La PASSIONE ITALIANA di Fran

Grazie di cuore a Fran Chamama che ha presentato il nostro materiale didattico nel suo bellissimo sito PASSIONE ITALIANA  https://www.passione-italiana.fr/ ricco di notizie, informazioni, bellissime immagini e racconti del nostro Bel Paese!
https://www.passione-italiana.fr/un-tuffo-nell-azzurro

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Ci racconta Fran: “In cerca delle mie radici con il passare dell’età, la passione mi ha colpita,  l’amore del paese, della gente e di tutto ciò che vedo, incontro o sento in Italia mi rende felice. Tra due viaggi… sono in attesa di ripartire! Quando attraverso la frontiera e che vedo il 103.jpgcartello “Italia” mi sento a casa, qui c’è pace per me.”

Fran ha tradotto anche alcune lezioni del nostro libro in francese, per esempio la pagina sul doppiaggio

https://www.passione-italiana.fr/le-doublage

di UN TUFFO NELL’AZZURRO 2

Nel suo bel sito, Fran scrive:

Amo l’Italia, mi piace l’italiano e mi piacciono gli italiani, tutto qui!
Questo è il 95% dei motivi dell’esistenza di questo sito.

Per il restante 5%, ho radici siciliane molto lontane da mia nonna materna, per la precisione da Sommatino, che ancora non conosco.
Questo sito l’ho creato più per non dimenticare che per mostrarmi, perché non ho niente di speciale da offrire se non condividere la mia passione per questo Paese e la sua gente.

Conversazioni, letture di articoli di giornale o libri, spiegazioni di testi, editoriali, scambi culturali, costituiscono per me la maggior parte delle attività che contribuiscono al buon apprendimento della lingua italiana.

 Proverò a proporre, attraverso altre persone o associazioni, una serie  di strumenti che possono aiutarti, presentazioni di libri e storie.

Essendo un’ appassionata di storia, non mancherò di dedicare una sezione a questo argomento perché sono convinta che ci sentiamo meglio in un paese quando conosciamo un po’ la sua storia.

Se vuoi condividere la tua esperienza, le tue conoscenze, contattami pure. Sarò felice di condividere le tue storie di viaggio, impressioni ecc.

Altre cose su di me?

Niente di speciale tranne che voglio condividere la mia passione per l’Italia attraverso queste informazioni raccolte qua e là.

Ho alcuni amici italiani che cerco di vedere il più spesso possibile, perché parlare la lingua è una terapia per me.

A questo proposito, per i miei amici italiani che volessero migliorare la pronuncia francese o per coloro che abbiano difficoltà a leggere  ho messo a vostra disposizione in ogni pagina l’audio dell’articolo.

Eh sì, anche questo è lo scambio. Molti italiani adorano la Francia e la lingua francese.

Quindi se vuoi vedere un argomento sviluppato sul sito o vuoi partecipare con i tuoi scritti, le tue foto ecc … contattami via mail: passioneitalia38@gmail.com
o attraverso la pagina dei contatti.”

Un bell’invito per tutti coloro condividono con noi questa passione per l’Italia e la sua cultura!

Grazie Fran, e a presto!

 

Esperienze di insegnamento dell’ITALIANO LS – L2: Fiorenza Cevidalli

fiorenza

Ecco una nuova testimonianza che ci arriva da Israele,  una professoressa che ha insegnato in diverse scuole ed attualmente lavora all’Università: 

Fiorenza Cevidalli insegna da più di 20 anni all’Istituto Culturale Italiano di Tel Aviv e collabora  anche con noi da molto tempo per la stesura e la revisione del nostro nuovo materiale didattico.

Pubblichiamo con molto piacere l’ interessante resoconto della sua esperienza in Israele.

Views of the waterfront and beaches of Tel Aviv

  1. Qual è l’interesse verso la lingua e la cultura italiana nel tuo paese?

In Israele, l’Italia è molto amata ed è una delle principali mete turistiche.                                   La sede dell’ Istituto Culturale Italiano di Tel Aviv è frequentata, inoltre, da un folto gruppo di studenti della terza età con una buona preparazione culturale e sinceramente interessato ad approfondire le proprie conoscenze su arte e cultura italiana.

tel aviv 3

  1. Per quali motivi i tuoi studenti sono interessati a studiare l’italiano?

Molti studenti giovani vogliono frequentare le Università  italiane perché più accessibili e spesso meno costose.

Molti altri hanno relazioni di lavoro con l’Italia e devono imparare la lingua per superare l’inglese, spesso incomprensibile, degli italiani.

Un gruppo numeroso studia l’italiano per poterlo impiegare da turisti o per mantenere attive le capacità mentali e mnemoniche

  1. Quali sono le difficoltà maggiori che incontrano i tuoi studenti durante lo studio?

La mancanza di schematicità e regolarità della grammatica italiana.La lingua ebraica moderna è stata programmata  a  tavolino con regole ben precise. Direi che il problema maggiore siano le preposizioni.tuffo e chiavi

Le classi, poi, sono spesso poco omogenee perché comprendono studenti di diverse origini. Accanto a israeliani di origine rumena o francese, ci sono altri di origine marocchina o irachena che non hanno conoscenza di base delle lingue latine e quindi questo livello diverso genera sia problemi di insegnamento che di apprendimento.

