Esperienze di insegnamento dell’italiano Ls – L2: Samanta da Rimini

Ecco una nuova testimonianza che ci ha scritto Samanta Mancini da Rimini.

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Dopo diverse esperienze, Samanta ora insegna a Rimini Academy  www.riminiacademy.it  , la scuola dove UN TUFFO nell’AZZURRO è nato!

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“Mi chiamo Samanta Mancini e dopo la laurea magistrale in Lingue e Letterature Straniere all’Università di Bologna ho conseguito il Master in didattica dell’italiano L2/LS “Insegnare italiano a stranieri: scuola, università, impresa” all’Università degli Studi di Urbino.

Ora insegno italiano L2 a Rimini, presso il centro di lingua e cultura italiana RIMINI ACADEMY, una scuola che accoglie studenti di ogni età e nazionalità dal 1994.

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Ho conosciutoUn tuffo nell’azzurro proprio in questa scuola, dove il libro è nato ed è tuttora adottato come testo di riferimento.

Un tuffo nell’azzurro” è apprezzato sia da studenti adolescenti sia da studenti adulti, che amano in particolare le chiare schede grammaticali e i molti riferimenti culturali.

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Il libro  è inoltre ricco di esercizi utili per fissare gli obiettivi linguistici e comunicativi. Credo che queste caratteristiche lo rendano un ottimo testo per classi  eterogenee dal punto di vista dell’età, della  provenienza e della motivazione degli studenti e che spesso hanno  a disposizione poco tempo per studiare l’italiano!

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La giornata della memoria: “Se questo è un uomo”

levi 8In occasione della Giornata della memoria, ricorrenza internazionale celebrata ogni anno il 27 gennaio in commemorazione delle vittime dell’Olocausto (in questo giorno si celebra la liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, avvenuta il 27 gennaio 1945 ad opera delle truppe sovietiche dell’Armata Rossa),  vorremmo parlare di un libro importantissimo della letteratura italiana, terribile per la sua storia, ma allo stesso tempo toccante e poetico:

leviSe questo è un uomo è il romanzo autobiografico di Primo Michele Levi (Torino, 31 luglio 1919 – Torino, 11 aprile 1987), scrittore, partigiano e chimico italiano, autore di racconti, memorie, poesie e romanzi.

Nel 1943 Primo Levi venne deportato nel campo di concentramento/sterminio di Auschwitz, dove rimase fino alla liberazione avvenuta appunto il 27 gennaio 1945.

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I suoi romanzi, “Se questo è un uomo”, “La tregua” e “I sommersi e i salvati“, raccontano le sue esperienze nel lager nazista e il suo difficile reinserimento nella vita del dopoguerra; sono stati tradotti in molte lingue e sono considerati classici della letteratura mondiale.

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In particolare, il più famoso dei suoi libri, Se questo è un uomo , fu scritto tra il dicembre 1945 e il gennaio 1947 e riporta la testimonianza di quanto fu vissuto in prima persona dall’autore nel campo di concentramento di Auschwitz, al quale Levi riuscì miracolosamente a sopravvivere.

Dopo un lungo viaggio, Levi arriva al campo, viene spogliato di tutti i suoi averi, i suoi capelli vengono rasati e per essere riconosciuto i nazisti gli tatuano sul braccio il numero 174 517: da quel momento egli perde ogni suo diritto e inizia a lavorare come uno schiavo.

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Levi diceva che il libro era nato fin dai giorni di lager per il bisogno irrinunciabile di raccontare agli altri, di fare gli altri partecipi ed è scritto per soddisfare questa necessità.

Il manoscritto fu inizialmente rifiutato e venne pubblicato da una piccola casa editrice in sole 2.500 copie. Il successo e la notorietà del libro si fecero attendere fino al 1958, anno in cui il romanzo venne pubblicato da Einaudi.

Il libro si apre con questa toccante poesia:

Se questo è un uomo

Voi che vivete sicuri nelle vostre tiepide case,

voi che trovate tornando a sera il cibo caldo e visi amici:

considerate se questo è un uomo

che lavora nel fango

che non conosce pace

che lotta per mezzo pane

che muore per un sì o per un no.

Considerate se questa è una donna,

senza capelli e senza nome

senza più forza di ricordare vuoti gli occhi

 e freddo il grembo come una rana d’inverno.

Meditate che questo è stato:

vi comando queste parole.

Scolpitele nel vostro cuore

stando in casa andando per via,

coricandovi, alzandovi.

Ripetetele ai vostri figli.

O vi si sfaccia la casa,

la malattia vi impedisca,

i vostri nati torcano il viso da voi.

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E vogliamo concludere con un’altra poesia, Prima vennero…, attribuita al pastore tedesco Martin Niemoller, sull’inattività degli intellettuali tedeschi in seguito all’ascesa al potere dei nazisti e alle purghe dei loro obiettivi, gruppo dopo gruppo:

Prima vennero a prender gli Zingari

e fui contento, poiché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli Ebrei

e stetti zitto, poiché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prender gli Omosessuali

e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prender i Comunisti

e io non dissi niente, perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me,

e non c’era rimasto nessuno a protestare.

