico, con conseguente difficoltà nella comprensione orale e, ultimo ma non meno importante, la natura prettamente simulativa della comunicazione, la scarsa spontaneità. L’importante è dare sempre un feedback positivo, incoraggiare gli studenti e far sì che si rendano conto dei progressi fatti.

  • Che cosa credi che manchi per una maggiore diffusione dello studio della lingua italiana?

Credo che sarebbe auspicabile una maggiore cooperazione tra l’Italia e gli altri Stati con un maggiore investimento e una politica linguistica più forte e capillare.

Il Governo italiano dovrebbe incrementare i fondi per la promozione della lingua e della cultura con attività extrascolastiche in italiano, per esempio rassegne di film, incontri in cui parlare solo italiano possibilmente con madrelingua, gite, laboratori artistici o culinari.

Ma in primis ritengo che siano gli italiani stessi a dover valorizzare la loro lingua e cultura, evitando forestierismi inutili. Il morbus anglicus (così definito da Arrigo Castellani) sta facendo regredire il lessico italiano, oscurandone la ricchezza e impoverendo la lingua.

Dobbiamo ricordare che l’italiano è la quarta lingua più studiata al mondo ed è un’enorme opportunità per far crescere la nostra economia. Dopotutto la nostra lingua è la voce del Made in Italy.

marika 3La nostra lingua è un bene comune. È un patrimonio di cultura, di bellezza, di storia e di storie, d’idee e di parole che appartiene a tutti noi, che vale, che ci identifica come individui, come cittadini e come Paese. Dovremmo averne cura.(Annamaria Testa)

Esperienze di insegnamento dell’italiano Ls – L2: Samanta da Rimini

Ecco una nuova testimonianza che ci ha scritto Samanta Mancini da Rimini.

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Dopo diverse esperienze, Samanta ora insegna a Rimini Academy  www.riminiacademy.it  , la scuola dove UN TUFFO nell’AZZURRO è nato!

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“Mi chiamo Samanta Mancini e dopo la laurea magistrale in Lingue e Letterature Straniere all’Università di Bologna ho conseguito il Master in didattica dell’italiano L2/LS “Insegnare italiano a stranieri: scuola, università, impresa” all’Università degli Studi di Urbino.

Ora insegno italiano L2 a Rimini, presso il centro di lingua e cultura italiana RIMINI ACADEMY, una scuola che accoglie studenti di ogni età e nazionalità dal 1994.

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Ho conosciutoUn tuffo nell’azzurro proprio in questa scuola, dove il libro è nato ed è tuttora adottato come testo di riferimento.

Un tuffo nell’azzurro” è apprezzato sia da studenti adolescenti sia da studenti adulti, che amano in particolare le chiare schede grammaticali e i molti riferimenti culturali.

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Il libro  è inoltre ricco di esercizi utili per fissare gli obiettivi linguistici e comunicativi. Credo che queste caratteristiche lo rendano un ottimo testo per classi  eterogenee dal punto di vista dell’età, della  provenienza e della motivazione degli studenti e che spesso hanno  a disposizione poco tempo per studiare l’italiano!

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Esperienze di insegnamento dell’ITALIANO LS – L2: Serena Neri

Abbiamo ricevuto una nuova testimonianza che pubblichiamo con molto piacere, Serena Neri che ci scrive da Montevarchi, un paese in provincia di Arezzo:

“Ho iniziato ad insegnare italiano un po’ per gioco un po’ per sfida e alla fine è diventato il mio lavoro. Da più di dieci anni insegno a Firenze con target sempre diversi e ogni volta stimolanti: studenti delle scuole dell’obbligo, adulti, studenti universitari, ricercatori e dottorandi e studenti a bassa scolarizzazione.

