Collabora con noi!

In occasione della  stesura e revisione di nuovo materiale didattico di prossima pubblicazione, Panozzo Editore di Rimini invita tutti gli insegnanti di ITALIANO LS – L2 a collaborare con i suoi autori.

Gentili Insegnanti,
se conoscete e/o utilizzate per le vostre lezioni il corso di lingua e cultura italiana per stranieri UN TUFFO NELL’AZZURRO vi chiediamo di mandarci un breve testo o video messaggio in cui ci spiegate per quale motivo avete scelto il nostro libro e che cosa preferireste cambiare o modificare: ogni critica, osservazione e suggerimento è prezioso per migliorare il nostro lavoro!

 

Per maggiori informazioni potete contattarci al nostro indirizzo email:
info@panozzoeditore.com
e seguirci su questo sito che aggiorneremo durante lo svolgersi del lavoro.

Tutti i collaboratori che apporteranno il loro contributo al progetto verranno citati nell’opera e riceveranno copie omaggio dei volumi pubblicati.

Grazie a tutti coloro che vorranno aiutarci.

Suggerimenti e osservazioni di Vera Belikova

Foto Belikova2Abbiamo ricevuto una nuova testimonianza di insegnamento della lingua italiana Ls – L2 ed osservazioni sul nostro materiale didattico da parte di Vera Belikova che si occupa di insegnamento della lingua inglese per gli adulti presso un associazione culturale a Spilimbergo (Friuli) e di lezioni di italiano e inglese su Skype per le persone da vari parti del mondo.

Attualmente ho molti studenti’ ci scrive Vera, “da Copenhagen, Parigi e Makhachkala (Dagestan). Ora abito e insegno a Spilimbergo (provincia di Pordenone), ma mi farebbe tanto piacere collaborare anche fuori dalla mia regione. condividendo la mia esperienza di insegnamento.

foto spilimbergo

In realtà non ho molta esperienza nell’insegnamento dell’italiano, piuttosto lavoro con l’inglese e il tedesco in quanto sono laureata in queste lingue. Però poco tempo fa una mia cara amica mi ha chiesto di farle un corso d’italiano perché fa fatica e relazionarsi e ad affidarsi a un altro insegnante. Così mi sono messa in gioco, mi piace sperimentare e allargare gli orizzonti.

Dopo aver fatto una ricerca di vari testi mi sono soffermata su Un Tuffo nell’azzurro per i 18987609_10212487377434551_321104495_oseguenti motivi:

è ben strutturato, segue un filo logico ben evidente;

è chiaro il passaggio da un tipo di esercizio all’altro;

c’è una buona gradualità dell’apprendimento;

ci sono tanti esercizi per il drilling grammaticale e lessicale;

già dall’inizio propone i temi lessicali che non si limitano con i temi di sopravvivenza, ma danno una buona base per l’apprendimento dei temi che ne vanno oltre.

Ho apprezzato tanto il fatto che il vostro testo è diverso dalla maggior parte dei testi di italiano come LS. L’ho interpretato come una testimonianza della vostra esperienza di lavoro e dell’amore per il proprio mestiere.

Foto Belikova

In base alla mia conoscenza dei testi di inglese e tedesco come LS aggiungerei le seguenti attività:

– esercizi comunicativi in coppia o in piccoli gruppi per la pratica dei temi grammaticali;

– attività comunicative per le coppie o piccoli gruppi che si basano sulle interviste, sviluppo dei piccoli progetti, discussioni, giochi;

– linee guide su come “tuffarsi” nella lingua e imparare dai temi di interesse personale. Per esempio, ho uno studente di inglese che ha iniziato a parlare dopo anni e anni di studio solamente perché lo faccio parlare di tecnologia, dunque i temi che sono strettamente legati al suo lavoro e corrispondono ai suoi interessi personali. Nel suo caso io adatto gli articoli e i video delle media inglesi in modo da farli diventare il materiale didattico.Credo che un bravo insegnante e un testo buono devono innanzitutto dare allo studente gli strumenti per diventare autonomi nel futuro studio della lingua;

– l’uso dei video che danno un esempio di italiano parlato in maniera eccellente ma anche che possono provocare una discussione. Una proposta di video – attività potrebbe essere con i piccoli filmati che mettono in discussione i problemi di vita quotidiana, discutono la storia o presentano qualche personaggio famoso.

Spero che le mie osservazioni e informazioni vi possano essere utili, tanti saluti da Spilimbergo!’

Certamente, grazie mille Vera! 🙂

Esperienze di insegnamento dell’ITALIANO LS – L2: Igor Deiana

Grazie a Igor Deiana per  la sua interessante testimonianza che pubblichiamo con molto piacere: 

“Mi chiamo Igor, ho 29 anni e da 5 anni lavoro nell’ambito dell’insegnamento dell’italiano L2/Ls.                                                                                                                                  IgorMi sono formato presso l’Università degli Studi di Cagliari dove mi sono laureato sotto la guida di Cristina Lavinio con una tesi in linguistica educativa. Nella mia formazione come insegnante di italiano L2/Ls sono state fondamentali l’esperienza di tirocinio presso il Dipartimento di Italiano della School of European Studies della Cardiff University e il percorso di formazione intrapreso presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia per il conseguimento della certificazione CEDILS.

