Collabora con noi!

In occasione della  stesura e revisione di nuovo materiale didattico di prossima pubblicazione, Panozzo Editore di Rimini invita tutti gli insegnanti di ITALIANO LS – L2 a collaborare con i suoi autori.

Gentili Insegnanti,
se conoscete e/o utilizzate per le vostre lezioni il corso di lingua e cultura italiana per stranieri UN TUFFO NELL’AZZURRO vi chiediamo di mandarci un breve testo o video messaggio in cui ci spiegate per quale motivo avete scelto il nostro libro e che cosa preferireste cambiare o modificare: ogni critica, osservazione e suggerimento è prezioso per migliorare il nostro lavoro!

 

Per maggiori informazioni potete contattarci al nostro indirizzo email:
info@panozzoeditore.com
e seguirci su questo sito che aggiorneremo durante lo svolgersi del lavoro.

Tutti i collaboratori che apporteranno il loro contributo al progetto verranno citati nell’opera e riceveranno copie omaggio dei volumi pubblicati.

Grazie a tutti coloro che vorranno aiutarci.

Esperienze di insegnamento dell’ITALIANO LS – L2: Raffaella Durante-Müller

Ecco la testimonianza di una professoressa che collabora con noi da diversi anni per la stesura e la revisione del nuovo materiale didattico, Raffaella Durante-Müller.

Raffaella vive a Colonia e pubblichiamo con molto piacere il resoconto della sua esperienza.colonia

“In Italia ho studiato Lettere Moderne a Bologna, poi mi sono trasferita in Germania, a Colonia, e qui ho lavorato prima presso diverse scuole di lingue straniere e poi come redattrice presso una casa editrice. Il titolo di studio italiano non mi è stato riconosciuto per l’insegnamento nelle scuole statali, così ho rifatto qui a Colonia l’università (indirizzo mirato all’insegnamento dell’Italiano e della Storia) e poi due anni di abilitazione.

Ora insegno in una scuola comprensiva (dalla classe quinta alla maturità) e collaboro con diverse case editrici che pubblicano materiale didattico per la scuola.

1. Qual è l’interesse verso la lingua e la cultura italiana nel tuo paese?

Fino ad una ventina d’anni fa c’era un grande interesse per la cultura e la lingua italiane. Negli ultimi tempi però l’interesse è calato notevolmente, almeno nel Nordreno-Vestfalia. Sempre meno scuole offrono l’Italiano come materia di insegnamento e optano per lo spagnolo, lingua più di moda e più parlata nel mondo, specie nelle mete più amate dai turisti tedeschi (Maiorca, Ibiza…)

2. Per quali motivi i tuoi studenti sono interessati a studiare l’italiano?

Chi studia l’italiano ha in genere genitori che amano l’Italia e che quando erano giovani ci andavano in vacanza. Spesso sono persone di cultura che ancora apprezzano quello che l’Italia ha rappresentato per la cultura mondiale. Oppure sono figli di italiani emigrati negli anni ’50.

3. Quali sono le difficoltà maggiori che incontrano i tuoi studenti durante lo studio?

Preposizioni, passato prossimo e imperfetto. congiuntivo e condizionale. Tutte le strutture grammaticali che in tedesco vengono usate diversamente.

4. Che cosa credi che manchi per una maggiore diffusione dello studio della lingua italiana?

Temi più interessanti e “positvi”. Qui, dopo aver fatto la grammatica di base, si parte subito col leggere, scrivere e parlare di temi di attualità. In questo momento sono tutti temi a dir poco orribili: mafia, corruzione, immigrazione clandestina, razzismo, spazzatura, scandali politici vari… Non se ne può più!

Dobbiamo fare conoscere i tanti aspetti positivi dell’Italia, creare interesse, entusiasmare!”

Viva il Carnevale e le sue maschere!

