Collabora con noi!

In occasione della  stesura e revisione di nuovo materiale didattico di prossima pubblicazione, Panozzo Editore di Rimini invita tutti gli insegnanti di ITALIANO LS – L2 a collaborare con i suoi autori.

Gentili Insegnanti,
se conoscete e/o utilizzate per le vostre lezioni il corso di lingua e cultura italiana per stranieri UN TUFFO NELL’AZZURRO vi chiediamo di mandarci un breve testo o video messaggio in cui ci spiegate per quale motivo avete scelto il nostro libro e che cosa preferireste cambiare o modificare: ogni critica, osservazione e suggerimento è prezioso per migliorare il nostro lavoro!

 

Per maggiori informazioni potete contattarci al nostro indirizzo email:
info@panozzoeditore.com
e seguirci su questo sito che aggiorneremo durante lo svolgersi del lavoro.

Tutti i collaboratori che apporteranno il loro contributo al progetto verranno citati nell’opera e riceveranno copie omaggio dei volumi pubblicati.

Grazie a tutti coloro che vorranno aiutarci.

Esperienze di insegnamento dell’ITALIANO LS – L2: Andrea Pennelli

andreaAndrea Pennelli vive a Torino e insegna italiano agli stranieri presso la scuola di italiano  della società Dante Alighieri.

Ha scritto per noi questa  interessante testimonianza:

“Mi sono laureato in mediazione linguistica a Bari nel 2014 e in linguistica a Bologna nel 2017. Sin dall’inizio, ho messo al centro del mio percorso di studi la didattica dell’italiano a stranieri. Ho svolto il mio tirocinio presso l’associazione AIPI di Bologna, dove mi sono occupato di laboratori di lingua italiana e doposcuola nelle scuole elementari e medie.

Nel luglio 2018 ho conseguito la certificazione CEDILS e attualmente lavoro presso la scuola di italiano di Torino della società Dante Alighieri.andrea 7

1. Qual è l’interesse verso la lingua e la cultura italiana nella tua città?

Chi studia italiano a Torino lo fa per i motivi più diversi: studio, lavoro, curiosità, necessità di ottenere la lingua per il permesso di soggiorno. Rispetto a chi impara l’italiano in un paese straniero, ritengo che chi studia in Italia abbia necessità diverse e motivazioni più forti.

2. Per quali motivi i tuoi studenti sono interessati a studiare l’italiano?

I studenti del corso di A1 di cui mi occupo ora studiano l’italiano principalmente per ragioni di lavoro o studio. Quando facevo il volontario e molti dei miei studenti seguivano il corso per poter raggiungere il livello A2, necessario per il permesso di soggiorno.

3. Quali sono le difficoltà maggiori che incontrano gli studenti durante lo studio?

Ogni studente è differente, quindi a seconda della lingua o della cultura di provenienza può incontrare difficoltà diverse. Generalmente uno dei più grossi problemi a livello grammaticale sono le numerose irregolarità della grammatica italiana.

4. Che cosa credi che manchi per una maggiore diffusione dello studio della lingua italiana?

Per quanto riguarda l’estero, credo un maggior investimento di risorse da parte del governo italiano in scuole, corsi e attività di promozione della lingua. Pe quanto riguarda il territorio nazionale invece, credo soprattutto l’investimento di fondi per i corsi di italiano nelle scuole e soprattutto negli SPRAR e nei CPIA.

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Matera Capitale Europea della Cultura 2019 nel cinema

Matera è la Capitale europea della cultura del 2019:

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conoscete questa bellissima città, celebre in tutto il mondo per i suoi “Sassi”?

Venite con noi a fare un tuffo nel passato e nel fascino di un luogo unico al mondo!

Matera si trova in Basilicata, ha circa  55.000 abitanti, è ubicata a 401 metri sul livello del mare e dista 45 chilometri dal mare.