  1. Che cosa credi che manchi per una maggiore diffusione dello studio della lingua italiana?

– Libri  di attualità e letture adattati ai vari livelli dei  corsi di conversazione.

– Mancano attività extrascolastiche  tipo riunioni o gite in cui si parli esclusivamente italiano.

– Maggiore  pubblicità  e sponsorizzazione.

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Suggerimenti e osservazioni di Vera Belikova

Foto Belikova2Abbiamo ricevuto una nuova testimonianza di insegnamento della lingua italiana Ls – L2 ed osservazioni sul nostro materiale didattico da parte di Vera Belikova che si occupa di insegnamento della lingua inglese per gli adulti presso un associazione culturale a Spilimbergo (Friuli) e di lezioni di italiano e inglese su Skype per le persone da vari parti del mondo.

Attualmente ho molti studenti’ ci scrive Vera, “da Copenhagen, Parigi e Makhachkala (Dagestan). Ora abito e insegno a Spilimbergo (provincia di Pordenone), ma mi farebbe tanto piacere collaborare anche fuori dalla mia regione. condividendo la mia esperienza di insegnamento.

foto spilimbergo

In realtà non ho molta esperienza nell’insegnamento dell’italiano, piuttosto lavoro con l’inglese e il tedesco in quanto sono laureata in queste lingue. Però poco tempo fa una mia cara amica mi ha chiesto di farle un corso d’italiano perché fa fatica e relazionarsi e ad affidarsi a un altro insegnante. Così mi sono messa in gioco, mi piace sperimentare e allargare gli orizzonti.

Dopo aver fatto una ricerca di vari testi mi sono soffermata su Un Tuffo nell’azzurro per i 18987609_10212487377434551_321104495_oseguenti motivi:

è ben strutturato, segue un filo logico ben evidente;

è chiaro il passaggio da un tipo di esercizio all’altro;

c’è una buona gradualità dell’apprendimento;

ci sono tanti esercizi per il drilling grammaticale e lessicale;

già dall’inizio propone i temi lessicali che non si limitano con i temi di sopravvivenza, ma danno una buona base per l’apprendimento dei temi che ne vanno oltre.

Ho apprezzato tanto il fatto che il vostro testo è diverso dalla maggior parte dei testi di italiano come LS. L’ho interpretato come una testimonianza della vostra esperienza di lavoro e dell’amore per il proprio mestiere.

Foto Belikova

In base alla mia conoscenza dei testi di inglese e tedesco come LS aggiungerei le seguenti attività:

– esercizi comunicativi in coppia o in piccoli gruppi per la pratica dei temi grammaticali;

– attività comunicative per le coppie o piccoli gruppi che si basano sulle interviste, sviluppo dei piccoli progetti, discussioni, giochi;

– linee guide su come “tuffarsi” nella lingua e imparare dai temi di interesse personale. Per esempio, ho uno studente di inglese che ha iniziato a parlare dopo anni e anni di studio solamente perché lo faccio parlare di tecnologia, dunque i temi che sono strettamente legati al suo lavoro e corrispondono ai suoi interessi personali. Nel suo caso io adatto gli articoli e i video delle media inglesi in modo da farli diventare il materiale didattico.Credo che un bravo insegnante e un testo buono devono innanzitutto dare allo studente gli strumenti per diventare autonomi nel futuro studio della lingua;

– l’uso dei video che danno un esempio di italiano parlato in maniera eccellente ma anche che possono provocare una discussione. Una proposta di video – attività potrebbe essere con i piccoli filmati che mettono in discussione i problemi di vita quotidiana, discutono la storia o presentano qualche personaggio famoso.

Spero che le mie osservazioni e informazioni vi possano essere utili, tanti saluti da Spilimbergo!’

Certamente, grazie mille Vera! 🙂

Esperienze di insegnamento dell’ITALIANO LS – L2: Marika Romano

Abbiamo ricevuto una nuova testimonianza da parte di una docente d’italiano L2/LS, che ci racconta la sua interessante esperienza, grazie Marika!

Ciao a tutti, sono Marika Romano, laureata in Lingue e Letterature Straniere con indirizzo linguistico e didattico all’Università di Cà Foscari, Venezia.

Da sei anni sono docente d’italiano in un College inglese, nel Dorset. Inoltre preparo gli studenti d’interscambio per gli esami d’italiano e di tanto in tanto sono esaminatrice.

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Dal 2012 insegno online, su Skype o FirstTutor (/www.firsttutors.com/uk/languages/teacher/marika.italian/) e devo dire che è un mercato in continua crescita.

