Stati Generali della Lingua Italiana a Roma

stati generaliSi è svolta ieri lunedì 22 ottobre la 3° edizione degli Stati Generali della Lingua italiana nel mondo con un’ interessante conferenza a Villa Madama a Roma e un incontro con il presidente Mattarella.

Il panorama  presentato è confortante: sono aumentati del 4% gli studenti d’italiano nel mondo e la nostra lingua resta saldamente al quarto posto tra quelle più studiate al mondo dopo inglese, spagnolo e cinese. L’aumento dell’interesse per l’italiano è soprattutto evidente in quelle regioni che il ministro degli Esteri Moavero ha definito “strategiche per la nostra politica estera”.

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Ecco il testo dell’intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella:

Desidero rivolgere un saluto molto cordiale al Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Prof. Enzo Moavero Milanesi e al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, dott. Marco Bussetti, al Nunzio Apostolico, all’Ambasciatore della Confederazione Elvetica in Italia, al senatore Filippo Lombardi, presidente della Commissione politica estera del Consiglio degli Stati della Confederazione, ai Presidenti degli enti che hanno collaborato nella realizzazione della terza edizione degli Stati Generali della Lingua italiana nel mondo e a tutti voi che vi avete partecipato do il più caloroso benvenuto.

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Le prime due edizioni degli Stati Generali, nel 2014 e nel 2016, hanno nuovamente posto l’accento sulle attività di promozione della lingua italiana all’estero, dando impulso ad uno sforzo corale diretto al rinnovamento e alla modernizzazione degli strumenti e dei metodi didattici.

La terza edizione, quest’anno, conferma la volontà di proseguire questo cammino.

Lo dimostra il tema, “L’italiano e la rete, le reti per l’italiano”, posto al centro della vostra riflessione di questi giorni, come anche della XVIII Settimana della Lingua italiana nel mondo che si è appena conclusa.

Desidero ringraziarvi di quest’analisi – davvero molto opportuna – del legame tra la nostra tradizione linguistica e i nuovi mezzi di comunicazione, perché grazie a questo lavoro, senza sminuire il valore dei percorsi promozionali già sperimentati, si aprono nuovi orizzonti per la diffusione dell’italiano nel mondo e per la valorizzazione – anche in rete – dell’eredità artistica e culturale di questa civiltà.

Questo processo apre ovviamente l’italiano a influenze e continui mutamenti. Le relazioni tra i linguaggi espongono a reciproche contaminazioni.

E’ un fenomeno naturale e comune a tutte le lingue, che non deve impaurire, così come non desta preoccupazione a nessuno, nel mondo, la popolarità raggiunta dall’espressione di saluto “ciao”, senza che possa essere considerata veicolo di pretesa egemonia linguistica.

Istituzioni e centri di studio accompagnano l’evoluzione della nostra lingua senza che ne venga snaturata l’essenza né indebolite le fondamenta.

Del resto, il “vissuto” della nostra lingua – le più comuni esperienze sono quella italiana e quella ticinese – vede declinazioni proprie.

Valorizzare la propria cultura, di cui la lingua è espressione, non è un esercizio statico e conservativo.

Non si tratta soltanto di tutelare una ricchezza incastonata nella storia, ma di far vivere un patrimonio vivo, pratico, multiforme, con articolazioni che spaziano dai registri più “alti” agli usi più quotidiani e comuni.

La sfida, oggi, è, esattamente, come far fiorire la nostra lingua e cultura al tempo della mobilità, in cui, cioè, accanto alle comunità territoriali, sorgono comunità globali, talvolta solo virtuali, legate da linguaggi peculiari.

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Le reti dell’italiano nel mondo vanno dunque certamente al di là di accezioni consuete e includono italiani, italofoni e italofili: quella grande comunità di “italici” ai quali Piero Bassetti, non da oggi, chiede di rivolgere i nostri sforzi e la nostra attenzione.

