Buone feste e buone letture a tutti!

SPECIALE PROMOZIONE per il periodo di NATALE! 
Un’ottima occasione per iniziare a studiare la lingua italiana o per approfondirne la conoscenza durante questo prossimo periodo festivo: per il mese di dicembre SCONTO del 25% su tutti i sussidi che compongono il corso UN TUFFO nell’AZZURRO:
  • libro di testo 1 e 2, 
  • quaderno degli esercizi 1 e 2, 
  • cd 1 e 2 
  • chiavi degli esercizi dei libri di testo e dei quaderni                                                                                   

In particolare, le CHIAVI degli ESERCIZI di ogni volume del corso permettono un lavoro individuale di autovalutazione e correzione e contengono anche una breve guida per l’insegnante, la lista delle tracce del CD con le attività di produzione orale, la guida alle fotografie, una tabella di autoverifica finale per lo studente.

E per i bambini, l’offerta è valida anche sul libro in versione bilingue italiano – inglese IL MIO AMICO ROBIN,
con tavole di glossario per imparare il lessico di base (numeri, colori, animali, parti del corpo), giochi, ascolti e attività disponibili gratuitamente on line.

 

Per informazioni ed acquisti:
https://www.panozzoeditore.com/il-mio-amico-robin
https://giocaeimparaconrobin.wordpress.com/

Esperienze di insegnamento dell’ITALIANO LS – L2: Raffaella Durante-Müller

Ecco la testimonianza di una professoressa che collabora con noi da diversi anni per la stesura e la revisione del nuovo materiale didattico, Raffaella Durante-Müller.

Raffaella vive a Colonia e pubblichiamo con molto piacere il resoconto della sua esperienza.colonia

“In Italia ho studiato Lettere Moderne a Bologna, poi mi sono trasferita in Germania, a Colonia, e qui ho lavorato prima presso diverse scuole di lingue straniere e poi come redattrice presso una casa editrice. Il titolo di studio italiano non mi è stato riconosciuto per l’insegnamento nelle scuole statali, così ho rifatto qui a Colonia l’università (indirizzo mirato all’insegnamento dell’Italiano e della Storia) e poi due anni di abilitazione.

Ora insegno in una scuola comprensiva (dalla classe quinta alla maturità) e collaboro con diverse case editrici che pubblicano materiale didattico per la scuola.

1. Qual è l’interesse verso la lingua e la cultura italiana nel tuo paese?

Fino ad una ventina d’anni fa c’era un grande interesse per la cultura e la lingua italiane. Negli ultimi tempi però l’interesse è calato notevolmente, almeno nel Nordreno-Vestfalia. Sempre meno scuole offrono l’Italiano come materia di insegnamento e optano per lo spagnolo, lingua più di moda e più parlata nel mondo, specie nelle mete più amate dai turisti tedeschi (Maiorca, Ibiza…)

2. Per quali motivi i tuoi studenti sono interessati a studiare l’italiano?

Chi studia l’italiano ha in genere genitori che amano l’Italia e che quando erano giovani ci andavano in vacanza. Spesso sono persone di cultura che ancora apprezzano quello che l’Italia ha rappresentato per la cultura mondiale. Oppure sono figli di italiani emigrati negli anni ’50.

3. Quali sono le difficoltà maggiori che incontrano i tuoi studenti durante lo studio?

Preposizioni, passato prossimo e imperfetto. congiuntivo e condizionale. Tutte le strutture grammaticali che in tedesco vengono usate diversamente.

4. Che cosa credi che manchi per una maggiore diffusione dello studio della lingua italiana?

Temi più interessanti e “positvi”. Qui, dopo aver fatto la grammatica di base, si parte subito col leggere, scrivere e parlare di temi di attualità. In questo momento sono tutti temi a dir poco orribili: mafia, corruzione, immigrazione clandestina, razzismo, spazzatura, scandali politici vari… Non se ne può più!

Dobbiamo fare conoscere i tanti aspetti positivi dell’Italia, creare interesse, entusiasmare!”