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La città è costituita da zone che risalgono ad epoche diverse: quella più antica, i Sassi, sono uniti dallo sperone della Civita con il Duomo; la parte medievale – rinascimentale si sviluppa lungo “il Piano”, ai bordi dei Sassi; c’è poi la città nuova, con rioni eleganti realizzati dai più noti architetti italiani.

Moltissime sono le chiese di Matera edificate fra il XIII e il XIX secolo, molte delle quali presentano influenze barocche: San Giovanni, San Domenico e il Duomo sono le più antiche, con forti influssi di cultura romanica e pugliese.

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Matera è città antichissima e la sua origine si perde nella preistoria.

Per il suo strato abitativo di grotte scavate nel masso tufaceo è nota come la “città sotterranea” e per la continuità di vita dal paleolitico ai giorni nostri è ritenuta una delle più antiche del mondo.

Le  vicende storiche di Matera sono evidenziate dalle abbondanti ed interessanti testimonianze raccolte nel Museo Nazionale di Matera nel quale è possibile partire dai reperti del paleolitico inferiore e man mano giungere a quelli di epoca storica, greca e romana.

I Sassi rappresentano la parte antica della città di Matera, sito dichiarato nel 1993 Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.

Sviluppatisi intorno alla Civita, costituiscono una intera città scavata nella roccia calcarenitica, chiamata localmente “tufo”, un sistema abitativo articolato, lungo i pendii di un profondo vallone dalle caratteristiche naturali singolari: la Gravina. Strutture edificate, eleganti ed articolate si alternano a labirinti sotterranei e a meandri cavernosi, creando un unicum paesaggistico di grande effetto.

Il sovrapporsi di diverse fasi di trasformazioni urbane sull’aspra morfologia murgica originaria, il raffinato dialogo tra rocce ed architettura, canyon e campanili, ha creato nel corso dei secoli uno scenario urbano di incomparabile bellezza e qualità.

Un tempo cuore della civiltà contadina, oggi, ristrutturati e rinobilitati, i Sassi rivivono e lasciano senza fiato soprattutto di sera quando le piccole luci di residenze, botteghe di artigiani e ristoratori li rendono come un presepe di cartapesta. I Sassi si compongono di due grandi Rioni: Sasso Barisano e Sasso Caveoso, divisi al centro dal colle della Civita, l’insediamento più antico dell’abitato materano, cuore della urbanizzazione medioevale.

Molti registi hanno scelto questo scenario unico per i loro film. Nel ’49 ad esempio, Carlo Lizzani realizza un documentario cercando di indagare su quel mondo contadino descritto da Carlo Levi in “Cristo si è fermato ad Eboli”

“…Arrivai ad una strada che da un solo lato era fiancheggiata da vecchie case e dall’altro costeggiava un precipizio. In quel precipizio è Matera… Di faccia c’era un monte pelato e brullo, di un brutto color grigiastro, senza segno di coltivazioni né un solo albero: soltanto terra e pietre battute dal sole. In fondo… un torrentaccio, la Gravina, con poca acqua sporca ed impaludata tra i sassi del greto… La forma di quel burrone era strana: come quella di due mezzi imbuti affiancati, separati da un piccolo sperone e riuniti in basso da un apice comune, dove si vedeva, di lassù, una chiesa bianca: S.Maria de Idris, che pareva ficcata nella terra. Questi coni rovesciati, questi imbuti si chiamano Sassi, Sasso Caveoso e Sasso Barisano. Hanno la forma con cui a scuola immaginavo l’inferno di Dante… La stradetta strettissima passava sui tetti delle case, se quelle così si possono chiamare. Sono grotte scavate nella parete di argilla indurita del burrone… Le strade sono insieme pavimenti per chi esce dalle abitazioni di sopra e tetti per quelli di sotto… Le porte erano aperte per il caldo, Io guardavo passando: e vedevo l’interno delle grottesche non prendono altra luce ed aria se non dalla porta. Alcune non hanno neppure quella: si entra dall’alto, attraverso botole e scalette” (C.Levi “Cristo si è fermato ad Eboli”)

Ma è Pier Paolo Pasolini che nel suo “Vangelo secondo Matteo” del 1964 consacra questo luogo: i Sassi vengono proiettati in un mondo immobile, metafisico, senza tempo.

