Commenti e consigli di Fiorenza da Tel Aviv

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Salve, mi chiamo Fiorenza Cevidalli ed insegno da molti anni all’Istituto Italiano di Cultura di Tel Aviv.

 

 

In  Israele la lingua e la cultura italiana sono apprezzate  da persone di ogni età.

La percentuale di adulti ed anziani è molto alta . Questo è il motivo per cui abbiamo adottato un testo di base con l’impostazione metodologica più  adatta.

L’approccio alla lingua parlata e scritta è più graduale e  la comprensione grammaticale molto semplificata.

Dal mio  punto di vista considero“Un tuffo nell’azzurro” ben strutturato e divertente.

Uso “Un tuffo nell’azzurro” con studenti giovani  fortemente motivati e l’ho consigliato anche ad autodidatti di livello B1-B2 perche’ è fonte di testi ricchi e stimolanti.

Quello che si potrebbe aggiungere è un maggiore supporto grafico nell’insegnamento di nuovi vocaboli  nei corsi principianti.

Per esempio nel corso principianti, alla lezione 1, non si devono introdurre troppi nuovi vocaboli  ed aggettivi senza una premessa grafica che li aiuti a riconoscerli ed impararli.

Un altro tipo di imput grafico potrebbe aiutare gli studenti ad affrontare e risolvere meglio  la comprensione delle espressioni metaforiche  o figurate.

Vi ringrazio per esservi rivolti a noi come “parti in causa” nella diffusione di questa meravigliosa lingua!”

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Una gentile lettera dal Brasile!

Questa nuova testimonianza ci arriva da una professoressa che collabora con noi da diversi anni per la revisione del nuovo materiale didattico, Maria do Carmo Franceschini Ekman.  Brasile 7

Maria do Carmo vive a Taubaté, vicino a San Paolo e pubblichiamo con molto piacere la lettera con il racconto della sua esperienza.

“Mi chiamo Maria do Carmo Franceschini Ekman e sono italo-brasiliana. Faccio l’insegnante di italiano da moltissimi anni.

Mi piacerebbe raccontare una piccola storia a tutti quelli che leggeranno queste righe.

brasile 5Parlare di “Un Tuffo nell’Azzurro” è come parlare di un caro amico che ho conosciuto quando ho vissuto in Svezia a Gotemburgo.

Lì ho aperto il Comitato di Gotemburgo della “Società Dante Alighieri” del quale sono stata presidente e ho lavorato come insegnante di italiano in due scuole di lingue. Ma avevo un problema: non riuscivo a trovare in tutta Scandinavia un libro di italiano solo in italiano. C’erano parecchi libri ma con tanta traduzione in svedese o inglese. E gli allievi, di ogni nazionalità non riuscivano a memorizzare i vocaboli italiani, guardavano sui libri soltanto la loro madrelingua.

Ero praticamente disperata quando un’amica italiana, anche lei insegnante di italiano, mi ha dato il recapito di Patrizia Bacci. E da quel momento in poi il mio problema è stato risolto con “Un Tuffo nell’Azzurro”.

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Può sembrare un libro semplice, però ideato e scritto da due linguisti pieni di competenza grammaticale e pedagogica. E la cosa più bella, è tutto in italiano!

Subito ho cominciato a usarlo e siccome è stato gradito dai miei allievi, non ho più smesso di indicarlo. In Svezia è stato, ed è ancora un vero successo e lo è pure qui in Brasile.

Nel 2011 ho finalmente conosciuto gli autori di persona perché sono stati qui da me a Taubaté dove abito. Mi è sembrato di conoscerli da sempre! 

Adesso impartisco lezioni private sempre con il loro materiale didattico.

E questo libro si è anche rivelato come un prezioso strumento di lavoro sia nelle lezioni di presenza che nelle lezioni on-line che impartisco ad allievi sparsi in diversi paesi europei. Spiegazioni chiare, note culturali, un glossario che è un vero gioiello, giochi, esercizi che funzionano, ecco alcuni pregi di questo lavoro.

Desidero che il libro non cambi molto, però gli esercizi con gli articoli determinativi potrebbero essere molti di più. Se potessi chiedere ancora qualche altra cosa, allora penserei al CD che potrebbe diventare un USB, giacché i nuovi computer non hanno più con il lettore CD. E il libro cartaceo potrebbe diventare virtuale. Bene, sarebbe una cosa a cui pensare, no?