Esperienze di insegnamento dell’ITALIANO LS – L2: Alessandra Martinetto

Con piacere riceviamo e pubblichiamo questa testimonianza di una nuova nostra collaboratrice, Alessandra Martinetto, di Torino.

“Negli ultimi anni il mondo dell’insegnamento ha subito notevoli cambiamenti, l‘ultimo di questi è la possibilità di fare lezione in tutto il mondo utilizzando computer, connessione a internet e una webcam collegata a un software per videochiamare gli studenti.

Per aiutare a capire di cosa si tratta a chi volesse intraprendere questa strada, Italiano in Corso mi ha chiesto, in qualità di  docente di italiano L2/LS di raccontare la mia esperienza.

Sono Alessandra Martinetto, 34 anni, di Torino, laureata in Scienze della Mediazione Linguistica e con certificazione TEFL (per l’insegnamento dell’inglese come lingua straniera), ho iniziato la mia carriera nel campo dell’insegnamento nel 2007 come docente di inglese per le classi prime e seconde presso la scuola primaria paritaria “Virginia Agnelli” di Torino dove tutt’ora continuo a lavorare.

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Dal 2014 al 2015 ho frequentato il corso di specializzazione e perfezionamento in “Didattica dell’Italiano come L2/LS” presso la scuola di italiano “Ciao Italy” di Torino. Da un anno insegno italiano a studenti stranieri sia in aula che online.

Lavoro anche nel campo della creazione di materiale didattico per vari siti web di italiano L2/LS e gestisco il blog Italiano da zero(www.italianodazero.wordpress.com) in cui gli studenti possono esercitarsi attraverso gli esercizi interattivi che  realizzo su Quizlet.

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Nel 2015 ho conosciuto la casa editrice Panozzo Editore di Rimini dove ho avuto occasione di creare esercizi di didattica dell’italiano LS – L2 per il sito dei libri di testo “Un Tuffo nell’azzurro” (www.untuffonellazzurro.com ) e di partecipare alla  revisione del libro di lettura per bambini in inglese “My friend Robin”. Attualmente continuo questa collaborazione creando gli esercizi interattivi per il blog “Gioca e impara con Robin”.

Da quanto tempo insegni la lingua italiana online e chi sono principalmente i tuoi studenti?

Da un anno insegno per la scuola russa “Language Life” e da qualche mese per la piattaforma giapponese “Cafè talk”.

Ho lezioni settimanali di 1 ora che variano dal livello A1 al C1, seguiti principalmente da giovani adulti (25-35 anni) ma anche da over 60. I corsi possono durare da qualche settimana a parecchi mesi, dipende dalle esigenze degli studenti. Se lo studente si trova a suo agio con il docente e apprezza il corso, continuerà le lezioni per molto tempo (ho un’allieva spagnola che da un anno fa un’ora di conversazione alla settimana anche se ormai parla molto bene l’italiano!).

Per quali motivi sono interessati a studiare l’italiano?

I giovani lo studiano soprattutto per motivi lavorativi e quindi hanno bisogno di corsi personalizzati sia per quanto riguarda gli orari delle lezioni che per il materiale da utilizzare durante le lezioni.

Nei corsi “over 60”, gli studenti imparano la nostra lingua perché vogliono venire in Italia e poter comunicare in modo autonomo.

Ultimamente, mi è stato chiesto di attivare un corso di italiano per dei musicisti giapponesi utilizzando i testi di canzoni sia liriche che del panorama musicale italiano attuale e del passato.

Qual è l’interesse verso la lingua e la cultura italiana nel tuo paese/ città?

In questi ultimi anni l’interesse per l’italiano oltre che per l’Italia è cresciuto molto. Il fatto di poter studiare con un docente madrelingua senza muoversi da casa ha aiutato molto la diffusione dell’italiano come lingua di studio.

Tutti i miei studenti sono stati in Italia varie volte e studiano l’italiano perché contano di tornarci nuovamente per restarci più a lungo e mettere in pratica ciò che hanno studiato. Il nostro paese ha delle ricchezze storiche e artistiche che non hanno paragoni e che all’estero sono molto apprezzate.

