Commenti e consigli di Fiorenza da Tel Aviv

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Salve, mi chiamo Fiorenza Cevidalli ed insegno da molti anni all’Istituto Italiano di Cultura di Tel Aviv.

 

 

In  Israele la lingua e la cultura italiana sono apprezzate  da persone di ogni età.

La percentuale di adulti ed anziani è molto alta . Questo è il motivo per cui abbiamo adottato un testo di base con l’impostazione metodologica più  adatta.

L’approccio alla lingua parlata e scritta è più graduale e  la comprensione grammaticale molto semplificata.

Dal mio  punto di vista considero“Un tuffo nell’azzurro” ben strutturato e divertente.

19024775_10212487378634581_921438391_oUso “Un tuffo nell’azzurro” con studenti giovani  fortemente motivati e l’ho consigliato anche ad autodidatti di livello B1-B2 perché è fonte di testi ricchi e stimolanti.

Quello che si potrebbe aggiungere è un maggiore supporto grafico nell’insegnamento di nuovi vocaboli  nei corsi principianti.

Per esempio nel corso principianti, alla lezione 1, non si devono introdurre troppi nuovi vocaboli  ed aggettivi senza una premessa grafica che li aiuti a riconoscerli ed impararli.

Un altro tipo di imput grafico potrebbe aiutare gli studenti ad affrontare e risolvere meglio  la comprensione delle espressioni metaforiche  o figurate.

Vi ringrazio per esservi rivolti a noi come “parti in causa” nella diffusione di questa meravigliosa lingua!”

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Esperienze di insegnamento dell’ITALIANO LS – L2: Flore Ngueagni

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Grazie a Flore Ngueagni che ci scrive dal Camerun per raccontarci la sua interessante esperienza:

Mi chiamo Berline Flore Ngueagni, sono insegnante di lingue straniere per scopi speciali e accademici e sono traduttrice. In Camerun insegno all’ Oasi Italiana, a Bafoussam e a Douala (www.oasitaliana.com).

Oasi Italiana è anche centro d’esame per la DITALS, il PLIDA, la CERT.IT e la CILS.

 

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1. Qual è l’interesse verso la lingua e la cultura italiana nel tuo paese?

Il Camerun sta attraversando un vero e proprio periodo di boom dell’italiano se posso dire così. L’interesse per lo studio della lingua e cultura italiane in Camerun è in fortissima crescita. Basta osservare quante scuole private si creano all’anno nelle nostre città. In più la creazione nella scuola normale superiore della filiera per la specializzazione di futuri docenti d’italiano nei nostri licei corredata dai diplomi con specialità in lingua italiana è una prova lampante del fortissimo interesse che il mio Paese ha per lo studio della lingua italiana

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Se non sbaglio l’innovazione importante più recente è proprio la creazione di un percorso di laurea in “insegnamento dell’italiano” all’università di Douala che  quest’anno vedrà i suoi primi laureati. Per laureati intendo dire coloro che conseguono la laurea triennale. La conseguenza diretta di questo boom è una grande presenza di futuri insegnanti d’italiano che ci auguriamo sia anche pronta per poter rispondere alle pungenti esigenze di mercato che caratterizzano il nostro contesto attuale.

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2. Per quali motivi i tuoi studenti sono interessati a studiare l’italiano?

Ad oggi l’italiano rappresenta tanto ad oggi per i nostri apprendenti. Le motivazioni variano a seconda dell’età e dell’occupazione del richiedente. I giovani tra 13 e 18 anni lo richiedono soprattutto come rinforzo in quanto sono iscritti in classi del liceo linguistico con l’italiano come lingua straniera scelta. Dopo i 18 anni e fino a 25 e passa (a volte), i giovani imparano la lingua italiana per preparare un percorso di studi universitario in Italia.

I titolari del “Baccalaureat” (che è un diploma di fine studi di secondo grado come la maturità), hanno bisogno per esempio di certificare il loro livello linguistico superando una delle quattro certificazioni d’italiano PLIDA, CERT.IT, CILS o CELI. Tale certificazione serve loro anche per la domanda visto studi. Quanto ai titolari di diplomi universitari, imparano l’italiano in merito ai futuri studi di specializzazione post-laurea in Italia. A questo punto la certificazione si rivela meno necessaria per chi si specializza in un percorso prevalentemente insegnato in inglese in Italia.