Auguro a tutti gli insegnanti di italiano che siano tanto felici utilizzando questo libro per i loro corsi come lo sono io fino ad oggi  Un grande saluto a tutti dal Brasile! “

Grazie di cuore, Maria do Carmo!  

75esima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia

Sta per cominciare la 75esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia che si terrà dal 29 agosto all’8 settembre 2018 al Lido. 

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Il festival, diretto da 
Alberto Barbera, in un’edizione che si preannuncia particolarmente interessante,  quest’anno vede come “padrino” Michele Riondino

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e può contare sulla partecipazione dei due Leoni d’oro alla carriera, David Cronenberg e  Vanessa Redgrave.

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La giuria del Concorso è presieduta da 
Guillermo Del Toro ed è formata da grandi nomi del cinema come Paolo Genovese, Christoph Waltz, Naomi Watts.

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Ecco alcuni film che verranno presentati a Venezia75.

Per il CONCORSO UFFICIALE:
First Man di Damien Chazelle (Film d’apertura)

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Roma di Alfonso Cuarón (la storia, in parte autobiografica, è ambientata in Messico, e Roma è la zona residenziale in cui vivono i protagonisti)

Capri-Revolution di Mario Martone (La storia – sceneggiata da Martone insieme allamoglie, Ippolita Di Majo – prende spunto dalla vita di Karl Wilhelm Diefenbach, artista, pacifista e nudista tedesco che, in veste di pittore, si distinse come esponente indipendente del movimento Art Nouveau e del Simbolismo. Martone ha scoperto i quadri dell’artista sull’isola di Capri dove Diefenbach è morto nel 1913, collocate presso la Certosa di San Giacomo, ove è stato costruito un museo a lui dedicato.) 

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What You Gonna Do When the World’s On Fire di Roberto Minervini

At Eternity’s Gate dJulian Schnabel 

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Suspiria di Luca Guadagnino (il regista fa un omaggio ad uno dei più grandi narratori del terrore: Dario Argento, rivisitando uno dei suoi film più celebri)

FUORI CONCORSO, fra gli altri:

Driven di Nick Hamm (film di chiusura)

A Star Is Born di Bradley Cooper

Una storia senza nome di Roberto Andò venezia 18 6

A Tramway in Jerusalem di Amos Gitai

A Letter to a Friend in Gaza di Amos Gitai

Aquarela di Victor Kossakovski

El Pepe – Una vida suprema di Emir Kusturica

Isis, Tomorrow. We Lost Souls of Mosul di Francesca Mannocchi, Alessio Romenzi 

Nella sezione ORIZZONTI, fra gli altri:

Sulla mia pelle di Alessio Cremonini (Film d’apertura)

Deslembro di Flavia Castro

Un giorno all’improvviso di Anna Foglietta

Amanda di Mikhael Hers

La profezia dell’armadillo di Emanuele Scaringi

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Nella sezione SCONFINI:

Blood Kin di Ramin Bahrani

Il banchiere anarchico di Giulio Base

Il ragazzo più felice del mondo di Gipi

Arrivederci Saigon di Wilma Labate

The Tree of Life (Extended Cut) di Terrence Malick

Camorra di Francesco Patierno

E fra le PROIEZIONI SPECIALI:

L’amica geniale di Saverio Costanzo

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The Other Side of the Wind di Orson Welles

Il diario di Angela di Yervant Gianikian

Conoscete alcuni di questi registi, attori ed autori cinematografici?

Che cosa pensate del cinema italiano e del cinema internazionale?

Vi piacerebbe partecipare a questo o ad un altro festivale di cinema?

Suggerimenti e osservazioni di Vera Belikova

Foto Belikova2Abbiamo ricevuto una nuova testimonianza di insegnamento della lingua italiana Ls – L2 ed osservazioni sul nostro materiale didattico da parte di Vera Belikova che si occupa di insegnamento della lingua inglese per gli adulti presso un associazione culturale a Spilimbergo (Friuli) e di lezioni di italiano e inglese su Skype per le persone da vari parti del mondo.

Attualmente ho molti studenti’ ci scrive Vera, “da Copenhagen, Parigi e Makhachkala (Dagestan). Ora abito e insegno a Spilimbergo (provincia di Pordenone), ma mi farebbe tanto piacere collaborare anche fuori dalla mia regione. condividendo la mia esperienza di insegnamento.

