Esperienze di insegnamento dell’italiano Ls – L2: Samanta da Rimini

Ecco una nuova testimonianza che ci ha scritto Samanta Mancini da Rimini.

RA 1

Dopo diverse esperienze, Samanta ora insegna a Rimini Academy  www.riminiacademy.it  , la scuola dove UN TUFFO nell’AZZURRO è nato!

RA 3

“Mi chiamo Samanta Mancini e dopo la laurea magistrale in Lingue e Letterature Straniere all’Università di Bologna ho conseguito il Master in didattica dell’italiano L2/LS “Insegnare italiano a stranieri: scuola, università, impresa” all’Università degli Studi di Urbino.

Ora insegno italiano L2 a Rimini, presso il centro di lingua e cultura italiana RIMINI ACADEMY, una scuola che accoglie studenti di ogni età e nazionalità dal 1994.

ra 33
ra 23

Ho conosciutoUn tuffo nell’azzurro proprio in questa scuola, dove il libro è nato ed è tuttora adottato come testo di riferimento.

Un tuffo nell’azzurro” è apprezzato sia da studenti adolescenti sia da studenti adulti, che amano in particolare le chiare schede grammaticali e i molti riferimenti culturali.

RA 4

RA 6

Il libro  è inoltre ricco di esercizi utili per fissare gli obiettivi linguistici e comunicativi. Credo che queste caratteristiche lo rendano un ottimo testo per classi  eterogenee dal punto di vista dell’età, della  provenienza e della motivazione degli studenti e che spesso hanno  a disposizione poco tempo per studiare l’italiano!

RA 2

RA 7

ra 22

Esperienze di insegnamento dell’ITALIANO LS – L2: Serena Neri

Abbiamo ricevuto una nuova testimonianza che pubblichiamo con molto piacere, Serena Neri che ci scrive da Montevarchi, un paese in provincia di Arezzo:

“Ho iniziato ad insegnare italiano un po’ per gioco un po’ per sfida e alla fine è diventato il mio lavoro. Da più di dieci anni insegno a Firenze con target sempre diversi e ogni volta stimolanti: studenti delle scuole dell’obbligo, adulti, studenti universitari, ricercatori e dottorandi e studenti a bassa scolarizzazione.

serena5

Tra tutte le esperienze di questi anni vorrei raccontare quella che sto facendo alla scuola InAltreParole a Firenze, nata due anni fa all’interno dell’Istituto Verdi, dove lavoro con studenti migranti a bassa scolarizzazione, che il più delle volte non hanno una grande motivazione. La sfida allora diventa quella di riuscire a reinventarsi come insegnanti e reinventare il nostro modo di insegnare, cercando così di guadagnare la loro fiducia.

Qual è l’interesse verso la lingua italiana? Per quali motivi i tuoi studenti sono interessati a studiare italiano? 

“E’ solo la lingua che rende uguali” -Don Lorenzo Milani-

Per i miei studenti, l’interesse verso l’apprendimento\acquisizione dell’italiano è legato ad aspetti concreti di vita quotidiana qui in Italia. L’italiano è visto come lingua della comunicazione orale, come ponte, come passaggio momentaneo e non definitivo per esprimere bisogni concreti. E’ stato perciò interessante chiedere ai miei studenti dove collocherebbero all’interno di un corpo umano le lingue che conoscono, visto che ognuno di loro conosce e parla almeno tre o quattro lingue oltre all’italiano. La scelta è stata difficile, molti sono rimasti davanti alla silhouette per un po’ prima di attaccare i cartellini dove avevamo scritto i nomi delle diverse lingue conosciute, parlate, usate nei loro paesi, ma il risultato finale è stato molto interessante. È stato difficile ed interessante anche per me, fermarmi a riflettere e chiedermi dove avrei voluto mettere l’italiano, la mia lingua materna: testa? cuore? pancia? Alla fine ho deciso per la pancia, luogo delle emozioni vere, innate, spontanee.

serena 2
Mohammed, 20 anni, dal Senegal
serena 3
Abdul, 19 anni, dal Niger
serena
L’uomo di Babele (a.s. 2018/19). Classe Rossa

Quali difficoltà incontrano?

“Io non apprendo che ciò che per me ha un senso” (Carl Rogers)

I miei studenti incontrano molte difficoltà nel passaggio da lingua orale a quella scritta. La competenza orale che hanno acquisito non corrisponde ad una pari competenza scritta. Le loro difficoltà sono anche le mie, perché ogni giorno è necessario reinventare e sperimentare una didattica che li supporti proprio in questo. Per questo motivo ho iniziato a reiterare alcune parti delle lezioni, ad esempio durante la fase iniziale, momento delicato di arrivo, di accoglienza, attivazione e di continue interruzioni (chi arriva tardi, chi deve prendere il quaderno e il libro, chi vuole firmare). La mia lezione con studenti preA1 inizia sempre con la domanda:

  • “Che giorno è oggi?”

