Esperienze di insegnamento dell’ITALIANO LS – L2: Martina Scattolin

martina 3Pubblichiamo con piacere la testimonianza di una giovane insegnante che ci racconta la sua esperienza, Martina Scattolin.

“Ho iniziato ad insegnare italiano per caso nel 2013 come volontaria in alcune associazioni di Roma. Dopo una laurea magistrale in Linguistica Applicata con una specializzazione in Didattica dell’italiano alla Ca’ Foscari di Venezia, ho collaborato e organizzato laboratori di italiano L2 in alcuni istituti comprensivi della capitale.

Spinta dalla curiosità e dalle possibilità della didattica online, ho cominciato ad insegnare tramite piattaforme come italki e privatamente tramite Skype nel settembre del 2016.

Da allora ho svolto più di 2500 ore di lezione con studenti da tutto il mondo. Al momento vivo tra e giro il mondo grazie al mio lavoro.

Ho un sito internet www.italianbites.org e un canale youtube (con lo stesso nome), e al momento sto collaborando al Second Language Acquistion Workshop Podcast per la diffusione di teorie e tecniche per l’insegnamento delle LS-L2 in modalità online.

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  1. Quali sono i motivi principali che spingono i tuoi studenti a studiare l’italiano?

Il bello della didattica online è che entri in contatto con un bacino molto più ampio di utenti rispetto ad un’esperienza in una scuola o in un’associazione. Ad oggi posso dire che ho avuto studenti interessati all’italiano “semplicemente” per cantare Pavarotti e altri perchè volevano impressionare la mamma (italiana) del proprio compagno.

In realtà, generalizzando, la maggior parte degli studenti mi contatta perché vuole migliorare il proprio italiano, principalmente per viaggiare, per passione (“aaaah! Il suono dell’italiano… sembra una poesia!”) o perché sono discendenti di italiani e vogliono riconnettersi con le proprie radici, o magari andare a trovare la nonna che ancora vive in quel piccolo paesino sperduto…

  1. Quali sono le difficoltà maggiori che incontrano gli studenti durante lo studio?

In genere vengo contattata da studenti che hanno iniziato da autodidatti. Il che significa che hanno fatto incetta di libri, podcast ed eserciziari, ma non sanno bene come procedere. Molto spesso – fortunatamente – mi capita di iniziare a lavorare con studenti che conoscono già un’altra lingua, quindi hanno più chiaro il processo di apprendimento e “quello che devono (e preferiscono) fare”.

La maggior parte dei miei studenti è di madrelingua inglese, il che mi ha permesso di osservare -a livello genereale – che vi è una carenza della conoscenza della grammatica di base della propria lingua, che genera difficoltà e confusione se si adotta un approccio troppo grammaticale.

Un’altra cosa interessante che molti studenti mi hanno riferito è il bisogno di essere guidati nel marasma delle risorse online per trovare materiale di qualità e ad un giusto livello, soprattutto per quanto riguarda il parlato spontaneo, video e podcast che servano da “alternativa” a dialoghi che – secondo loro – sono troppo rigidi e formali.

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  1. Che cosa credi che manchi per una maggiore diffusione dello studio della lingua italiana?

Sicuramente il riconoscimento in toto del docente di lingua italiana L2-LS, nonostante i più recenti (minuscoli) sforzi facciano presagire in un cambiamento in meglio.

Inoltre, in questo momento stiamo assistendo a un’innovazione nella struttura dell’apprendimento linguistico, una struttura dove lo studente ha il potere assoluto (o quasi) di selezionare e costruire il proprio processo di apprendimento tramite video lezioni, materiali adatti al proprio ritmo e stile di apprendimento, spesso associati a insegnanti privati online, qualificati e accessibili da qualsiasi dispositivo.

Pertanto credo che sia fondamentale modernizzare i materiali presenti online: ci stiamo dirigendo verso una didattica 4.0 e mi sembra che – nonostante il panorama cartaceo si stia strategicamente innovando per il contesto classe – l’approccio alle risorse online ed interattive sia ancora a livello embrionale rispetto ad altre lingue.”