Quali sono le difficoltà maggiori che incontrano i tuoi studenti durante lo studio?

Lo scoglio più grande è la pronuncia poiché alcuni suoni italiani mancano completamente in altre lingue, come ad esempio nel giapponese.

Per evitare che diventi un problema bisogna incoraggiare molto gli studenti e adottare strategie che li aiutino da subito a vedere dei miglioramenti nel percorso di apprendimento. Io uso molto alcuni video di Youtube che gli studenti trovano molto utili per esercitarsi tra una lezione l’altra.

Lo stesso discorso vale per la grammatica. Ad esempio, se in una lingua mancano gli articoli (come nel russo),  lo studente non avrà termini di paragone con la sua lingua madre e farà molta più fatica a comprendere come e quando usarli. Bisogna spiegare le regole in modo graduale e fare molto esercizio, inutile passare ad un altro argomento se quello appena affrontato non è consolidato. L’allievo rischia di fare solo confusione e di demoralizzarsi non vedendo risultati nel suo apprendimento.

È molto importante variare le attività durante la lezione per mantenere vivi l’attenzione e l’interesse dello studente nonostante le difficoltà dell’argomento proposto.

Che cosa credi che manchi per una maggiore diffusione dello studio della lingua italiana?

Credo che prima di tutto dobbiamo essere noi italiani orgogliosi della nostra lingua e del nostro paese. Sembra incredibile ma gli stranieri conoscono meglio di noi le bellezze artistiche del territorio e ce le invidiano!

Per quanto riguarda l’insegnamento in Italia manca ancora il totale riconoscimento del docente di lingua italiana L2/LS, ruolo che non può essere svolto da un’insegnante di italiano tradizionale poiché si tratta di insegnamenti molto diversi e che richiedono studi specifici. Negli ultimi tempi sembra che qualcosa stia cambiando ma i tempi sembrano ancora molto lunghi per arrivare a una piena consapevolezza dell’importanza che questa nuova figura ricopre nell’insegnamento, soprattutto come aiuto nell’inserimento degli studenti stranieri nelle scuole italiane.

 

Intervista a Tullio De Mauro

Il professor Tullio De Mauro, uno dei più importanti linguisti italiani, ha recentemente ricevuto la cittadinanza onoraria dal Comune di Santarcangelo di Romagna.tullio 2

Il Professor De Mauro ha diretto il Dipartimento di Scienze del Linguaggio nella Facoltà di Filosofia e successivamente il Dipartimento di Studi Filologici Linguistici e Letterari nella Facoltà di Scienze Umanistiche dell’Università La Sapienza di Roma. Nel 1973 è stato tra i protagonisti del “Seminario popolare su Tonino Guerra e la poesia dialettale romagnola”.

Secondo il Professor De Mauro la lingua italiana, non sta così male. Messi male sono molti, troppi italiani che quella lingua parlano ormai correntemente, ma incontrano grandi difficoltà a comprendere un testo scritto o a risolvere un calcolo. Insomma, a orientarsi nel mondo d’oggi. È l’immagine di un paese a due facce: l’italiano è diventato ora la lingua di quasi tutti, senza che ciò abbia però provocato la morte dei dialetti. Se il 90 per cento di noi parla una lingua comune (ancora nel 1974 era appena il 25 per cento), una buona metà di questa massa, il 44,1, alterna abbondantemente l’italiano al dialetto. E ciò, sottolinea De Mauro, non è affatto negativo.tullio 3

Da poco è uscito il suo nuovo libro Storia linguistica dell’Italia repubblicana ( Laterza) che fin dal titolo aggiorna la Storia linguistica dell’Italia unita, pubblicato nel 1963, una storia linguistica e non storia della lingua.

Che cos’è una storia linguistica?
“È la storia di una comunità che può anche parlare diverse lingue. Tanto più di una comunità come quella italiana dove, a differenza di altri paesi, c’è un marcato multilinguismo. È la masse parlante di cui scrive Ferdinand de Saussure”.