Oltre al pubblico essenzialmente studentesco, abbiamo apprendenti che desiderano raggiungere i famigliari in Italia e infine gli uomini d’affari o giovani diplomati che lavorano in/con aziende italiane presenti in Camerun. C’è da sottolineare che ultimamente tanti sono gli investitori italiani che s’installano in Camerun e questo genera una richiesta di servizi linguistici relativi a tali investimenti.flore 5

3. Quali sono le difficoltà maggiori che incontrano gli studenti durante lo studio?

 Come prima difficoltà vorrei parlare della qualità degli insegnamenti. Siamo immersi in un ambito in cui in tanti insegnano per rispondere ad una richiesta per cui non sono abbastanza preparati (tecnicamente).

Manca certo del materiale specifico impostato per ogni profilo però manca soprattutto il saper sfruttare quanto abbiamo a disposizione per rispondere efficacemente ai bisogni dei nostri apprendenti. Tante iniziative si stanno avviando per risolvere questo primo problema e speriamo di arrivarci. Con la non disponibilità dei manuali; mi riferisco soprattutto all’inaccessibilità di questi in quanto i prezzi sul mercato risultano essere molto alti per il potere d’acquisto degli apprendenti che imparano la lingua per poi certificare il loro livello linguistico.

La creazione del materiale didattico non sostituisce l’uso del manuale secondo me. È sempre necessario munirsi di un ottimo punto di riferimento. Per esempio, da noi in tanti vorrebbero candidarsi per alcune certificazioni d’italiano però non si sentono al sicuro quando non hanno un documento di apposita preparazione specifica. 

4. Che cosa credi che manchi per una maggiore diffusione dello studio della lingua italiana?

Due cose: una migliore formazione e qualifica per i docenti d’italiano in centri privati e la disponibilità e l’accessibilità (finanziaria) degli ultimi manuali aggiornati e recenti.

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Esperienze di insegnamento dell’ITALIANO LS – L2: Tania Pietracatella

tania 6Abbiamo ricevuto una nuova interessante testimonianza, ecco cosa ci scrive Tania Pietracatella da Perth in Australia.

Ho iniziato a lavorare come insegnante di lingua Italiana nel 2000 presso alcune scuole private dopo aver vissuto in Italia per qualche anno dove insegnavo l’inglese.

Nel 2016 ho deciso di aprire la mia scuola, per condividere non solo la lingua Italiana con gli studenti, ma anche la cucina e la cultura italiana, cercando di creare un ambiente rilassato e divertente e per far sentire gli studenti a proprio agio. Tania 5

Insegno un misto di vocabolario, frasi e anche grammatica. Amo insegnare l’Italiano.

Il mio sito web e` www.thelittleitalianschool.com.au e ho anche delle pagine su Facebook https://www.facebook.com/thelittleitalianschool/ e Instagram https://www.instagram.com/the_little_italian_school/ con piu di 5 mila followers.

  1. Qual è l’interesse verso la lingua e la cultura italiana nel tuo paese ?

Credo che l’interesse che spinge verso gli studi della lingua italiana sia il suono. Gli inglesi dicono che sembra che gli Italiani cantino quando parlano perché le parole scorrono ed è molto piacevole da ascoltare. Invece l’interesse verso la cultura credo che sia l’amore e l’importanza che noi Italiani abbiamo verso la famiglia, per il cibo, per ciò che produciamo e per il nostro stile di vita.

  1. Per quali motivi i tuoi studenti sono interessati a studiare l’italiano?

Ci sono tanti motivi per cui gli studenti frequentano le nostre classi d’italiano. C’è chi è nato in Australia da genitori immigrati dall’Italia che hanno voglia di imparare la lingua per mantenere la loro cultura. Poi c’è chi va in Italia per una vacanza e si innamora del bel paese! C’è anche a chi piace proprio studiare lingue in generale. Per ultimo c’è chi parte per fare una vacanza in Italia e vorrebbe imparare qualche frase.

  1. Quali sono le difficoltà maggiori che incontrano gli studenti durante lo studio?

I verbi! Cerco di fare tanto lavoro sui verbi. Poi manca molto la confidenza nel parlare per paura di sbagliare o di non pronunciare bene le parole. I pronomi doppi sono sempre un po’ difficili da imparare, ma credo che vivendo in Australia sia solo una questione di mancanza di opportunità di fare conversazione.