C’è vero progresso solo quando i vantaggi di una nuova tecnologia diventano per tutti” – Henry Ford

“L’italiano giuridico e il «Lessico pratico» in un’ottica europea” di M.C. Coccoluto

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Maria Cristina Coccoluto è professoressa di italiano lingua straniera e giornalista accreditata alle Istituzioni europee a Bruxelles dal 2003. Ha scritto questo interessante articolo in cui ci racconta la sua esperienza:

“Di formazione giuridica, nel 2007 ho avviato il primo corso di italiano giuridico di gruppo all’Istituto Italiano di Cultura. Interpreti, traduttori, avvocati, giuristi linguisti, funzionari di aziende che lavorano con l’Italia: un’iniziativa di successo, proseguita fino a oggi. Quando, nel 2013, uno studente di Giurisprudenza di Gent, che doveva partire per l’Erasmus in Italia, ci comunica che non poteva venire a Bruxelles con facilità, ci siamo inventati i corsi a distanza, via skype, che continuo a dare con frequenza in diversi Paesi europei.

Lessico_Collège

Nel 2014 vengono attivati i corsi di italiano nella sede di Bruges del Collège d’Europe dove, a gran richiesta degli studenti, tengo anche seminari di italiano giuridico e politico.

Comincia nel 2015 la collaborazione con AIIC Belgio, Associazione Internazionale Interpreti di Conferenza, con la direzione della formazione per gli interpreti al Parlamento europeo e alla Corte di Giustizia dell’UE: i primi seminari di italiano giuridico tenuti all’interno dell’Istituzione di Lussemburgo!

Sono del 2016 i primi corsi intensivi allo SCIC, il Servizio Comune Interpretazione e Conferenze della Commissione europea.

CollègeEuropeBrugesIn pochi anni, dunque, le esigenze della formazione linguistica nell’Unione europea cambiano. La contestualizzazione, l’apprendimento dell’italiano tecnico diventano necessari per ben interpretare e tradurre. Per usare i termini giusti bisogna conoscere a fondo il significato dei corrispondenti.

Chi sa spiegare la differenza tra il GIP e il GUP? E tra impresa, azienda e ditta? Cosa è l’incidente probatorio? Il PM è un giudice o un avvocato?

E perché c’è chi traduce il whistleblower inglese nell’italiano “informatore” – parola del linguaggio comune che non rende certo l’idea del “segnalante di fatti illeciti”, come correttamente lo definisce la legge italiana?

maria coccolutoNasce così il «Lessico pratico di italiano giuridico per stranieri» (Istituto Armando Curcio University Press), presentato al Parlamento europeo di Bruxelles, in un evento dal titolo «L’italiano lingua di lavoro in un’ottica europea».

Un Lessico pratico, perché vuole essere uno strumento di lavoro utile nel concreto. In cabina (per gli interpreti), in aula (per i professori) o in studio (per i professionisti), è strutturato in ordine alfabetico per favorire una facile consultazione, ed è arricchito dalla comparazione per guidare la comprensione anche di chi – italiano o straniero – giurista non è.

E, soprattutto, europeo, nell’ottica di una auspicata futura collocazione dell’italiano – a pieno titolo – tra le lingue di lavoro dell’UE.”

ParlamentoEuropeo

www.italianodeldiritto.com

L’Albero di Natale più grande del mondo

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Questo è l’albero di Natale di Gubbio considerato l’albero di Natale più alto del mondo: infatti è entrato nel Guinness dei Primati nel 1991.

Si tratta di una serie di luci disseminate lungo le pendici del Monte Ingino, sotto il quale si trova la splendida città medievale di Gubbio.

Ecco i numeri di questo incredibile lavoro che ogni anno vede all’opera tanti volontari per circa 1900 ore:

  • 650 metri l’altezza dell’albero;
  • 350 metri la larghezza;
  • 260 luci per disegnare la sagoma dell’albero + 270 luci all’interno dell’albero;
  • 200 luci per disegnare la stella;
  • 8.500 metri di cavi elettrici per i collegamenti fra le luci;
  • 1.900 le ore di lavoro necessarie per montare l’albero.
    albero-gubbio

L’albero di Gubbio è stato realizzato per la prima volta nel 1980 e da allora ogni anno viene acceso la sera del 7 dicembre e resta illuminato quest’anno fino a domenica 13 gennaiodalle 17:00 a mezzanotte  con ingresso libero ogni giorno.

Un’opera davvero spettacolare che è diventata ormai una tradizione per il territorio e per tutta l’Umbria e non solo. Quest’anno infatti il 10 e l’11 dicembre una delegazione della città si è recata a S. Stefano di Rogliano, un piccolo comune che si trova in Calabria, per la cerimonia di accensione di un albero ispirato e dedicato a quello di Gubbio.