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Una seconda volta i Sassi nell’85 diventano Gerusalemme, con King David, (Richard Gere era l’attore protagonista), ed una terza volta nel 2002 con il film “La Passione di Cristo” di Mel Gibson.

Alberto Lattuada nel 1953 gira La Lupa , la celebre novella di Giovanni Verga è trasformata in un nuovo contesto spazio-temporale, visto che la Sicilia qui cede il passo alla Basilicata, e l’Ottocento al Dopoguerra.

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Il tempo che non muta nei Sassi sfollati favorisce gli scenari più disparati: un paese meridionale del Settecento (Il sole anche di notte), di inizio Ottocento (Allonsanfan con Mastroianni), un paese siciliano degli anni Cinquanta (L’uomo delle stelle di Tornatore), un posto surreale, adatto anche al fiabesco “C’era una volta” con Sofia Loren.

 

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Per altre informazioni: http://www.matera-basilicata2019.it


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Esperienze di insegnamento dell’ITALIANO LS – L2: Giada Minotti

giada 21.jpegAbbiamo ricevuto una nuova testimonianza e tantissime foto, un vero reportage dalla Cina: ecco Giada Minotti di Frosinone che ci racconta la sua esperienza.

“Ciao, sono Giada e sono una giovane laureata magistrale in Lingue e civiltà orientali dell’Università L’Orientale di Napoli. La mia lingua di studio è principalmente il cinese, della quale ho competenza e padronanza. Durante il percorso universitario e lavorativo ho avuto la possibilità di specializzarmi nel settore dell’istruzione e della formazione per lo sviluppo della conoscenza della lingua italiana all’estero, riuscendo persino a trattare una tesi sperimentale riguardo la crescita dell’interesse da parte degli studenti cinesi di ampliare la loro esperienza formativa in Italia, spinti soprattutto dalla “moda” del flusso migratorio.

  1. Qual è l’interesse verso la lingua e la cultura italiana in Cina?

In generale, vi è una certa omogeneità nella percezione che i cinesi hanno dell’Italia, della cultura, delle abitudini e della lingua italiana: l’Italia come il Paese del buon cibo, patria dell’arte, della musica e della moda. Sono questi gli aspetti che più appassionano gli studenti cinesi e che potrebbero essere alla base del loro interesse verso la lingua e la cultura italiana.giada 2

  1. Per quali motivi i tuoi studenti sono interessati a studiare italiano?

Studiare in Italia è un programma di vita entusiasmante, perché permette loro di capire e di approfondire ciò che in Cina non c’è: apprendere la cultura, l’arte, la storia, la musica senza filtri né censure. Scelgono l’Italia, in primo luogo, perché la vita degli italiani appare rilassante e consente un migliore stile di vita rispetto al loro. In secondo luogo, è un’esperienza che permette di accrescere la visuale e aprire la mente a nuovi orizzonti, anche se la maggioranza dei giovani non vede nel proprio futuro esistenziale e lavorativo la permanenza e la stabilizzazione in Italia, desiderando piuttosto di ritornare in Cina a costruire la propria vita.

  1. Quali sono le difficoltà maggiori che incontrano i tuoi studenti durante lo studio?

Dell’italiano, la cosa che risulta loro più difficile è studiare, capire ed applicare le regole della grammatica. Difatti, tra le “quattro abilità linguistiche”, “capire” è la parte più difficile nello studio dell’italiano. Gran parte degli studenti affermano di sentirsi più capaci nella lettura e meno nell’ascolto, che, indubbiamente, è la parte più ostica nell’apprendimento di qualsiasi lingua. Si comprende, allora, come, durante le ore di corso di lingua italiana, quando gli studenti non capiscono una parte della spiegazione, molti di loro vorrebbero che l’insegnante rispiegasse in cinese piuttosto che in italiano. Quando, invece, in fase di apprendimento o autoapprendimento, non conoscono un vocabolo, per pigrizia chiedono al compagno di banco o, per velocizzare i tempi, utilizzano volentieri un dizionario elettronico anziché il classico vocabolario bilingue.

