Una gentile lettera di Michela dalla Puglia!

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“Caro Tuffo nell’ Azzurro,
Prima di tutto vorrei ringraziarti per il tuo sostegno ed aiuto ogni volta che ho bisogno di te.

Dopo aver utilizzato vari testi moderni di lingua italiana per stranieri, ero un po’ confusa con le nozioni linguistiche da trasmettere ai miei studenti. Spesso la grammatica deduttiva risultava difficile per gli studenti A1. È per questo che avevo bisogno di un riferimento didattico chiaro e immediato.


Così, caro Tuffo, l’averti incontrato è stato amore a prima vista per me, come insegnante, ed anche per i miei studenti.

Cosa ci è piaciuto di più di te? La semplicità dei tuo concetti, le tue letture culturali, i tuoi esercizi di rafforzamento, i tuoi piccoli giochi di parole, i tuoi ascolti.

Ti considero ormai il mio buon amico e per questo continueremo insieme a condividere la nostra grande passione per la lingua e la cultura italiana ovunque!
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Un caro saluto dalla tua fedele insegnante Michela Moliterni , titolare della scuola di lingua e cultura italiana a Mesagne (Puglia, Italia)”

Giornata della memoria, Primo Levi

In occasione della Giornata della memoria, ricorrenza internazionale celebrata ogni anno leviil 27 gennaio in commemorazione delle vittime dell’Olocausto (in questo giorno si celebra la liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, avvenuta il 27 gennaio 1945 ad opera delle truppe sovietiche dell’Armata Rossa), vorremmo parlare di un libro importantissimo della letteratura italiana, terribile per la sua storia, ma allo stesso tempo toccante e poetico:

Se questo è un uomo è il romanzo autobiografico di Primo Michele Levi (Torino, 31 luglio 1919 – Torino, 11 aprile 1987), scrittore, partigiano e chimico italiano, autore di racconti, memorie, poesie e romanzi.

Nel 1943 Primo Levi venne deportato nel campo di concentramento/sterminio di Auschwitz, dove rimase fino alla liberazione da parte dell’Armata Rossa, avvenuta il 27 gennaio 1945.levi-2

I suoi romanzi, “Se questo è un uomo”, “La tregua” e “I sommersi e i salvati“, raccontano le sue esperienze nel lager nazista e il suo difficile reinserimento nella vita del dopoguerra; sono stati tradotti in molte lingue e sono considerati classici della letteratura mondiale.

In particolare, il più famoso dei suoi libri, Se questo è un uomo , fu scritto tra il dicembre 1945 e il gennaio 1947 e riporta la testimonianza di quanto fu vissuto in prima persona dall’autore nel campo di concentramento di Auschwitz, al quale Levi riuscì miracolosamente a sopravvivere.

levi-3Dopo un lungo viaggio, Levi arriva al campo, viene spogliato di tutti i suoi averi, i suoi capelli vengono rasati e per essere riconosciuto i nazisti gli tatuano sul braccio il numero 174 517: da quel momento egli perde ogni suo diritto e inizia a lavorare come uno schiavo.

Levi diceva che il libro era nato fin dai giorni di lager per il bisogno irrinunciabile di raccontare agli altri, di fare gli altri partecipi ed è scritto per soddisfare questa necessità.levi-6

Il manoscritto fu inizialmente rifiutato e venne pubblicato da una piccola casa editrice in sole 2.500 copie. Il successo e la notorietà del libro si fecero attendere fino al 1958, anno in cui il romanzo venne pubblicato da Einaudi.

Il libro si apre con questa toccante poesia:

Se questo è un uomo

Voi che vivete sicuri nelle vostre tiepide case,

voi che trovate tornando a sera il cibo caldo e visi amici:

considerate se questo è un uomo

che lavora nel fango

che non conosce pace

che lotta per mezzo pane

che muore per un sì o per un no.

Considerate se questa è una donna,

senza capelli e senza nome

senza più forza di ricordare vuoti gli occhi

 e freddo il grembo come una rana d’inverno.

Meditate che questo è stato:

vi comando queste parole.

Scolpitele nel vostro cuore

stando in casa andando per via,

coricandovi, alzandovi.

Ripetetele ai vostri figli.

O vi si sfaccia la casa,

la malattia vi impedisca,

i vostri nati torcano il viso da voi.

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E vogliamo concludere con un’altra poesia, Prima vennero…, attribuita al pastore tedesco Martin Niemoller, sull’inattività degli intellettuali tedeschi in seguito all’ascesa al potere dei nazisti e alle purghe dei loro obiettivi, gruppo dopo gruppo:

Prima vennero a prender gli Zingari

e fui contento, poiché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli Ebrei

e stetti zitto, poiché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prender gli Omosessuali

e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prender i Comunisti

e io non dissi niente, perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me,

e non c’era rimasto nessuno a protestare.levi-5

Commenti e consigli di Fiorenza da Tel Aviv

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Salve, mi chiamo Fiorenza Cevidalli ed insegno da molti anni all’Istituto Italiano di Cultura di Tel Aviv.