Il “Libro dei sogni” di Federico Fellini

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Il 20 gennaio 2020 Federico Fellini avrebbe compiuto 100 anni: la sua città natale, Rimini, e tutto il mondo celebrano questo grande artista del cinema italiano.

 

Noi vogliamo parlarvi oggi di un aspetto di Fellini che non tutti conoscono: la sua incredibile fantasia e il suo talento artistico di disegnatore caricaturista.

 

 

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Queste immagini che vedete riprodotte fanno parte del famoso Libro dei sogni  cioè un diario, tenuto da Federico Fellini dalla fine degli anni Sessanta fino all’agosto 1990, in cui il grande regista ha riportato fedelmente i suoi sogni e i suoi incubi notturni sotto forma di disegni, o nella sua stessa definizione di “segnacci, appunti affrettati e sgrammaticati”.

 

 

È un libro davvero unico, un coloratissimo viaggio negli sterminati territori della fantasia di un genio, pubblicato in collaborazione con la Fondazione Fellini di Rimini.

Il Libro dei sogni è prima di tutto un libro di narrazione dell’inconscio.
Riorganizzato in tre grandi “tappe creative” di riferimento, (1960/1964, 1965/1970, 1973/1990) questo trentennio di sogni è una fonte inesauribile di ricerca per i futuri cultori della psicologia del profondo ma soprattutto per gli appassionati di cinema.

I tre volumi contengono i testi:

PREFAZIONE
• L’inconscio digitale di Federico Fellini
 di Mario Guaraldi

APPENDICI
• Segnacci di sogno
 di Paolo Fabbri
• Stili narrativi dei sogni: la trama aperta di Fellini di Piero Meldini
• Fellini al femminile: i sogni attraverso la scrittura di Silvia Lazzari
• Ritorni e navigazioni: le fortune e le sfortune di Fellini nel web di Delia Tasso
• Topolino, Giulietta e Federico
• Fellini Oniricon in Second Life di Livio Mondini                                                                      • Filmografia
• Indice dei nomi

 

Una gentile lettera dal Brasile!

Questa nuova testimonianza ci arriva da una professoressa che collabora con noi da diversi anni per la revisione del nuovo materiale didattico, Maria do Carmo Franceschini Ekman.  Brasile 7

Maria do Carmo vive a Taubaté, vicino a San Paolo e pubblichiamo con molto piacere la lettera con il racconto della sua esperienza.

“Mi chiamo Maria do Carmo Franceschini Ekman e sono italo-brasiliana. Faccio l’insegnante di italiano da moltissimi anni.

Mi piacerebbe raccontare una piccola storia a tutti quelli che leggeranno queste righe.

brasile 5Parlare di “Un Tuffo nell’Azzurro” è come parlare di un caro amico che ho conosciuto quando ho vissuto in Svezia a Gotemburgo.

Lì ho aperto il Comitato di Gotemburgo della “Società Dante Alighieri” del quale sono stata presidente e ho lavorato come insegnante di italiano in due scuole di lingue. Ma avevo un problema: non riuscivo a trovare in tutta Scandinavia un libro di italiano solo in italiano. C’erano parecchi libri ma con tanta traduzione in svedese o inglese. E gli allievi, di ogni nazionalità non riuscivano a memorizzare i vocaboli italiani, guardavano sui libri soltanto la loro madrelingua.

Ero praticamente disperata quando un’amica italiana, anche lei insegnante di italiano, mi ha dato il recapito di Patrizia Bacci. E da quel momento in poi il mio problema è stato risolto con “Un Tuffo nell’Azzurro”.

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Può sembrare un libro semplice, però ideato e scritto da due linguisti pieni di competenza grammaticale e pedagogica. E la cosa più bella, è tutto in italiano!

Subito ho cominciato a usarlo e siccome è stato gradito dai miei allievi, non ho più smesso di indicarlo. In Svezia è stato, ed è ancora un vero successo e lo è pure qui in Brasile.

Nel 2011 ho finalmente conosciuto gli autori di persona perché sono stati qui da me a Taubaté dove abito. Mi è sembrato di conoscerli da sempre! 

 

Adesso impartisco lezioni private sempre con il loro materiale didattico.

E questo libro si è anche rivelato come un prezioso strumento di lavoro sia nelle lezioni di presenza che nelle lezioni on-line che impartisco ad allievi sparsi in diversi paesi europei. Spiegazioni chiare, note culturali, un glossario che è un vero gioiello, giochi, esercizi che funzionano, ecco alcuni pregi di questo lavoro.

 

Desidero che il libro non cambi molto, però gli esercizi con gli articoli determinativi potrebbero essere molti di più. Se potessi chiedere ancora qualche altra cosa, allora penserei al CD che potrebbe diventare un USB, giacché i nuovi computer non hanno più con il lettore CD. E il libro cartaceo potrebbe diventare virtuale. Bene, sarebbe una cosa a cui pensare, no?