La risposta orale è sempre veloce e precisa, ma la scrittura della data – giorno e mese – non è mai immediata e spontanea. Gli studenti, in particolare i più deboli, hanno sempre bisogno di qualche minuto di riflessione prima di riuscire a scriverlo alla lavagna. Gli errori cerchiamo di correggerli riflettendo sui suoni e ripetendoli più e più volte, prima io e poi loro, fino alla corretta pronuncia. A questa domanda, faccio seguire altre domande più o meno legate all’argomento

  • “Che tempo fa oggi?”
  • “Cosa mangi oggi?”
  • “Quando vai a fare la spesa?”
  • “Cosa fai oggi?

La modalità di svolgimento è sempre la stessa, in questi casi però viene richiesta la composizione di una frase minima: risposta orale più o meno corretta, ma sempre comprensibile e passaggio alla scrittura, per poi procedere alla correzione per tentativi, fino ad arrivare alla parola ed infine alla frase corretta.

serena 4

Concludo questo mio intervento con queste belle parole di Platone, che riassumono e ben descrivono il contesto di apprendimento e di insegnamento.

“La conoscenza che viene acquisita con l’obbligo non fa presa nella mente. Quindi non usate l’obbligo, ma lasciate che la prima educazione sia una sorta di divertimento; questo vi metterà maggiormente in grado di trovare l’inclinazione naturale.”

Commenti e consigli di Sabrina Pugliese

sabrina12

Sabrina Pugliese è un’insegnante di italiano e storia presso l’IIS “25 aprile” di Cuorgnè (TO)  con esperienza di docente di italiano L2 presso la Piccola Università di Tropea e Trieste.

Nata in un piccolo paese della Magna Grecia, Nova Siri, nel materano, Sabrina si è laureata in Lettere Moderne nella storica Università “Carlo Bo” di Urbino e in seguito si è cimentata in quel sorprendente mondo che è l’insegnamento.

È anche una pittrice che promuove il suo territorio con mostre personali, per esempio in occasione del Premio Heraclea del 2017. Nel 2016 ha pubblicato due saggi con la casa editrice Montecovello “L’intervista, strumento e forma espressiva” e “Le forme del colloquio. In ascolto. Mario Luzi“.

Inoltre, sono in fase di pubblicazione le sue ricerche sul tema dell’insegnamento dell’italiano a stranieri occupandosi in maniera particolare dei film come supporto didattico.

Ecco le osservazioni che ci ha mandato Sabrina sul nostro materiale didattico, la ringraziamo per questo prezioso lavoro di revisione.

“Ho preso in esame il libro di testo UN TUFFO nell’AZZURRO e questi sono i cambiamenti che apporterei:

1) lascerei più spazio tra un esercizio e l’altro per evitare di concentrare troppi segni grafici in un’unica pagina;

2) a pagina 25 forse c’è un accumulo di informazioni. Infatti si corre il rischio che lo studente si concentri su troppe regole grammaticali andando in confusione. Gli allievi, in questo caso, potrebbero chiedere delucidazioni sugli articoli determinativi posti in grassetto senza concentrarsi davvero sulla regola del giorno: c’è e ci sono. Quindi proporrei un piccolo testo semplice o soltanto delle immagini per c’è e ci sono e poi un testo leggermente più ampio per gli articoli corredato da varie immagini che mettano a confronto lo stesso oggetto al singolare e al plurale. Infatti a pagina 26 l’argomento è affrontato in maniera molto rapida e senza immagini. In questi casi, soprattutto con alunni tedeschi, ho dovuto adoperare degli oggettini di plastica per far comprendere la differenza tra articoli al singolare o al plurale oppure disegnare alla lavagna. Sarebbe più comodo avere già le immagini sul libro di testo;

3) a pagina 27 introdurrei le tre coniugazioni verbali con un piccolo racconto evidenziando i verbi che poi verranno coniugati nella tabella. A volte si rischia, sfogliando le pagine, di accumulare nozioni grammaticali quindi proporrei delle immagini che ripetano le regole acquisite, Per esempio un bambino che mangia il gelato e accanto “Mario mangia il gelato” proponendo l’esercizio con tutti i pronomi personali;

4) completerei l’esercizio 4 di pagina 29 con delle immagini in modo tale da sopperire alle lacune con il supporto visivo. Per esempio se l’alunno non dovesse ricordare il significato dell’aggettivo sporco o pulito vedendo l’immagine non sarà tentato di chiedere chiarimenti all’insegnante ma capirà il significato in maniera autonoma lavorando indirettamente anche sulla propria autostima. A volte alcuni studenti faticano a chiedere supporto agli altri;