I temi non sono né abusati né mediocri. 

A chi appartengono lingua e cultura italiane?

Per definizione ogni cultura ha natura e vocazione universale. Dunque non ha confini. La civiltà italica ha influenzato ed è alla base di civilizzazioni numerose.

Linguaggi come quelli della musica e delle arti figurative sono strettamente intrecciate al portato umanistico espresso, in lingua italiana, dalla letteratura.

La lingua è, per eccellenza, un “veicolo”.

L’espressione lingue “veicolari”, di uso comune, appare fuorviante.

Ciascuna lingua è veicolare: di rapporti sociali, di arte, di diplomazia, di affari, di identità.

La intensità di rapporti raggiunta ormai a livello internazionale suscita, per quanto riguarda la civiltà italica, un crescente interesse.

Vi è, in misura particolare, una vera e propria “fame” di Italia.

A questo occorre saper corrispondere con efficacia e senso del presente.

Non partiamo dal nulla: le comunità di origine italiana all’estero sono i primi, naturali, “moltiplicatori di italianità”, antenne capaci di ritrasmettere sia il forte carattere della tradizione, sia il Paese di oggi con la sua cultura, con il suo modo di vivere, di produrre e di lavorare, con la sua capacità di innovazione.

Un altro moltiplicatore, capace di rilanciare importanti rapporti con Paesi lontani è rappresentato dalla domanda di conoscenza dell’italiano che proviene dalle comunità estere presenti sul territorio nazionale.

Per coloro che sono giunti in Italia di recente, la lingua rappresenta il primo strumento nel cammino di integrazione.

Importante e prezioso è il ruolo svolto in questo campo dagli enti locali, dalle numerose associazioni della società civile e da tutte le istituzioni pubbliche e private coinvolte nell’insegnamento dell’italiano.

A conferma delle intuizioni sviluppate, e del lavoro svolto lodevolmente sin qui dalla pluralità di sforzi pubblici e privati, emerge poi la platea eccezionale di oltre due milioni e centomila persone in tutto il mondo, che, ogni anno, scelgono di studiare la nostra lingua perché “sanno” che si parla di italiano e in italiano nella musica, nel cinema, nell’arte, nel mondo letterario, nella vita di molte imprese, come anche nella moda, nello sport, nella cucina e in tanti altri campi.

Ognuno di questi settori funge da fonte di ispirazione e avvicina potenziali amici alle molteplici espressioni della nostra civiltà.

Una realtà che conferma, pur nella consapevolezza della diffusione territorialmente limitata di popolazioni di lingua madre italiana, come l’idioma di Dante, di Leonardo, di Marconi e Fermi, di Toscanini e di Fellini, di Alberto Giacometti, si propone all’estero come espressione veicolare di un patrimonio culturale a vocazione globale.

Senza dimenticare, peraltro, che lo studio della lingua italiana all’estero è una precondizione per attrarre talenti che contribuiscano a far crescere le competenze e le capacità del nostro Sistema Paese nel suo complesso.

Spesso, in occasione di incontri con altri Capi di Stato, raccolgo sollecitazioni, in particolare, per l’accesso alle nostre università, anche per corsi di perfezionamento, di studenti dei loro Paesi, sentendomi ricordare la crescita, nei loro sistemi di istruzione, di sezioni caratterizzate dall’apprendimento dell’italiano come lingua straniera.

Alcuni strumenti sono stati sperimentati con successo in questi anni – penso alla diffusione di contenuti multimediali, come ha ripreso a fare utilmente RaiItalia, alla cui trasmissione “L’Italia con voi”, ho voluto recentemente inviare un saluto ed esprimere un apprezzamento-; penso alla stampa e all’editoria in lingua italiana all’estero, per la quale è indispensabile il sostegno pubblico; penso alle traduzioni, alla produzione di contenuti audiovisivi, in cui può utilmente giocare un ruolo la Comunità Radiotelevisiva Italofona.