 

Auguro a tutti gli insegnanti di italiano che siano tanto felici utilizzando questo libro per i loro corsi come lo sono io fino ad oggi  Un grande saluto a tutti dal Brasile! “

Grazie di cuore, Maria do Carmo!  

Esperienze di insegnamento dell’ITALIANO LS – L2: Serena Neri

Abbiamo ricevuto una nuova testimonianza che pubblichiamo con molto piacere, Serena Neri che ci scrive da Montevarchi, un paese in provincia di Arezzo:

“Ho iniziato ad insegnare italiano un po’ per gioco un po’ per sfida e alla fine è diventato il mio lavoro. Da più di dieci anni insegno a Firenze con target sempre diversi e ogni volta stimolanti: studenti delle scuole dell’obbligo, adulti, studenti universitari, ricercatori e dottorandi e studenti a bassa scolarizzazione.

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Tra tutte le esperienze di questi anni vorrei raccontare quella che sto facendo alla scuola InAltreParole a Firenze, nata due anni fa all’interno dell’Istituto Verdi, dove lavoro con studenti migranti a bassa scolarizzazione, che il più delle volte non hanno una grande motivazione. La sfida allora diventa quella di riuscire a reinventarsi come insegnanti e reinventare il nostro modo di insegnare, cercando così di guadagnare la loro fiducia.

Qual è l’interesse verso la lingua italiana? Per quali motivi i tuoi studenti sono interessati a studiare italiano? 

“E’ solo la lingua che rende uguali” -Don Lorenzo Milani-

Per i miei studenti, l’interesse verso l’apprendimento\acquisizione dell’italiano è legato ad aspetti concreti di vita quotidiana qui in Italia. L’italiano è visto come lingua della comunicazione orale, come ponte, come passaggio momentaneo e non definitivo per esprimere bisogni concreti. E’ stato perciò interessante chiedere ai miei studenti dove collocherebbero all’interno di un corpo umano le lingue che conoscono, visto che ognuno di loro conosce e parla almeno tre o quattro lingue oltre all’italiano. La scelta è stata difficile, molti sono rimasti davanti alla silhouette per un po’ prima di attaccare i cartellini dove avevamo scritto i nomi delle diverse lingue conosciute, parlate, usate nei loro paesi, ma il risultato finale è stato molto interessante. È stato difficile ed interessante anche per me, fermarmi a riflettere e chiedermi dove avrei voluto mettere l’italiano, la mia lingua materna: testa? cuore? pancia? Alla fine ho deciso per la pancia, luogo delle emozioni vere, innate, spontanee.

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Mohammed, 20 anni, dal Senegal
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Abdul, 19 anni, dal Niger
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L’uomo di Babele (a.s. 2018/19). Classe Rossa

Quali difficoltà incontrano?

“Io non apprendo che ciò che per me ha un senso” (Carl Rogers)

I miei studenti incontrano molte difficoltà nel passaggio da lingua orale a quella scritta. La competenza orale che hanno acquisito non corrisponde ad una pari competenza scritta. Le loro difficoltà sono anche le mie, perché ogni giorno è necessario reinventare e sperimentare una didattica che li supporti proprio in questo. Per questo motivo ho iniziato a reiterare alcune parti delle lezioni, ad esempio durante la fase iniziale, momento delicato di arrivo, di accoglienza, attivazione e di continue interruzioni (chi arriva tardi, chi deve prendere il quaderno e il libro, chi vuole firmare). La mia lezione con studenti preA1 inizia sempre con la domanda:

  • “Che giorno è oggi?”

La risposta orale è sempre veloce e precisa, ma la scrittura della data – giorno e mese – non è mai immediata e spontanea. Gli studenti, in particolare i più deboli, hanno sempre bisogno di qualche minuto di riflessione prima di riuscire a scriverlo alla lavagna. Gli errori cerchiamo di correggerli riflettendo sui suoni e ripetendoli più e più volte, prima io e poi loro, fino alla corretta pronuncia. A questa domanda, faccio seguire altre domande più o meno legate all’argomento

  • “Che tempo fa oggi?”
  • “Cosa mangi oggi?”
  • “Quando vai a fare la spesa?”
  • “Cosa fai oggi?

La modalità di svolgimento è sempre la stessa, in questi casi però viene richiesta la composizione di una frase minima: risposta orale più o meno corretta, ma sempre comprensibile e passaggio alla scrittura, per poi procedere alla correzione per tentativi, fino ad arrivare alla parola ed infine alla frase corretta.

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Concludo questo mio intervento con queste belle parole di Platone, che riassumono e ben descrivono il contesto di apprendimento e di insegnamento.

“La conoscenza che viene acquisita con l’obbligo non fa presa nella mente. Quindi non usate l’obbligo, ma lasciate che la prima educazione sia una sorta di divertimento; questo vi metterà maggiormente in grado di trovare l’inclinazione naturale.”