La flessibilità e la comodità di raggiungere parlanti nativi senza muoversi da casa offre innumerevoli vantaggi sia allo studente che al docente. È bellissimo poter insegnare e imparare in pigiama! 🙂

Dal 2017 ho iniziato a collaborare con un sito web per la creazione di materali didattici (https://onlineitalianclub.com/ ) e ho scritto alcuni articoli sull’insegnamento dell’italiano (https://italianoxstranieri.com/)

A breve usciranno due letture graduate digitali (B1 e C1) in italiano per studenti stranieri, sempre per il sito web con cui collaboro.

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  • Qual è l’interesse verso la lingua e la cultura italiana nel tuo paese? Per quali motivi i tuoi studenti sono interessati a studiare l’italiano?

La maggior parte dei miei studenti appartiene alla terza età e ha una buona preparazione culturaleLe motivazioni primarie sono la passione per la lingua e la cultura del nostro paese. Altri studenti vorrebbero poter essere autonomi quando viaggiano in Italia, da turisti. Una piccola fetta consiste in figli d’immigrati italiani che vogliono imparare la lingua dei genitori e riconnettersi con le loro radici.

Vorrei aggiungere che lo studio dell’italiano come LS/L2 nelle scuole statali inglesi è piuttosto limitato e la concorrenza di altre lingue come lo spagnolo e il francese è schiacciante. Quindi l’apprendimento avviene principalmente tra adulti nei corsi privati.

  • Quali sono le difficoltà maggiori che incontrano i tuoi studenti durante lo studio?

Senza ombra di dubbio la difficoltà della grammatica italiana congiunta a una totale mancanza di base grammaticale da parte degli inglesi. L’insegnante si trova quasi sempre a dover spiegare prima la grammatica in inglese e poi in italiano.

Inoltre con l’avanzare degli anni gli studenti perdono molte delle loro capacità mnemoniche, quindi il docente deve ripetere molte volte (a questo proposito ho scritto anche degli articoli sulla terza età e insegnamento).

In aggiunta, la mancanza di esposizione alla lingua, al suo contesto extralinguistico, con conseguente difficoltà nella comprensione orale e, ultimo ma non meno importante, la natura prettamente simulativa della comunicazione, la scarsa spontaneità. L’importante è dare sempre un feedback positivo, incoraggiare gli studenti e far sì che si rendano conto dei progressi fatti.

  • Che cosa credi che manchi per una maggiore diffusione dello studio della lingua italiana?

Credo che sarebbe auspicabile una maggiore cooperazione tra l’Italia e gli altri Stati con un maggiore investimento e una politica linguistica più forte e capillare.

Il Governo italiano dovrebbe incrementare i fondi per la promozione della lingua e della cultura con attività extrascolastiche in italiano, per esempio rassegne di film, incontri in cui parlare solo italiano possibilmente con madrelingua, gite, laboratori artistici o culinari.

Ma in primis ritengo che siano gli italiani stessi a dover valorizzare la loro lingua e cultura, evitando forestierismi inutili. Il morbus anglicus (così definito da Arrigo Castellani) sta facendo regredire il lessico italiano, oscurandone la ricchezza e impoverendo la lingua.

Dobbiamo ricordare che l’italiano è la quarta lingua più studiata al mondo ed è un’enorme opportunità per far crescere la nostra economia. Dopotutto la nostra lingua è la voce del Made in Italy.

marika 3La nostra lingua è un bene comune. È un patrimonio di cultura, di bellezza, di storia e di storie, d’idee e di parole che appartiene a tutti noi, che vale, che ci identifica come individui, come cittadini e come Paese. Dovremmo averne cura.(Annamaria Testa)

Commenti e consigli di Fiorenza da Tel Aviv

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Salve, mi chiamo Fiorenza Cevidalli ed insegno da molti anni all’Istituto Italiano di Cultura di Tel Aviv.

 

 

In  Israele la lingua e la cultura italiana sono apprezzate  da persone di ogni età.

La percentuale di adulti ed anziani è molto alta . Questo è il motivo per cui abbiamo adottato un testo di base con l’impostazione metodologica più  adatta.

L’approccio alla lingua parlata e scritta è più graduale e  la comprensione grammaticale molto semplificata.

Dal mio  punto di vista considero“Un tuffo nell’azzurro” ben strutturato e divertente.

19024775_10212487378634581_921438391_oUso “Un tuffo nell’azzurro” con studenti giovani  fortemente motivati e l’ho consigliato anche ad autodidatti di livello B1-B2 perché è fonte di testi ricchi e stimolanti.

Quello che si potrebbe aggiungere è un maggiore supporto grafico nell’insegnamento di nuovi vocaboli  nei corsi principianti.

Per esempio nel corso principianti, alla lezione 1, non si devono introdurre troppi nuovi vocaboli  ed aggettivi senza una premessa grafica che li aiuti a riconoscerli ed impararli.

Un altro tipo di imput grafico potrebbe aiutare gli studenti ad affrontare e risolvere meglio  la comprensione delle espressioni metaforiche  o figurate.

Vi ringrazio per esservi rivolti a noi come “parti in causa” nella diffusione di questa meravigliosa lingua!”

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