 

 

In  Israele la lingua e la cultura italiana sono apprezzate  da persone di ogni età.

La percentuale di adulti ed anziani è molto alta .Questo è il motivo per cui abbiamo adottato un testo di base con l’impostazione metodologica più  adatta.

L’approccio alla lingua parlata e scritta è più graduale e  la comprensione grammaticale molto semplificata.

Dal mio  punto di vista considero“Un tuffo nell’azzurro” ben strutturato e divertente.

Uso “Un tuffo nell’azzurro” con studenti giovani  fortemente motivati e l’ho consigliato anche ad autodidatti di livello B1-B2 perche’ è fonte di testi ricchi e stimolanti.

Quello che si potrebbe aggiungere è un maggiore supporto grafico nell’insegnamento di nuovi vocaboli  nei corsi principianti.

Per esempio nel corso principianti, alla lezione 1, non si devono introdurre troppi nuovi vocaboli  ed aggettivi senza una premessa grafica che li aiuti a riconoscerli ed impararli.

Un altro tipo di imput grafico potrebbe aiutare gli studenti ad affrontare e risolvere meglio  la comprensione delle espressioni metaforiche  o figurate.

Vi ringrazio per esservi rivolti a noi come “parti in causa” nella diffusione di questa meravigliosa lingua!”

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Suggerimenti e impressioni di Francesca Parini

14364649_10208735724685085_2520786240309097799_n“Sono Francesca Parini, insegnante di italiano per stranieri presso la fondazione EnAip di Rimini.

Da sempre affascinata dalle lingue straniere, ho conseguito una laurea in Lingue e Letterature Orientali e, dopo aver ottenuto la certificazione Ditals, ho intrapreso la professione di  insegnante di italiano L2 presso associazioni, cooperative e scuole.

Un tuffo nell’azzurro 1  è stato il primo testo di italiano che ho acquistato e da subito mi è sembrato adatto al contesto in cui lavoro, sia per quanto riguarda i contenuti sia le finalità; ricco di risorse e materiali, si presta ad un insegnamento dell’italiano basato sulla comunicazione, pur non trascurando gli aspetti grammaticali.

 

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Strutturato in modo semplice ma adatto a persone adulte, dal punto di vista dei contenuti ed anche della grafica, piacevole e sobria – ho notato che l’aspetto grafico ha un forte impatto anche sugli studenti adulti, non disposti ad approcciare materiale per bambini.

Il libro è ricco di immagini e foto che ben guidano lo studente nella comprensione dei testi o degli ascolti, nonché nello svolgimento degli esercizi di vario tipo. Molti studenti  hanno infatti trovato utili ed efficaci proprio quelle attività legate a delle figure o dei semplici segnali, che li hanno aiutati a capire meglio certi aspetti della lezione.

Si differenzia  da altri testi per l’attenzione all’aspetto culturale, molto apprezzato dalla classe per gli stimoli comunicativi, la ricchezza del lessico e soprattutto per la spendibilità nella realtà quotidiana.

Mi piacerebbe venisse sviluppata anche una sezione di fonetica e pronuncia, con esercizi audio ben mirati,  che lo studente possa svolgere anche autonomamente come compito per casa.14711642_1297697310280568_3253761934777190405_o

Nella speranza che il mio commento possa esservi d’aiuto, resto in stimolante attesa della nuova edizione!”

Suggerimenti e impressioni di Viviana da Duino

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Ringraziamo la professoressa Viviana Pace che ci manda i suoi commenti da Duino, una bellissima località in provincia di Trieste.

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Qui Viviana insegna presso il Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico, una scuola indipendente facente parte dei Collegi del Mondo Unito (UWC – United World Colleges), un movimento internazionale che riunisce studenti con lo scopo promuovere la pace a la cooperazione internazionale.

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“Il corso UN TUFFO NELL’AZZURRO mi piace perché presenta gli argomenti in maniera graduale, senza affestellarne troppi contemporaneamente.

Mi piace perché, nonostante questa semplicità, non si fanno “sconti” alla grammatica, che viene comunque esposta e trattata con chiarezza e dettaglio.

Mi piace perché le letture sono interessanti, realistiche e non troppo legate all’attualità (che spesso fa invecchiare anche dei buoni libri precocemente).

Mi piace perché ci sono molti disegni e poche foto (che spesso rendono la pagina confusa, per motivi che non so dire esattamente, ma a me fa questo effetto, come lo fanno le pagine che hanno uno sfondo diverso dal bianco, che invece il Tuffo ha).

Se potessi esprimere solo un desiderio, per averlo ancora più funzionale, chiederei più esercizi, magari che mischiassero diversi tempi o modi verbali, in aggiunta a quelli, utilissimi, “monotematici.”

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