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Chi sono i tuoi studenti?

Durante l’anno scolastico appena conclusosi ho insegnato sia al CPIA 3 di Nuoro, sia al CIS (Centro Interdipartimentale per l’insegnamento dell’Italiano agli stranieri) dell’Università di Cagliari. Ho così avuto occasione di lavorare con dei gruppi di studenti completamente diversi l’uno dall’altro: esperienza tanto “sfidante” quanto in grado di farmi crescere personalmente e professionalmente.

Mentre nel primo caso ho seguito 4 classi formate nella loro totalità da giovani richiedenti asilo, nel corso tenuto presso l’università di Cagliari ho lavorato con un gruppo di 17 studenti Erasmus. Nonostante in ambedue le classi gli studenti fossero principianti assoluti, è emerso immediatamente come il lavoro da svolgere con le due utenze fosse completamente diverso. Infatti, oltre ai diversi bisogni che hanno spinto gli studenti dei due gruppi ad avvicinarsi ai corsi da me tenuti, l’esperienza con i migranti ha visto quasi un terzo degli studenti frequentanti non essere scolarizzato ed essere parzialmente alfabetizzato nella propria lingua madre.

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Per quale motivo i tuoi studenti sono interessati a studiare l’italiano?

Per quanto riguarda i richiedenti asilo il loro principale obbiettivo, oltre al conseguimento della certificazione di livello A2 utile al fine della richiesta del permesso di soggiorno, è lo sviluppo di una competenza comunicativa di base che permetta di affrontare i problemi della loro quotidianità: andare in un ufficio autonomamente; leggere, comprendere e rispondere ad un annuncio di lavoro o immobiliare, andare dal medico, saper inviare una somma di denaro nel proprio paese d’origine. Gli studenti hanno, inoltre, manifestato un forte interesse verso gli usi e costumi italiani. Per questo motivo sono state fornite delle nozioni di base di educazione civica atte a facilitare la comprensione della società italiana e delle regole, implicite ed esplicite, che ne determinano il funzionamento. Diversamente, gli studenti Erasmus, avendo seguito quasi esclusivamente lezioni in lingua inglese, hanno manifestato un forte interesse nei confronti di una varietà di lingua colloquiale e informale utile e spendibile nella quotidianità vissuta da giovane Erasmus.

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Quali sono gli elementi che hanno accomunato queste due situazioni?

Un elemento che ha accomunato i due corsi è stato il metodo. Infatti, nonostante le differenze dei gruppi abbiano determinato una diversa programmazione delle attività, in ambedue i casi la didattica si è caratterizzata per il ricorso ad un metodo diretto. Questo ha consentito agli studenti di comprendere le informazioni trasmesse direttamente nella lingua target, l’italiano, senza l’ausilio di traduzione ma grazie all’ausilio di immagini, materiali autentici, canzoni, video e in particolare per mezzo della drammatizzazione da parte dello stesso insegnate (piuttosto che tradurre il verbo cadere, ho sempre preferito far finta di inciampare nel mezzo della classe). In questo modo, oltre a rendere il clima più informale e colloquiale (gli studenti percepiscono più vicino a loro un insegnante che si mette in gioco e che non ha paura di staccarsi dalla “cattedra-piedistallo”), le ragazze e i ragazzi hanno imparato ad associare le parole o le frasi ai significati in modo diretto e hanno sviluppato delle strategie che permetteranno loro di comunicare anche con persone che non conoscono la loro lingua madre.

Quali sono gli elementi che hanno differenziato queste due situazioni?

Oltre a quanto determinato dal pregresso percorso di studi svolto dai componenti dei gruppi (è completamente diverso lavorare con studenti che hanno conseguito il diploma, rispetto ad entrate in una classe in cui la maggior parte degli utenti non ha nemmeno terminato la scuola primaria), una delle principali differenze riguarda il materiale disponibile e rintracciabile sia in rete sia nell’editoria. Mentre nell’ambito dell’insegnamento dell’italiano ad Erasmus e, più in generale, ad un pubblico scolarizzato, sono disponibili numerosi titoli, ho avuto modo di notare come, nonostante alcune case editrici si stiano iniziando ad attivare, siano ancora pochi i manuali e i portali consultabili per il reperimento di materiali rivolti ad un’utenza particolare come quella dei richiedenti asilo. Per questo motivo, la maggior parte delle attività svolte durante i corsi tenuti al CPIA sono il frutto di materiali personalmente didattizzati dal docente.

Quali sono le difficoltà maggiori che incontrano i tuoi studenti durante lo studio?