Serve, ora, uno scatto in più che veda una presenza in rete dell’italiano più capillare, attraente e innovativa.

L’impegno per sostenere la cultura italiana, per rafforzarne la diffusione attraverso l’insegnamento della lingua non può prescindere da una ancor maggiore sinergia tra tutti gli enti e i soggetti attivi in questo settore, siano essi pubblici o privati, nazionali o esteri.

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Vorrei ringraziarvi, quindi, non solo per l’intensa attività di promozione dell’italiano ma anche per lo sforzo che avete profuso in questi giorni per affinare strategie di diffusione e di condivisione di questo prezioso patrimonio.

Grazie e buon lavoro.

Commenti e consigli di Fiorenza da Tel Aviv

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Salve, mi chiamo Fiorenza Cevidalli ed insegno da molti anni all’Istituto Italiano di Cultura di Tel Aviv.

 

 

In  Israele la lingua e la cultura italiana sono apprezzate  da persone di ogni età.

La percentuale di adulti ed anziani è molto alta . Questo è il motivo per cui abbiamo adottato un testo di base con l’impostazione metodologica più  adatta.

L’approccio alla lingua parlata e scritta è più graduale e  la comprensione grammaticale molto semplificata.

Dal mio  punto di vista considero“Un tuffo nell’azzurro” ben strutturato e divertente.

Uso “Un tuffo nell’azzurro” con studenti giovani  fortemente motivati e l’ho consigliato anche ad autodidatti di livello B1-B2 perche’ è fonte di testi ricchi e stimolanti.

Quello che si potrebbe aggiungere è un maggiore supporto grafico nell’insegnamento di nuovi vocaboli  nei corsi principianti.

Per esempio nel corso principianti, alla lezione 1, non si devono introdurre troppi nuovi vocaboli  ed aggettivi senza una premessa grafica che li aiuti a riconoscerli ed impararli.

Un altro tipo di imput grafico potrebbe aiutare gli studenti ad affrontare e risolvere meglio  la comprensione delle espressioni metaforiche  o figurate.

Vi ringrazio per esservi rivolti a noi come “parti in causa” nella diffusione di questa meravigliosa lingua!”

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Settimana della Lingua Italiana 2018

Comincia oggi la Settimana della Lingua Italiana nel Mondo proposta dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale con un ricco programma di eventi, conferenze e dibattiti disponibile sul sito ufficiale del MAECI.

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Quest’anno la Settimana della Lingua Italiana nel Mondo avrà luogo dal 15 al 21 ottobre e il tema scelto (come tutti gli anni, vi è un tema portante), è L’ITALIANO E LA RETE, LE RETI PER L’ITALIANO”.

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Il rapporto fra la nostra lingua e il mondo di internet, i continui e repentini mutamenti che essa attraversa, le prospettive dischiuse dalle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione sono quindi alcuni degli argomenti che verranno discussi durante questa XVIII Edizione: un tema di grande attualità che consentirà di approfondire i legami e le influenze esistenti tra la lingua italiana, il mondo della rete internet, le nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione incluse le piattaforme sociali.

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La Settimana della Lingua Italiana nel Mondo è una manifestazione promossa dalla rete culturale e diplomatica ogni anno nella terza settimana di ottobre intorno ad un tema che funge da filo conduttore per l’organizzazione di un vasto programma culturale focalizzato intorno alla diffusione della lingua italiana. L’iniziativa nasce nel 2001 da un’intesa tra il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e l’Accademia della Crusca

Nel corso di questi diciotto anni la Settimana della Lingua ha finito per rappresentare – per il numero di attività messe in cantiere in contemporanea e in tutto il mondo – l’appuntamento privilegiato di promozione linguistica del MAECI. Questo si è potuto realizzare grazie al crescente coinvolgimento delle comunità dei connazionali e degli italofoni all’estero, delle istituzioni culturali Italiani nel mondo/ Dal 15 al 21 ottobre la settimana della lingua italiana nel mondolocali e di una schiera di scrittori, poeti, artisti, professori e accademici che hanno animato le edizioni di questi anni in modo appassionato in centinaia di conferenze, convegni, letture, corsi di aggiornamento, dando vita a un dialogo culturale e interculturale con altri scrittori, artisti, intellettuali e sezioni della società civile in tantissimi Paesi.