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In realtà non ho molta esperienza nell’insegnamento dell’italiano, piuttosto lavoro con l’inglese e il tedesco in quanto sono laureata in queste lingue. Però poco tempo fa una mia cara amica mi ha chiesto di farle un corso d’italiano perché fa fatica e relazionarsi e ad affidarsi a un altro insegnante. Così mi sono messa in gioco, mi piace sperimentare e allargare gli orizzonti.

Dopo aver fatto una ricerca di vari testi mi sono soffermata su Un Tuffo nell’azzurro per i 18987609_10212487377434551_321104495_oseguenti motivi:

è ben strutturato, segue un filo logico ben evidente;

è chiaro il passaggio da un tipo di esercizio all’altro;

c’è una buona gradualità dell’apprendimento;

ci sono tanti esercizi per il drilling grammaticale e lessicale;

già dall’inizio propone i temi lessicali che non si limitano con i temi di sopravvivenza, ma danno una buona base per l’apprendimento dei temi che ne vanno oltre.

Ho apprezzato tanto il fatto che il vostro testo è diverso dalla maggior parte dei testi di italiano come LS. L’ho interpretato come una testimonianza della vostra esperienza di lavoro e dell’amore per il proprio mestiere.

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In base alla mia conoscenza dei testi di inglese e tedesco come LS aggiungerei le seguenti attività:

– esercizi comunicativi in coppia o in piccoli gruppi per la pratica dei temi grammaticali;

– attività comunicative per le coppie o piccoli gruppi che si basano sulle interviste, sviluppo dei piccoli progetti, discussioni, giochi;

– linee guide su come “tuffarsi” nella lingua e imparare dai temi di interesse personale. Per esempio, ho uno studente di inglese che ha iniziato a parlare dopo anni e anni di studio solamente perché lo faccio parlare di tecnologia, dunque i temi che sono strettamente legati al suo lavoro e corrispondono ai suoi interessi personali. Nel suo caso io adatto gli articoli e i video delle media inglesi in modo da farli diventare il materiale didattico.Credo che un bravo insegnante e un testo buono devono innanzitutto dare allo studente gli strumenti per diventare autonomi nel futuro studio della lingua;

– l’uso dei video che danno un esempio di italiano parlato in maniera eccellente ma anche che possono provocare una discussione. Una proposta di video – attività potrebbe essere con i piccoli filmati che mettono in discussione i problemi di vita quotidiana, discutono la storia o presentano qualche personaggio famoso.

Spero che le mie osservazioni e informazioni vi possano essere utili, tanti saluti da Spilimbergo!’

Certamente, grazie mille Vera! 🙂

Esperienze di insegnamento dell’ITALIANO LS – L2: Igor Deiana

Grazie a Igor Deiana per  la sua interessante testimonianza che pubblichiamo con molto piacere: 

“Mi chiamo Igor, ho 29 anni e da 5 anni lavoro nell’ambito dell’insegnamento dell’italiano L2/Ls.                                                                                                                                  IgorMi sono formato presso l’Università degli Studi di Cagliari dove mi sono laureato sotto la guida di Cristina Lavinio con una tesi in linguistica educativa. Nella mia formazione come insegnante di italiano L2/Ls sono state fondamentali l’esperienza di tirocinio presso il Dipartimento di Italiano della School of European Studies della Cardiff University e il percorso di formazione intrapreso presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia per il conseguimento della certificazione CEDILS.

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Chi sono i tuoi studenti?

Durante l’anno scolastico appena conclusosi ho insegnato sia al CPIA 3 di Nuoro, sia al CIS (Centro Interdipartimentale per l’insegnamento dell’Italiano agli stranieri) dell’Università di Cagliari. Ho così avuto occasione di lavorare con dei gruppi di studenti completamente diversi l’uno dall’altro: esperienza tanto “sfidante” quanto in grado di farmi crescere personalmente e professionalmente.

Mentre nel primo caso ho seguito 4 classi formate nella loro totalità da giovani richiedenti asilo, nel corso tenuto presso l’università di Cagliari ho lavorato con un gruppo di 17 studenti Erasmus. Nonostante in ambedue le classi gli studenti fossero principianti assoluti, è emerso immediatamente come il lavoro da svolgere con le due utenze fosse completamente diverso. Infatti, oltre ai diversi bisogni che hanno spinto gli studenti dei due gruppi ad avvicinarsi ai corsi da me tenuti, l’esperienza con i migranti ha visto quasi un terzo degli studenti frequentanti non essere scolarizzato ed essere parzialmente alfabetizzato nella propria lingua madre.