Domenica 4 febbraio alle 11 con il volo dell’Angelo prenderà il via l’edizione del Carnevale veneziano 2018 che terminerà il 13 febbraio, martedì grasso.

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Quest’anno il filo rosso del Carnevale di Venezia sarà il tema del “gioco”: Creatum  Civitas LudensLa Città che Gioca.

Piazza San Marco, per l’occasione, prende le sembianze di un grande circo, una delle forme di spettacolo più antico: a questa tradizione si ispira  l’allestimento ideato dallo scenografo del Teatro La Fenice, Massimo Checchetto, che per celebrare la tradizione ha scelto alcuni elementi del circo italiano Togni, utilizzati dallo stesso Federico Fellini nel film “La Strada”.

La Bottega di Piazza San Marco” presenterà le arti e i mestieri della tradizione: vetrai, artigiani , mascherai, sarti, profumieri, perliere e merlettaie apriranno le loro botteghe in Piazza San Marco come nella Venezia del ‘700.

Carnevale-Venezia

Conoscete le maschere del Carnevale in Italia? Questi sono i personaggi più famosi:

ARLECCHINO
È forse la maschera più famosa in tutto il mondo, dal caratteristico costume a rombi di tantissimi colori. Arlecchino è una maschera di Bergamo, in Lombardia, ma parla in veneziano perché nel 1500 quando essa nasce, la città di Bergamo era sotto il dominio veneto.
Arlecchino è un servitore astuto e ficcanaso, spesso attaccabrighe (porta infatti in mano un bastone per fare baruffa con tutti!) e passa in un momento dal riso al pianto. Molte commedie dialettali veneziane lo vedono come protagonista.

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PULCINELLA                                                                                                                                          Se Arlecchino è ormai diventato il simbolo di Bergamo ed ancor più di Venezia, Pulcinella lo è di Napoli e della “napoletanità”. Anche Pulcinella è un servitore, ma il suo costume è tutto bianco ed in faccia porta una grande maschera nera, spesso con un naso aquilino che sembra il becco di un uccello. Anche il suo carattere è molto diverso da quello di Arlecchino: Pulcinella è più triste, tranquillo e spesso rassegnato. In pieno stile partenopeo, canta spesso accompagnato dal suono di una chitarra: sono malinconiche canzoni d’amore non ricambiato o dichiarazioni di grande legame per la sua terra e la sua città.

COLOMBINA                                                                                                                                          Si trova in molte commedie a fianco di Arlecchino: è una servetta allegra, vanitosa e pettegola, ma anche molto graziosa. Arlecchino è innamorato di lei e Colombina approfitta di questa situazione a suo vantaggio.

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IL DOTTOR BALANZONE                                                                                                                   È la maschera di Bologna, città famosa per la sua università (“la dotta”) e quindi Balanzone non poteva che essere un dottore; ma è in realtà solo un vanitoso e superbo personaggio che si rivela sempre ignorante e sbruffone. Quando parla, il suo linguaggio è un incredibile misto di latino e dialetto bolognese. Il suo abito nero è quello  tipico dei ricchi dottori del 1600, ma il suo aspetto non è gradevole perché Balanzone ha una grande pancia e due buffi baffoni che si tocca in continuazione.                                                                                                             

car

E ancora: carn

MENEGHINO di Milano

GIANDUIA  di Torino

STENTERELLO  di Firenze

RUGANTINO di Roma

SANDRONE di Modena

FAGIOLINO di Reggio Emilia

BEPPE NAPPA della Sicilia

 

 

 

 

Esperienze di insegnamento dell’ITALIANO LS – L2: Cristina Barza

Con piacere riceviamo e pubblichiamo questa testimonianza di una nuova  collaboratrice, Cristina Barza che vive a Peristeri, in Grecia. foto_cristina

“Ho studiato Lettere Classiche a Lecce e mi sono laureata nel 2000. Poi ho fatto un Master all’Univerità Capodistriaca di Atene (Studi greco-romani-italiani: Letteratura, Storia e Civiltà). Adesso sono dottoranda all’ Università di Atene.grecia 4

Insegno la lingua italiana dal 2000 (scuole private, istituti pubblici ecc). Nel 2003 sono diventata esaminatrice della lingua italiana agli esami del Ministero Greco della Pubblica Istruzione in Grecia. Il certificato è statale.