  1. Che cosa credi che manchi per una maggiore diffusione dello studio della lingua italiana?

Manca la possibilità di fare viaggi frequenti in Italia dove gli studenti possono immergersi nella lingua e la cultura perché l’Australia è molto lontana dall’Italia. Per quanto riguarda i materiali didattici per l’insegnamento, non posso esprimermi. Ho creato dei programmi per le lezioni usando diversi libri di testo e alcune risorse online però mi mancano delle idee da usare nelle classi di conversazione.

Esperienze di insegnamento dell’ITALIANO LS – L2: Francesca Sarcoli

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Francesca Sarcoli lavora come facilitatrice linguistica nei Centri di Alfabetizzazione del Comune di Firenze  dal 2001.

In circa 20 anni di carriera ha prodotto per i suoi studenti una grandissima quantità di materiali per lo studio delle discipline (principalmente letteratura, storia, geografia, ma anche alcuni materiali relativi ad arte e scienze). 

Francesca ci racconta la sua esperienza in questa breve intervista:

1. Qual è l’interesse verso la lingua e la cultura italiana nella tua città?                                 

Insegno in diversi contesti e a diverse tipologie di pubblico, ma la fetta più consistente del mio lavoro si svolge nelle scuole dell’obbligo (primaria e secondaria di primo grado) dove svolgo il ruolo di facilitatrice linguistica, sia per studenti neoarrivati che per facilitare l’accesso alla lingua dello studio. Ho esperienza di lavoro anche nelle scuole secondarie di secondo grado e nei corsi di lingua per adulti, sia immigrati che turisti.

 

2. Per quali motivi i tuoi studenti sono interessati a studiare l’italiano?

I bambini ed i ragazzi che incontro sui banchi di scuola sono “obbligati” a studiare la lingua italiana per poter accedere alle attività didattiche della classe di appartenenza e per interagire con i coetanei nella comunicazione spontanea, che di fatto rappresenta la principale motivazione ad apprendere. Per evitare che si determini un forte scollamento fra questi due aspetti, il mio lavoro prevede anche ore di didattica “a classe intera”, ovvero ore di compresenza con i docenti  durante le quali tutta la classe assiste ad una mia lezione di contenuto curricolare ma con un approccio laboratoriale e glottodidattico.

 

3. Quali sono le difficoltà maggiori che incontrano gli studenti durante lo studio?

Sicuramente l’approccio con il lessico settoriale delle discipline è lo scoglio più importante, oltre alle generiche difficoltà di orientamento all’interno di contesti scolastici molto diversi da quello di provenienza, con tipologie di richieste che possono sembrare talvolta perfino bizzarre (gran parte dei miei studenti proviene dalla Cina).

francesca 24. Che cosa credi che manchi per una maggiore diffusione dello studio della lingua italiana?

Nel contesto in cui lavoro manca sicuramente il supporto alla didattica di materiali specificatamente ideati, nonostante l’editoria scolastica abbia iniziato a muoversi molto in questa direzione, per questo motivo io e i miei colleghi continuiamo a produrre materiale originale su ogni singola materia di studio!

Per informazioni:                                                                                        http://educazione.comune.fi.it/6-14anni/centri_alfa/rete_centri_alfabetizzazione.html

Una gentile lettera dalla Slovacchia!

lubomiraAbbiamo ricevuto una gentile recensione da una simpatica studentessa slovacca. Ecco cosa ci scrive Lubomira:

“Tuffo non solo azzurro!

Il mio primo incontro con questo meraviglioso libro è stato solo un anno fa a gennaio durante la mia prima lezione di italiano su Skype, ho capito subito che questo libro sarà giustissimo per me perché è chiaro, colorato pieno di cose interessanti e amate della penisola italiana.

Grazie a UN TUFFO nell’AZZURRO ora amo di piú la grammatica italiana e non è già cosí difficile!                                                                                                  Per esempio, vi dico la verità, prima ho avuto tanta paura del congiuntivo – ora è il mio amico migliore!

Allora… viva i libri di UN TUFFO e i suoi autori!

Saluti cordiali da Lubka – studentessa, Slovacchia.”

Grazie a te, Lubka e complimenti per il tuo italiano! Continua a studiare con questa bellissima passione la nostra lingua, un caro saluto a tutti gli amici slovacchi.

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