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Per quale motivo i tuoi studenti sono interessati a studiare l’italiano?

Per quanto riguarda i richiedenti asilo il loro principale obbiettivo, oltre al conseguimento della certificazione di livello A2 utile al fine della richiesta del permesso di soggiorno, è lo sviluppo di una competenza comunicativa di base che permetta di affrontare i problemi della loro quotidianità: andare in un ufficio autonomamente; leggere, comprendere e rispondere ad un annuncio di lavoro o immobiliare, andare dal medico, saper inviare una somma di denaro nel proprio paese d’origine. Gli studenti hanno, inoltre, manifestato un forte interesse verso gli usi e costumi italiani. Per questo motivo sono state fornite delle nozioni di base di educazione civica atte a facilitare la comprensione della società italiana e delle regole, implicite ed esplicite, che ne determinano il funzionamento. Diversamente, gli studenti Erasmus, avendo seguito quasi esclusivamente lezioni in lingua inglese, hanno manifestato un forte interesse nei confronti di una varietà di lingua colloquiale e informale utile e spendibile nella quotidianità vissuta da giovane Erasmus.

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Quali sono gli elementi che hanno accomunato queste due situazioni?

Un elemento che ha accomunato i due corsi è stato il metodo. Infatti, nonostante le differenze dei gruppi abbiano determinato una diversa programmazione delle attività, in ambedue i casi la didattica si è caratterizzata per il ricorso ad un metodo diretto. Questo ha consentito agli studenti di comprendere le informazioni trasmesse direttamente nella lingua target, l’italiano, senza l’ausilio di traduzione ma grazie all’ausilio di immagini, materiali autentici, canzoni, video e in particolare per mezzo della drammatizzazione da parte dello stesso insegnate (piuttosto che tradurre il verbo cadere, ho sempre preferito far finta di inciampare nel mezzo della classe). In questo modo, oltre a rendere il clima più informale e colloquiale (gli studenti percepiscono più vicino a loro un insegnante che si mette in gioco e che non ha paura di staccarsi dalla “cattedra-piedistallo”), le ragazze e i ragazzi hanno imparato ad associare le parole o le frasi ai significati in modo diretto e hanno sviluppato delle strategie che permetteranno loro di comunicare anche con persone che non conoscono la loro lingua madre.

Quali sono gli elementi che hanno differenziato queste due situazioni?

Oltre a quanto determinato dal pregresso percorso di studi svolto dai componenti dei gruppi (è completamente diverso lavorare con studenti che hanno conseguito il diploma, rispetto ad entrate in una classe in cui la maggior parte degli utenti non ha nemmeno terminato la scuola primaria), una delle principali differenze riguarda il materiale disponibile e rintracciabile sia in rete sia nell’editoria. Mentre nell’ambito dell’insegnamento dell’italiano ad Erasmus e, più in generale, ad un pubblico scolarizzato, sono disponibili numerosi titoli, ho avuto modo di notare come, nonostante alcune case editrici si stiano iniziando ad attivare, siano ancora pochi i manuali e i portali consultabili per il reperimento di materiali rivolti ad un’utenza particolare come quella dei richiedenti asilo. Per questo motivo, la maggior parte delle attività svolte durante i corsi tenuti al CPIA sono il frutto di materiali personalmente didattizzati dal docente.

Quali sono le difficoltà maggiori che incontrano i tuoi studenti durante lo studio?

Non potendo segnalare particolari difficoltà incontrate dagli studenti Erasmus, nel corso dell’anno scolastico sono emerse delle problematicità all’interno delle classi composte dai richiedenti asilo. Oltre ai problemi legati dalla loro bassa scolarizzazione, è chiaro come la “precarietà” e le incertezze che caratterizzano lo status dei richiedenti asilo influisca sul regolare andamento dell’attività didattica. Infatti, la paura di non ottenere il permesso di soggiorno, il non avere un lavoro e una stabilita economica, la mancanza dei propri cari possono influenzare negativamente la motivazione allo studio. Allo stesso modo impegni personali e lavori saltuari possono determinare una frequenza discontinua che molto spesso va ad inficiare un buon rendimento.