5) a pagina 83 rafforzerei anche l’aspetto orale sul passato prossimo. Quindi proporrei una serie di immagini con un personaggio che compie delle azioni per esempio in vacanza con il verbo all’infinito indicato sotto in maniera tale che lo studente sia indotto a raccontare una storia al passato, Infatti l’alunno si deve già concentrare nella coniugazione del verbo al passato pertanto potrebbe bloccarsi se non ricorda alcuni verbi utili per descrivere le azioni proposte;

6) a pagina 85 all’interno dell’e-mail scriverei gli avverbi in grassetto;

7) a pagina 98 mi soffermerei di più sul pronome partitivo “ne” dato che rappresenta nella maggioranza dei casi un nodo spinoso. Dunque proporrei più frasi d’esempio o suggerimenti per il role-play;

8) a pagina 112, prima di passare al futuro anteriore, mi soffermerei sull’utilizzo del futuro semplice a livello orale. Capita spesso infatti che alcuni alunni abbiano raggiunto un reale livello A2 in grammatica ma non nel dialogo orale. Pertanto proporrei una tabella con tre colonne: cosa farai domani, l’anno prossimo e tra dieci anni.

19024775_10212487378634581_921438391_o

9) a pagina 112 proporrei un brano che spieghi l’uso del futuro anteriore perché altrimenti rimarrebbe una conoscenza nozionistica fine a sé stessa. Ad esempio il racconto di una vacanza organizzata tramite agenzia di viaggi. Consiglierei, per tutte le lezioni del libro di testo, di introdurre le regole grammaticali con una narrazione che ha per protagonista sempre lo stesso personaggio in maniera tale da incuriosire gli studenti sulle sue vicende ed avventure;

10) a pagina 147 introdurrei gli alterati con una favoletta o con una filastrocca evidenziando le parole oggetto di interesse.”

Grazie Sabrina!

Il nostro materiale didattico è in continuo aggiornamento e ampliamento. Invitiamo tutti gli insegnanti e gli studenti a contattarci per presentarci le loro critiche e consigli.

A presto!

 

Commenti e consigli di Eleonora Taddia da Milano

corso tuffo 1Ringraziamo Eleonora Taddia, insegnante  di italiano L2 che ci ha mandato i suoi suggerimenti e le sue osservazioni sul nostro materiale didattico UN TUFFO nell’AZZURRO 1

 

eleonora

“Mi chiamo Eleonora Taddia e sono di Milano. Sono laureata in Lettere Moderne con certificazione CEDILS e insegno italiano L2 dal 2016. In precedenza ho lavorato presso case editrici di riviste tecniche di vari settori. Amo viaggiare, conoscere culture diverse e devo dire che insegnare italiano agli stranieri è come poterlo fare sempre senza spostarsi da Milano. Mi ha fatto piacere offrire la mia collaborazione per il volume Un tuffo nell’azzurro 1, che ho apprezzato per molti aspetti.

VISIONE D’INSIEME

Posso dire che il manuale è ben corredato di foto attuali (vedi documenti ma non solo) e la grafica è direi accattivante con l’alternanza di disegni a colori e foto.  La pagina ha un buon equilibrio tra testo e immagini, quindi non è troppo piena da confondere lo studente (cosa che capita spesso).

Le indicazioni mi sembrano semplici e chiare.

I caratteri sono chiari e di giusta dimensione. Benissimo l’idea di un Questionario, utilissimo per l’insegnante e di una lezione introduttiva per il discente in modo che possa entrare gradualmente nel corso vero e proprio.

Utilissimo il Frasario per permettere agli studenti appena arrivati in Italia di farsi capire per chiarimenti e per interagire da subito in classe.

Per quanto concerne i destinatari, basandosi su un approccio comunicativo, il manuale mi sembra utile sia per ragazzi che studiano, sia per adulti in Italia per lavoro e anche per immigrati che necessitano di apprendere in fretta le basi della lingua.

 

FASI UD

Le fasi dell’unità didattica (globalità, analisi e sintesi) sono rispettate, forse solo la parte grammaticale non ha una posizione fissa e spesso precede gli esercizi anziché rappresentare la meta finale. Devo dire però, per esperienza (nel mio caso con donne adulte immigrate) che spesso ai livelli A1/A2, sono gli studenti stessi a chiedere le regola prima di mettersi alla prova. Per questo motivo personalmente preferirei trovare la grammatica sempre nello stesso punto, per esempio prima degli esercizi, così da sapere quello che viene messo in pratica. Pur riconoscendo l’importanza del metodo induttivo, sono del parere che serva anche il metodo deduttivo.