Lei afferma che chi diagnosticava la morte dei dialetti ha dovuto ricredersi.
“Posso inondarla di cifre? Fino al 1974 la maggioranza degli italiani, il 51,3 per cento, parlava sempre in dialetto. Ora chi parla sempre in dialetto è sceso al 5,4. È vero che i toscani, i liguri e gli emiliano-romagnoli parlano solo in italiano fra l’80 e il 60 per cento e che i lucani, i campani e i calabresi vanno dal 27 al 20 per cento. Ma è vero anche che chi usa solo il dialetto in queste regioni del Sud non supera il 12-13 per cento”.

Lei sostiene che l’acquisizione dell’italiano comune sia stata favorita dalla mescolanza di tanti idiomi.
“Quante più lingue si confrontano tanto più cresce l’esigenza di una lingua comune. L’importante è che l’ambiente sia unitario. È un fenomeno verificabile fin dal Cinquecento a Roma, per esempio, dove affluiscono popolazioni da molte regioni dopo il sacco dei lanzichenecchi. La classe dirigente, cioè la curia, era pan-italiana”.

Le donne convergono verso l’italiano prima e più degli uomini.
“Questo accade sia nei contesti familiari, dove le donne rivolgendosi ai bambini prediligono l’italiano, sia fuori da quest’ambiente: lo attestano i dati sulla lettura o quelli sui rendimenti scolastici”.

E oltre al multilinguismo cos’è che ha diffuso l’italiano?
“Sono tanti i fattori: l’emigrazione interna, l’affluenza nelle grandi città, radio e televisione. Ma va sottolineato l’alto livello di scolarizzazione che ha portato al diploma secondario il 75 per cento dei ragazzi. Purtroppo questa richiesta di più alta formazione si è arrestata negli ultimi anni “.

In che senso?
“Il numero dei laureati in Italia resta basso rispetto alla media europea e ormai si diffonde la sfiduciata convinzione che una laurea serva a poco, perché molte imprese sembra non abbiano bisogno di alti livelli d’istruzione”.

E invece la scuola resta essenziale in questo processo.
“L’italiano ha un congegno più complicato dell’inglese o del francese, richiede un controllo che la scuola può offrire. Ancora oggi una consapevolezza piena la si acquisisce alle superiori, sperando che queste funzionino bene “.

tullio

Da http://www.repubblica.it/cultura

Italiano in corso

Panozzo Editore invita 

 gli insegnanti di italiano LS – L2 

a partecipare ad un nuovo progetto editoriale

Per creare nuovo materiale didattico, sempre aggiornato e funzionale, che si possa rivolgere ad una grande utenza di persone interessate a studiare la lingua italiana, è necessario un lavoro di squadra, l’apporto di tanti insegnanti e anche studenti, che con la loro esperienza contribuiscano a realizzare un progetto innovativo e dinamico.

Il nuovo corso di lingua e cultura italiana che stiamo preparando sarà diviso in 5 volumi, in base ai livelli di competenza del Quadro Comune Europeo di Riferimento per la conoscenza delle Lingue (A1 – A2 – B1 – B2 – C1 e C2), ognuno dei quali comprenderà:

  • libro dello studente
  • ascolti dei dialoghi e dei testi presenti nel libro
  • chiavi degli esercizi
  • guida per l’insegnante e altre attività supplementari disponibili on-line

Particolare attenzione sarà dedicata alla lingua parlata e alle attività mirate allo sviluppo delle abilità linguistiche; grande rilievo inoltre avranno le sezioni dedicate alla cultura italiana presentata in tutte le sue sfumature.

 

Ogni supporto didattico verrà costantemente aggiornato con l’apporto di tutti gli insegnanti e studenti che vorranno collaborare con le loro idee, critiche e suggerimenti.

Per maggiori informazioni potete contattarci al nostro indirizzo email:

e seguirci su questo sito che aggiorneremo durante lo svolgersi del lavoro.

Tutti i collaboratori che apporteranno il loro contributo al progetto verranno citati nell’opera e riceveranno copie omaggio dei volumi pubblicati.