Non potendo segnalare particolari difficoltà incontrate dagli studenti Erasmus, nel corso dell’anno scolastico sono emerse delle problematicità all’interno delle classi composte dai richiedenti asilo. Oltre ai problemi legati dalla loro bassa scolarizzazione, è chiaro come la “precarietà” e le incertezze che caratterizzano lo status dei richiedenti asilo influisca sul regolare andamento dell’attività didattica. Infatti, la paura di non ottenere il permesso di soggiorno, il non avere un lavoro e una stabilita economica, la mancanza dei propri cari possono influenzare negativamente la motivazione allo studio. Allo stesso modo impegni personali e lavori saltuari possono determinare una frequenza discontinua che molto spesso va ad inficiare un buon rendimento.

Suggerimenti e impressioni di Viviana da Duino

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Ringraziamo la professoressa Viviana Pace che ci manda i suoi commenti da Duino, una bellissima località in provincia di Trieste.

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Qui Viviana insegna presso il Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico, una scuola indipendente facente parte dei Collegi del Mondo Unito (UWC – United World Colleges), un movimento internazionale che riunisce studenti con lo scopo promuovere la pace a la cooperazione internazionale.

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“Il corso UN TUFFO NELL’AZZURRO mi piace perché presenta gli argomenti in maniera graduale, senza affestellarne troppi contemporaneamente.

Mi piace perché, nonostante questa semplicità, non si fanno “sconti” alla grammatica, che viene comunque esposta e trattata con chiarezza e dettaglio.

Mi piace perché le letture sono interessanti, realistiche e non troppo legate all’attualità (che spesso fa invecchiare anche dei buoni libri precocemente).

Mi piace perché ci sono molti disegni e poche foto (che spesso rendono la pagina confusa, per motivi che non so dire esattamente, ma a me fa questo effetto, come lo fanno le pagine che hanno uno sfondo diverso dal bianco, che invece il Tuffo ha).

Se potessi esprimere solo un desiderio, per averlo ancora più funzionale, chiederei più esercizi, magari che mischiassero diversi tempi o modi verbali, in aggiunta a quelli, utilissimi, “monotematici.”

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Suggerimenti e impressioni di Raffaella Mencherini

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Mi chiamo Raffaella Mencherini, vivo a Pavia e sono laureata in Lingue e Letterature Straniere. Ho lavorato con moltissime tipologie di apprendenti: bambini e adolescenti nelle scuole pubbliche, universitari, richiedenti asilo, adulti liberi professionisti e al momento collaboro con l’Università di Pavia come insegnante di italiano per studenti Erasmus o provenienti da paesi extraeuropei.

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Del manuale Un Tuffo nell’azzurro A1- A2 apprezzo diversi aspetti, per esempio il questionario iniziale che può essere compilato in più lingue (utile per far capire all’insegnante fin dalle prime lezioni le motivazioni e gli obiettivi della classe) e il glossario finale in ordine alfabetico: infatti, in molti testi, i termini sono divisi per unità e non costituiscono un glossario unico.

Anche l’idea di far indicare agli studenti il genere delle parole può essere un aiuto in più per memorizzare questo aspetto, complesso per molti apprendenti che riscontrano grandi differenze tra l’italiano e la loro L1.19024775_10212487378634581_921438391_o

Le immagini rendono a mio avviso il testo adatto a diverse tipologie di studenti: adolescenti, giovani adulti, adulti.

La grammatica è affrontata con gradualità e con schemi chiari e consultabili in ogni momento del corso.

L’unica cosa che posso rilevare, pensando alla mia esperienza con studenti universitari, è che si potrebbero aggiungere ulteriori stimoli alla produzione scritta di testi via via più complessi.”

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Grazie Raffaella, buon lavoro e a presto!

Esperienze di insegnamento dell’italiano Ls – L2: Samanta da Rimini

Ecco una nuova testimonianza che ci ha scritto Samanta Mancini da Rimini.

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Dopo diverse esperienze, Samanta ora insegna a Rimini Academy  www.riminiacademy.it  , la scuola dove UN TUFFO nell’AZZURRO è nato!

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“Mi chiamo Samanta Mancini e dopo la laurea magistrale in Lingue e Letterature Straniere all’Università di Bologna ho conseguito il Master in didattica dell’italiano L2/LS “Insegnare italiano a stranieri: scuola, università, impresa” all’Università degli Studi di Urbino.

Ora insegno italiano L2 a Rimini, presso il centro di lingua e cultura italiana RIMINI ACADEMY, una scuola che accoglie studenti di ogni età e nazionalità dal 1994.

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Ho conosciutoUn tuffo nell’azzurro proprio in questa scuola, dove il libro è nato ed è tuttora adottato come testo di riferimento.

Un tuffo nell’azzurro” è apprezzato sia da studenti adolescenti sia da studenti adulti, che amano in particolare le chiare schede grammaticali e i molti riferimenti culturali.

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Il libro  è inoltre ricco di esercizi utili per fissare gli obiettivi linguistici e comunicativi. Credo che queste caratteristiche lo rendano un ottimo testo per classi  eterogenee dal punto di vista dell’età, della  provenienza e della motivazione degli studenti e che spesso hanno  a disposizione poco tempo per studiare l’italiano!

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