Questo è il sito internet ufficiale           www.alberodigubbio.com
Vi  ricordiamo che è possibile, come ogni anno, “adottare” una o più luci dell’albero per dedicarla a qualcuno o a qualcosa. La stella cometa per l’edizione 2018 è un omaggio a tutte quelle persone (come Vigili del fuoco o volontari di Protezione Civile) che mettono la loro vita a rischio per salvare quella degli altri: le luci vengono adottate con un importo simbolico di 10,00 € cadauna e sono disponibili fino ad esaurimento. Gli importi ricavati dalle adozioni sono a parziale copertura delle spese per l’energia elettrica necessaria al funzionamento dell’Albero di Natale più grande del mondo.

http://adottaunaluce.dotstage.net/

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Esperienze di insegnamento dell’ITALIANO LS – L2: Francesca Margherita Gelosa

francesca gelosa 2Francesca Margherita Gelosa vive a Milano e ha da poco iniziato a insegnare italiano agli stranieri presso una scuola privata  Ci ha mandato questa sua interessante testimonianza:

“Dopo la Laurea Magistrale in Linguistica e due tirocini presso università estere, ho conseguito la certificazione DITALS II e ho proseguito la mia formazione seguendo diversi webinar dedicati alla glottodidattica.

Per quali motivi i tuoi studenti sono interessati a studiare l’italiano?

L’utenza della scuola in cui insegno è principalmente di due tipi: c’è chi ha seguito il proprio partner e vuole imparare la lingua per inserirsi meglio nel contesto milanese, e chi invece si è trasferito per motivi di studio e, in attesa di trovare lavoro, vuole migliorare le proprie abilità comunicative in italiano. Moda e canto lirico sono i settori formativi che attirano la maggior parte degli stranieri che si è trasferita per motivi di studio.

Quali sono le difficoltà maggiori che incontrano gli studenti durante lo studio?

In più della metà dei casi la L1 degli studenti è tipologicamente distante dall’italiano: apprendenti russofoni, sinofoni e arabofoni incontrano inizialmente un grosso ostacolo nella pronuncia di alcuni fonemi oltre che nell’abbinamento suono-segno. Tra quelli che hanno appreso l’inglese come LS, alcuni cercano di strappare all’insegnante la traduzione letterale di una parola o un’espressione e non si fidano quando questi spiega loro che la comprensione di quella parola non è importante in quel momento. Manifestano, insomma, la necessità di capire tutto e subito e avvertono frustrazione quando il significato di un elemento –non rilevante in quel momento- rimane oscuro. La complessità della grammatica e la presenza di molte eccezioni è un altro ostacolo, che spesso genera frustrazione. Nelle mie classi si creano dubbi e insicurezza quando in un esercizio emerge un uso differente di una struttura o una irregolarità inaspettata: è quindi difficile, da un lato, trovare materiale che si adatti totalmente al livello della classe, dall’altro, abituare la classe a sorvolare e/o gestire elementi imprevisti. Da ultimo, noto che per la necessità di seguire il sillabo prestabilito, lo studente non ha tempo di godere dei propri progressi: non fa in tempo ad essere soddisfatto dei propri traguardi e a praticare le strutture apprese che subito subentra un argomento nuovo.

francesca gelosa

Che cosa credi che manchi per una maggiore diffusione dello studio della lingua italiana?

Credo che l’insegnante di italiano L2/LS sia ancora poco riconosciuto nella sua professionalità. Il maggior riconoscimento di questa figura porterebbe di conseguenza a un maggior riconoscimento della lingua che insegna. Inoltre, la didattica in generale, compresa quella dell’italiano come lingua straniera, dovrebbe essere in grado di sfruttare le nuove tecnologie e gli strumenti che ancora pochi insegnanti utilizzano (Edmodo, Padlet, EdPuzzle per citarne alcuni). Se la didattica è percepita come “antica”, anche il suo contenuto diventa meno attraente. La creazione di blog, poi, di newsletter, di eventi di presentazione e promozione è uno strumento che le scuole e gli istituti di lingua dovrebbero – a mio parere – sfruttare maggiormente.”