Da 3 anni insegno italiano solo via internet. Ho pubblicato anche un libro nel 2005 e ha che fare con la certificazione della lingua italiana (livello B2 ).

foto_libroHo creato due blog (kpgitaliano.wordpress.com – kpgitaliano.blogspot.com). Inoltre, ho anche un gruppo su facebook (con 1.623 membri fin adesso).

Per quali motivi sono interessati a studiare l’italiano?

La Grecia da sempre ha avuto un legame forte con l’Italia. I Greci amano l’Italia in modo particolare e unico. L’italiano si studia perché ci sono legami professionali e gli italiani parlano poco inglese…allora imparare la lingua italiana è indispensabile. Poi, per motivi di studio. Molti greci vengono in Italia per studiare, anche se adesso a causa della crisi economica non così tanti. E alla fine, parecchi imparano la lingua perché sono innamorati delle canzoni, della cultura, del cibo di Italia…

Qual è l’interesse verso la lingua e la cultura italiana nel tuo paese/ città?

Negli anni ’90 l’interesse era fortissimo. Adesso possiamo dire che non è così forte, non perché i greci non amano più l’Italia, ma perché soldi non ce ne sono e allora i genitori  pagano per il loro figli solo per le cose indispensabili (scuola e inglese). Ma nonostante questi problemi economici, ancora c’è questa passione per la lingua italiana e l’Italia. Tutti i miei studenti sono già stati in Italia o vorrebbero venire.

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 Quali sono le difficoltà maggiori che incontrano i tuoi studenti durante lo studio?

Le lettere doppie per l’ortografia e la pronuncia. E tutto ciò che sia diverso dalla grammatica greca, come per esempio i pronomi possessivi, gli articoli (in greco abbiamo anche il neutro). Così, secondo me il professore deve sapere molto bene la grammatica di ambedue le lingue. Una lingua può sembrare “facile” o “difficile” dallo stile del professore.

Che cosa credi che manchi per una maggiore diffusione dello studio della lingua italiana?

Forse lo Stato italiano dovrebbe finanziare scuole in tutto il mondo o fare delle fiere che avranno a che  fare con la lingua. Ma a livello editoriale credo che la cosa sia a un livello buono.

La giornata della memoria: “Se questo è un uomo”

levi 8In occasione della Giornata della memoria, ricorrenza internazionale celebrata ogni anno il 27 gennaio in commemorazione delle vittime dell’Olocausto (in questo giorno si celebra la liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, avvenuta il 27 gennaio 1945 ad opera delle truppe sovietiche dell’Armata Rossa),  vorremmo parlare di un libro importantissimo della letteratura italiana, terribile per la sua storia, ma allo stesso tempo toccante e poetico:

leviSe questo è un uomo è il romanzo autobiografico di Primo Michele Levi (Torino, 31 luglio 1919 – Torino, 11 aprile 1987), scrittore, partigiano e chimico italiano, autore di racconti, memorie, poesie e romanzi.

Nel 1943 Primo Levi venne deportato nel campo di concentramento/sterminio di Auschwitz, dove rimase fino alla liberazione avvenuta appunto il 27 gennaio 1945.

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I suoi romanzi, “Se questo è un uomo”, “La tregua” e “I sommersi e i salvati“, raccontano le sue esperienze nel lager nazista e il suo difficile reinserimento nella vita del dopoguerra; sono stati tradotti in molte lingue e sono considerati classici della letteratura mondiale.