Se posso fare un appunto, dopo la tabella dell’alfabeto, inserirei una spiegazione della pronuncia delle lettere c e g: quando è dolce e quando è dura, con quali vocali e con esempi di parole; poi aggiungerei anche il discorso “acca” che cambia la pronuncia (chi, che/ghi, ghe). In generale, pensandoci, inserirei una piccola parte sui suoni dell’italiano: ci/chi, ce/ che e gi/ghi, ge/ghe, poi gli, gn, sci-sce e schi-sche, cu, qu, cqu.

I testi introduttivi sono della giusta lunghezza. A seguire tuttavia servirebbero un po’ più spesso a mio parere (per completare un po’ la fase della globalità), gli esercizi di comprensione del testo: per esempio le griglie, gli esercizi di Vero/Falso, SI/NO o scelta multipla).

ABILITA’ Vengono sviluppate tutte e quattro le abilità, anche se forse la parte orale (ascoltare e parlare) ha un minore spazio. Aggiungerei qualche proposta di conversazione in più.

 

ESERCIZI TIPOLOGIA Ho visto che sono presenti esercizi grammaticali (abbinamento, cloze, incastro, manipolazione), lessicali (mi è piaciuto l’esercizio di pag 24: scrivi come si dicono nella tua lingua queste parole, perché lo ritengo utilissimo per la memorizzazione) e pochi ludici (cruciverba).

Aggiungerei qualche esercizio che permetta la socializzazione, magari legato al web per i più giovani: scrivi a un tuo amico/a un’email, oppure su facebook o Instagram. Oppure semplicemente riportando sul libro una schermata da completare, una chat in cui inserire il proprio commento.

 

Esercizi integrativi si potrebbero aggiungere dei suggerimenti di video, canzoni da trovare su Internet, giochi da fare in classe (questi ultimi ho visto però che sono nell’Eserciziario a parte).

ELEMENTI EXTRALINGUISTICI

Trovo esposta in modo semplice e chiaro anche la parte relativa alla cultura italiana. Mi è piaciuta la parte geografica con la cartina, l’introduzione alle città più importanti e i loro monumenti e anzi aggiungerei altre città come Ferrara, Genova, Bolzano, Trieste, le isole più piccole (Elba, Ischia e Capri, Eolie, Egadi) e le loro tipicità (una caratteristica particolare, un personaggio famoso nato in quel luogo, una ricetta tipica, un’azienda di successo).

 

Carina e utile soprattutto per la comunicazione e per entrare in contatto vero con gli italiani, l’introduzione di una pagina dedicata alla cinesica (pag 63). Si potrebbe affiancare il significato che alcuni gesti (i più noti) hanno invece in altri paesi ed evidenziare quindi come ci si può fraintendere. E aggiungerei una pagina sugli stereotipi sugli italiani (sempre vivi all’estero), per insegnare a non rimanere in superficie e conoscere meglio come sono e come vivono gli italiani nel mondo attuale.

 

 

 

Suggerimenti e impressioni di Raffaella Mencherini

pavia

Mi chiamo Raffaella Mencherini, vivo a Pavia e sono laureata in Lingue e Letterature Straniere. Ho lavorato con moltissime tipologie di apprendenti: bambini e adolescenti nelle scuole pubbliche, universitari, richiedenti asilo, adulti liberi professionisti e al momento collaboro con l’Università di Pavia come insegnante di italiano per studenti Erasmus o provenienti da paesi extraeuropei.

18987609_10212487377434551_321104495_o

Del manuale Un Tuffo nell’azzurro A1- A2 apprezzo diversi aspetti, per esempio il questionario iniziale che può essere compilato in più lingue (utile per far capire all’insegnante fin dalle prime lezioni le motivazioni e gli obiettivi della classe) e il glossario finale in ordine alfabetico: infatti, in molti testi, i termini sono divisi per unità e non costituiscono un glossario unico.

Anche l’idea di far indicare agli studenti il genere delle parole può essere un aiuto in più per memorizzare questo aspetto, complesso per molti apprendenti che riscontrano grandi differenze tra l’italiano e la loro L1.19024775_10212487378634581_921438391_o

Le immagini rendono a mio avviso il testo adatto a diverse tipologie di studenti: adolescenti, giovani adulti, adulti.

La grammatica è affrontata con gradualità e con schemi chiari e consultabili in ogni momento del corso.

L’unica cosa che posso rilevare, pensando alla mia esperienza con studenti universitari, è che si potrebbero aggiungere ulteriori stimoli alla produzione scritta di testi via via più complessi.”

corso tuffo 1

Grazie Raffaella, buon lavoro e a presto!