Milano

 

Esperienze di insegnamento dell’ITALIANO LS – L2: Marika Romano

Abbiamo ricevuto una nuova testimonianza da parte di una docente d’italiano L2/LS, che ci racconta la sua interessante esperienza, grazie Marika!

Ciao a tutti, sono Marika Romano, laureata in Lingue e Letterature Straniere con indirizzo linguistico e didattico all’Università di Cà Foscari, Venezia.

Da sei anni sono docente d’italiano in un College inglese, nel Dorset. Inoltre preparo gli studenti d’interscambio per gli esami d’italiano e di tanto in tanto sono esaminatrice.

marika

Dal 2012 insegno online, su Skype o FirstTutor (/www.firsttutors.com/uk/languages/teacher/marika.italian/) e devo dire che è un mercato in continua crescita.

La flessibilità e la comodità di raggiungere parlanti nativi senza muoversi da casa offre innumerevoli vantaggi sia allo studente che al docente. È bellissimo poter insegnare e imparare in pigiama! 🙂

Dal 2017 ho iniziato a collaborare con un sito web per la creazione di materali didattici (https://onlineitalianclub.com/ ) e ho scritto alcuni articoli sull’insegnamento dell’italiano (https://italianoxstranieri.com/)

A breve usciranno due letture graduate digitali (B1 e C1) in italiano per studenti stranieri, sempre per il sito web con cui collaboro.

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  • Qual è l’interesse verso la lingua e la cultura italiana nel tuo paese? Per quali motivi i tuoi studenti sono interessati a studiare l’italiano?

La maggior parte dei miei studenti appartiene alla terza età e ha una buona preparazione culturaleLe motivazioni primarie sono la passione per la lingua e la cultura del nostro paese. Altri studenti vorrebbero poter essere autonomi quando viaggiano in Italia, da turisti. Una piccola fetta consiste in figli d’immigrati italiani che vogliono imparare la lingua dei genitori e riconnettersi con le loro radici.

Vorrei aggiungere che lo studio dell’italiano come LS/L2 nelle scuole statali inglesi è piuttosto limitato e la concorrenza di altre lingue come lo spagnolo e il francese è schiacciante. Quindi l’apprendimento avviene principalmente tra adulti nei corsi privati.

  • Quali sono le difficoltà maggiori che incontrano i tuoi studenti durante lo studio?

Senza ombra di dubbio la difficoltà della grammatica italiana congiunta a una totale mancanza di base grammaticale da parte degli inglesi. L’insegnante si trova quasi sempre a dover spiegare prima la grammatica in inglese e poi in italiano.

Inoltre con l’avanzare degli anni gli studenti perdono molte delle loro capacità mnemoniche, quindi il docente deve ripetere molte volte (a questo proposito ho scritto anche degli articoli sulla terza età e insegnamento).

In aggiunta, la mancanza di esposizione alla lingua, al suo contesto extralinguistico, con conseguente difficoltà nella comprensione orale e, ultimo ma non meno importante, la natura prettamente simulativa della comunicazione, la scarsa spontaneità. L’importante è dare sempre un feedback positivo, incoraggiare gli studenti e far sì che si rendano conto dei progressi fatti.

  • Che cosa credi che manchi per una maggiore diffusione dello studio della lingua italiana?

Credo che sarebbe auspicabile una maggiore cooperazione tra l’Italia e gli altri Stati con un maggiore investimento e una politica linguistica più forte e capillare.

Il Governo italiano dovrebbe incrementare i fondi per la promozione della lingua e della cultura con attività extrascolastiche in italiano, per esempio rassegne di film, incontri in cui parlare solo italiano possibilmente con madrelingua, gite, laboratori artistici o culinari.

Ma in primis ritengo che siano gli italiani stessi a dover valorizzare la loro lingua e cultura, evitando forestierismi inutili. Il morbus anglicus (così definito da Arrigo Castellani) sta facendo regredire il lessico italiano, oscurandone la ricchezza e impoverendo la lingua.

Dobbiamo ricordare che l’italiano è la quarta lingua più studiata al mondo ed è un’enorme opportunità per far crescere la nostra economia. Dopotutto la nostra lingua è la voce del Made in Italy.

marika 3La nostra lingua è un bene comune. È un patrimonio di cultura, di bellezza, di storia e di storie, d’idee e di parole che appartiene a tutti noi, che vale, che ci identifica come individui, come cittadini e come Paese. Dovremmo averne cura.(Annamaria Testa)