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In particolare, il più famoso dei suoi libri, Se questo è un uomo , fu scritto tra il dicembre 1945 e il gennaio 1947 e riporta la testimonianza di quanto fu vissuto in prima persona dall’autore nel campo di concentramento di Auschwitz, al quale Levi riuscì miracolosamente a sopravvivere.

Dopo un lungo viaggio, Levi arriva al campo, viene spogliato di tutti i suoi averi, i suoi capelli vengono rasati e per essere riconosciuto i nazisti gli tatuano sul braccio il numero 174 517: da quel momento egli perde ogni suo diritto e inizia a lavorare come uno schiavo.

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Levi diceva che il libro era nato fin dai giorni di lager per il bisogno irrinunciabile di raccontare agli altri, di fare gli altri partecipi ed è scritto per soddisfare questa necessità.

Il manoscritto fu inizialmente rifiutato e venne pubblicato da una piccola casa editrice in sole 2.500 copie. Il successo e la notorietà del libro si fecero attendere fino al 1958, anno in cui il romanzo venne pubblicato da Einaudi.

Il libro si apre con questa toccante poesia:

Se questo è un uomo

Voi che vivete sicuri nelle vostre tiepide case,

voi che trovate tornando a sera il cibo caldo e visi amici:

considerate se questo è un uomo

che lavora nel fango

che non conosce pace

che lotta per mezzo pane

che muore per un sì o per un no.

Considerate se questa è una donna,

senza capelli e senza nome

senza più forza di ricordare vuoti gli occhi

 e freddo il grembo come una rana d’inverno.

Meditate che questo è stato:

vi comando queste parole.

Scolpitele nel vostro cuore

stando in casa andando per via,

coricandovi, alzandovi.

Ripetetele ai vostri figli.

O vi si sfaccia la casa,

la malattia vi impedisca,

i vostri nati torcano il viso da voi.

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E vogliamo concludere con un’altra poesia, Prima vennero…, attribuita al pastore tedesco Martin Niemoller, sull’inattività degli intellettuali tedeschi in seguito all’ascesa al potere dei nazisti e alle purghe dei loro obiettivi, gruppo dopo gruppo:

Prima vennero a prender gli Zingari

e fui contento, poiché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli Ebrei

e stetti zitto, poiché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prender gli Omosessuali

e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prender i Comunisti

e io non dissi niente, perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me,

e non c’era rimasto nessuno a protestare.

Commenti e consigli di Fiorenza da Tel Aviv

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Salve, mi chiamo Fiorenza Cevidalli ed insegno da molti anni all’Istituto Italiano di Cultura di Tel Aviv.

 

 

In  Israele la lingua e la cultura italiana sono apprezzate  da persone di ogni età.

La percentuale di adulti ed anziani è molto alta .Questo è il motivo per cui abbiamo adottato un testo di base con l’impostazione metodologica più  adatta.

L’approccio alla lingua parlata e scritta è più graduale e  la comprensione grammaticale molto semplificata.

Dal mio  punto di vista considero“Un tuffo nell’azzurro” ben strutturato e divertente.

Uso “Un tuffo nell’azzurro” con studenti giovani  fortemente motivati e l’ho consigliato anche ad autodidatti di livello B1-B2 perche’ è fonte di testi ricchi e stimolanti.

Quello che si potrebbe aggiungere è un maggiore supporto grafico nell’insegnamento di nuovi vocaboli  nei corsi principianti.

Per esempio nel corso principianti, alla lezione 1, non si devono introdurre troppi nuovi vocaboli  ed aggettivi senza una premessa grafica che li aiuti a riconoscerli ed impararli.

Un altro tipo di imput grafico potrebbe aiutare gli studenti ad affrontare e risolvere meglio  la comprensione delle espressioni metaforiche  o figurate.

Vi ringrazio per esservi rivolti a noi come “parti in causa” nella diffusione di questa meravigliosa lingua!”

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