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La Settimana della Lingua Italiana è considerata probabilmente la manifestazione più importante per indagare e al tempo stesso esaltare  – rafforzandolo – il nostro idioma. L’Accademia della Crusca realizzerà un libro sul tema della manifestazione che sarà curato dal Prof. Giuseppe Patota e dal Prof. Fabio Rossi.

Una gentile lettera dal Brasile!

Questa nuova testimonianza ci arriva da una professoressa che collabora con noi da diversi anni per la revisione del nuovo materiale didattico, Maria do Carmo Franceschini Ekman.  Brasile 7

Maria do Carmo vive a Taubaté, vicino a San Paolo e pubblichiamo con molto piacere la lettera con il racconto della sua esperienza.

“Mi chiamo Maria do Carmo Franceschini Ekman e sono italo-brasiliana. Faccio l’insegnante di italiano da moltissimi anni.

Mi piacerebbe raccontare una piccola storia a tutti quelli che leggeranno queste righe.

brasile 5Parlare di “Un Tuffo nell’Azzurro” è come parlare di un caro amico che ho conosciuto quando ho vissuto in Svezia a Gotemburgo.

Lì ho aperto il Comitato di Gotemburgo della “Società Dante Alighieri” del quale sono stata presidente e ho lavorato come insegnante di italiano in due scuole di lingue. Ma avevo un problema: non riuscivo a trovare in tutta Scandinavia un libro di italiano solo in italiano. C’erano parecchi libri ma con tanta traduzione in svedese o inglese. E gli allievi, di ogni nazionalità non riuscivano a memorizzare i vocaboli italiani, guardavano sui libri soltanto la loro madrelingua.

Ero praticamente disperata quando un’amica italiana, anche lei insegnante di italiano, mi ha dato il recapito di Patrizia Bacci. E da quel momento in poi il mio problema è stato risolto con “Un Tuffo nell’Azzurro”.

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Può sembrare un libro semplice, però ideato e scritto da due linguisti pieni di competenza grammaticale e pedagogica. E la cosa più bella, è tutto in italiano!

Subito ho cominciato a usarlo e siccome è stato gradito dai miei allievi, non ho più smesso di indicarlo. In Svezia è stato, ed è ancora un vero successo e lo è pure qui in Brasile.

Nel 2011 ho finalmente conosciuto gli autori di persona perché sono stati qui da me a Taubaté dove abito. Mi è sembrato di conoscerli da sempre! 

Adesso impartisco lezioni private sempre con il loro materiale didattico.

E questo libro si è anche rivelato come un prezioso strumento di lavoro sia nelle lezioni di presenza che nelle lezioni on-line che impartisco ad allievi sparsi in diversi paesi europei. Spiegazioni chiare, note culturali, un glossario che è un vero gioiello, giochi, esercizi che funzionano, ecco alcuni pregi di questo lavoro.

Desidero che il libro non cambi molto, però gli esercizi con gli articoli determinativi potrebbero essere molti di più. Se potessi chiedere ancora qualche altra cosa, allora penserei al CD che potrebbe diventare un USB, giacché i nuovi computer non hanno più con il lettore CD. E il libro cartaceo potrebbe diventare virtuale. Bene, sarebbe una cosa a cui pensare, no?

Auguro a tutti gli insegnanti di italiano che siano tanto felici utilizzando questo libro per i loro corsi come lo sono io fino ad oggi  Un grande saluto a tutti dal Brasile! “

Grazie di cuore, Maria do Carmo!