  1. Che cosa credi che manchi per una maggiore diffusione dello studio della lingua italiana?

Secondo me è la non consapevolezza che rallenta la diffusione. Parlo di mancanza di consapevolezza dell’importanza del nostro patrimonio artistico, linguistico e culturale. Dico sempre, a malincuore, che noi italiani siamo un concentrato di ricchezze e bellezze, sotto molteplici aspetti, e ne vado fiera, fierissima, soprattutto quando ne parlo ai miei studenti. Abbiamo un tesoro di inestimabile valore che molti invidiano, ma che non sappiamo sfruttare a nostro vantaggio, se di vantaggio si può parlare. A livello editoriale, invece, mi piacerebbe che ci fossero altre pubblicazioni. Le scuole italiane in Cina sono carenti di testi per la didattica della lingua italiana pensati apposta per gli studenti sinofoni. Detto questo, è facile comprendere quali siano le difficoltà, soprattutto da parte dell’insegnante di italiano L2/LS, quindi specializzato, di trasmettere una parte della propria identità nazionale ai suoi discenti.

Le foto sono state scattate da Giada a Guangzhou, Pechino e Harbin.

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Esperienze di insegnamento dell’ITALIANO LS – L2: Serena Neri

Abbiamo ricevuto una nuova testimonianza che pubblichiamo con molto piacere, Serena Neri che ci scrive da Montevarchi, un paese in provincia di Arezzo:

“Ho iniziato ad insegnare italiano un po’ per gioco un po’ per sfida e alla fine è diventato il mio lavoro. Da più di dieci anni insegno a Firenze con target sempre diversi e ogni volta stimolanti: studenti delle scuole dell’obbligo, adulti, studenti universitari, ricercatori e dottorandi e studenti a bassa scolarizzazione.

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Tra tutte le esperienze di questi anni vorrei raccontare quella che sto facendo alla scuola InAltreParole a Firenze, nata due anni fa all’interno dell’Istituto Verdi, dove lavoro con studenti migranti a bassa scolarizzazione, che il più delle volte non hanno una grande motivazione. La sfida allora diventa quella di riuscire a reinventarsi come insegnanti e reinventare il nostro modo di insegnare, cercando così di guadagnare la loro fiducia.

Qual è l’interesse verso la lingua italiana? Per quali motivi i tuoi studenti sono interessati a studiare italiano? 

“E’ solo la lingua che rende uguali” -Don Lorenzo Milani-

Per i miei studenti, l’interesse verso l’apprendimento\acquisizione dell’italiano è legato ad aspetti concreti di vita quotidiana qui in Italia. L’italiano è visto come lingua della comunicazione orale, come ponte, come passaggio momentaneo e non definitivo per esprimere bisogni concreti. E’ stato perciò interessante chiedere ai miei studenti dove collocherebbero all’interno di un corpo umano le lingue che conoscono, visto che ognuno di loro conosce e parla almeno tre o quattro lingue oltre all’italiano. La scelta è stata difficile, molti sono rimasti davanti alla silhouette per un po’ prima di attaccare i cartellini dove avevamo scritto i nomi delle diverse lingue conosciute, parlate, usate nei loro paesi, ma il risultato finale è stato molto interessante. È stato difficile ed interessante anche per me, fermarmi a riflettere e chiedermi dove avrei voluto mettere l’italiano, la mia lingua materna: testa? cuore? pancia? Alla fine ho deciso per la pancia, luogo delle emozioni vere, innate, spontanee.

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Mohammed, 20 anni, dal Senegal
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Abdul, 19 anni, dal Niger
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L’uomo di Babele (a.s. 2018/19). Classe Rossa

Quali difficoltà incontrano?