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Tra tutte le esperienze di questi anni vorrei raccontare quella che sto facendo alla scuola InAltreParole a Firenze, nata due anni fa all’interno dell’Istituto Verdi, dove lavoro con studenti migranti a bassa scolarizzazione, che il più delle volte non hanno una grande motivazione. La sfida allora diventa quella di riuscire a reinventarsi come insegnanti e reinventare il nostro modo di insegnare, cercando così di guadagnare la loro fiducia.

Qual è l’interesse verso la lingua italiana? Per quali motivi i tuoi studenti sono interessati a studiare italiano? 

“E’ solo la lingua che rende uguali” -Don Lorenzo Milani-

Per i miei studenti, l’interesse verso l’apprendimento\acquisizione dell’italiano è legato ad aspetti concreti di vita quotidiana qui in Italia. L’italiano è visto come lingua della comunicazione orale, come ponte, come passaggio momentaneo e non definitivo per esprimere bisogni concreti. E’ stato perciò interessante chiedere ai miei studenti dove collocherebbero all’interno di un corpo umano le lingue che conoscono, visto che ognuno di loro conosce e parla almeno tre o quattro lingue oltre all’italiano. La scelta è stata difficile, molti sono rimasti davanti alla silhouette per un po’ prima di attaccare i cartellini dove avevamo scritto i nomi delle diverse lingue conosciute, parlate, usate nei loro paesi, ma il risultato finale è stato molto interessante. È stato difficile ed interessante anche per me, fermarmi a riflettere e chiedermi dove avrei voluto mettere l’italiano, la mia lingua materna: testa? cuore? pancia? Alla fine ho deciso per la pancia, luogo delle emozioni vere, innate, spontanee.

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Mohammed, 20 anni, dal Senegal
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Abdul, 19 anni, dal Niger
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L’uomo di Babele (a.s. 2018/19). Classe Rossa

Quali difficoltà incontrano?

“Io non apprendo che ciò che per me ha un senso” (Carl Rogers)

I miei studenti incontrano molte difficoltà nel passaggio da lingua orale a quella scritta. La competenza orale che hanno acquisito non corrisponde ad una pari competenza scritta. Le loro difficoltà sono anche le mie, perché ogni giorno è necessario reinventare e sperimentare una didattica che li supporti proprio in questo. Per questo motivo ho iniziato a reiterare alcune parti delle lezioni, ad esempio durante la fase iniziale, momento delicato di arrivo, di accoglienza, attivazione e di continue interruzioni (chi arriva tardi, chi deve prendere il quaderno e il libro, chi vuole firmare). La mia lezione con studenti preA1 inizia sempre con la domanda:

  • “Che giorno è oggi?”

La risposta orale è sempre veloce e precisa, ma la scrittura della data – giorno e mese – non è mai immediata e spontanea. Gli studenti, in particolare i più deboli, hanno sempre bisogno di qualche minuto di riflessione prima di riuscire a scriverlo alla lavagna. Gli errori cerchiamo di correggerli riflettendo sui suoni e ripetendoli più e più volte, prima io e poi loro, fino alla corretta pronuncia. A questa domanda, faccio seguire altre domande più o meno legate all’argomento

  • “Che tempo fa oggi?”
  • “Cosa mangi oggi?”
  • “Quando vai a fare la spesa?”
  • “Cosa fai oggi?

La modalità di svolgimento è sempre la stessa, in questi casi però viene richiesta la composizione di una frase minima: risposta orale più o meno corretta, ma sempre comprensibile e passaggio alla scrittura, per poi procedere alla correzione per tentativi, fino ad arrivare alla parola ed infine alla frase corretta.

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Concludo questo mio intervento con queste belle parole di Platone, che riassumono e ben descrivono il contesto di apprendimento e di insegnamento.

“La conoscenza che viene acquisita con l’obbligo non fa presa nella mente. Quindi non usate l’obbligo, ma lasciate che la prima educazione sia una sorta di divertimento; questo vi metterà maggiormente in grado di trovare l’inclinazione naturale.”