“Io non apprendo che ciò che per me ha un senso” (Carl Rogers)

I miei studenti incontrano molte difficoltà nel passaggio da lingua orale a quella scritta. La competenza orale che hanno acquisito non corrisponde ad una pari competenza scritta. Le loro difficoltà sono anche le mie, perché ogni giorno è necessario reinventare e sperimentare una didattica che li supporti proprio in questo. Per questo motivo ho iniziato a reiterare alcune parti delle lezioni, ad esempio durante la fase iniziale, momento delicato di arrivo, di accoglienza, attivazione e di continue interruzioni (chi arriva tardi, chi deve prendere il quaderno e il libro, chi vuole firmare). La mia lezione con studenti preA1 inizia sempre con la domanda:

  • “Che giorno è oggi?”

La risposta orale è sempre veloce e precisa, ma la scrittura della data – giorno e mese – non è mai immediata e spontanea. Gli studenti, in particolare i più deboli, hanno sempre bisogno di qualche minuto di riflessione prima di riuscire a scriverlo alla lavagna. Gli errori cerchiamo di correggerli riflettendo sui suoni e ripetendoli più e più volte, prima io e poi loro, fino alla corretta pronuncia. A questa domanda, faccio seguire altre domande più o meno legate all’argomento

  • “Che tempo fa oggi?”
  • “Cosa mangi oggi?”
  • “Quando vai a fare la spesa?”
  • “Cosa fai oggi?

La modalità di svolgimento è sempre la stessa, in questi casi però viene richiesta la composizione di una frase minima: risposta orale più o meno corretta, ma sempre comprensibile e passaggio alla scrittura, per poi procedere alla correzione per tentativi, fino ad arrivare alla parola ed infine alla frase corretta.

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Concludo questo mio intervento con queste belle parole di Platone, che riassumono e ben descrivono il contesto di apprendimento e di insegnamento.

“La conoscenza che viene acquisita con l’obbligo non fa presa nella mente. Quindi non usate l’obbligo, ma lasciate che la prima educazione sia una sorta di divertimento; questo vi metterà maggiormente in grado di trovare l’inclinazione naturale.”

Il Presepe della Marineria di Cesenatico

Durante il periodo di Natale, a Cesenatico, in provincia di Forlì – Cesena, le barche della Sezione Galleggiante del Museo della Marineria, nello splendido Porto Canale leonardesco, diventano lo scenario di un presepe unico nel suo genere.

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Nato nel 1986, il presepe è  un’ opera degli artisti Tinin Mantegazza, Maurizio Bertoni e Mino Savadori, sviluppato da un’originale idea di Guerrino Gardini. La prima statua scolpita è stata quella di San Giacomo, patrono di Cesenatico, a cui nel corso degli anni se ne sono aggiunte molte altre.

Si tratta di sculture in legno, a grandezza naturale, con abiti e drappeggi in tela trattata a cera, che riproducono le figure tipiche della vita marinara locale: pescatori, falegnami, burattinai, una pescivendola, una donna con le piadine, bambini e musicisti, insieme naturalmente alla Sacra Famiglia e ai tradizionali pastori.

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Il risultato è di grande effetto, reso ancora più suggestivo dalle illuminazioni delle barche che si riflettono sull’acqua del canale.

Ogni anno il Presepe si arricchisce di una nuova statua e di un nuovo personaggio. Dalle 7 figure con cui esordì il Presepe nel 1986, oggi il patrimonio scultoreo è di una cinquantina di statue.

Cesenatico: Porto canale leonardesco: Presepe della Marineria

Il Presepe della Marineria di Cesenatico permette così un vero “tuffo” in un borgo marinaro sull’Adriatico, un palcoscenico magico sulla vita tradizionale ricco di poesia.

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Periodo: l’evento si svolge dal 02/12/2018 al 13/01/2019

Orario: il presepe è visibile tutti i giorni 24 ore su 24

Ingresso: gratuito